Quante riunioni deve ancora fare il Pd di Parma per decidere qualcosa?

Carbognani
Lombatti
Candy Darling sul letto di morte

“Candy dice odio le grandi decisioni

che provocano ripensamenti infiniti

nella mia mente”.

Queste parole del languido brano “Candy says” dei Velvet Underground cantano il dramma dell’attrice statunitense transgender Candy Darling, star della Factory di Andy Warhol, morta di cancro a causa delle iniezioni di ormoni femminili a cui si sottoponeva.

E’ nella natura umana che il dubbio preceda le decisioni e che esso è il primo segno di intelligenza, ma poi bisogna decidere.

Alla fine lo ha fatto anche Candy Darling che ha scelto di essere donna. Ha messo in conto di morire pur di decidere.

 

 

E’ venuto il momento delle decisioni, soprattutto per il Pd.

Mentre gli avversari iniziano a presentare i loro candidati, la coalizione “Uniti vince Parma” è piantata.

Servono scelte chiare sul programma. Sei mesi di riunioni a limare le parole per non scontentare nessuno hanno partorito un testo di pilastri programmatici tanto generico e fumoso che non ha meritato non dico un’analisi su un giornale (con la mia sola eccezione –leggi-), ma neppure un post su Facebook di un cittadino. Il nulla non poteva che produrre una reazione nulla. “Ex nihilo nihil fit” (“Nulla viene dal nulla“) era il principio postulato dal filosofo romano Lucrezio, implicito in tutto il pensiero della Grecia antica.

 

 

Nessuna decisione è stata assunta neppure sulle primarie per la convocazione delle quali sono state raccolte 19 firme di membri del Comitato cittadino. A questo punto lo Statuto del partito renderebbe le primarie automatiche. Se non decideranno loro, deciderà per loro il tempo considerato che ormai non ce n’è più per celebrarle.

Nessuna decisione sul candidato sindaco.

Il candidato rimane nell’aria, svolazza come un piccione.

Quanto il Pd è disposto a spaccarsi per sostenerlo?

A quali condizioni il Pd potrebbe appoggiarlo?

Quale alternativa?

Decidano, perchè i tempi iniziano a essere stretti, strettissimi.

Se si votasse a fine maggio, le liste dovranno essere presentate entro la fine di aprile.

A 90 giorni dal voto il centrosinistra di Parma non ha nè un candidato nè un programma.

Oggi è solo un assembramento di sigle.

Un pò poco.

Ma non è spacciato.

Si può sempre confidare che gli altri facciano peggio.

Una speranza non peregrina.

Andrea Marsiletti