Sanitari parmigiani a digiuno per Gaza: oggi la mobilitazione nazionale contro il genocidio

SMA MODENA
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Medici, infermieri, farmacisti e operatori sanitari di Parma hanno deciso di unirsi alla Giornata Nazionale di Digiuno contro il genocidio in corso a Gaza, trasformando la città emiliana in uno dei simboli italiani di solidarietà e impegno civile.

L’iniziativa, promossa dalla rete #digiunogaza, dal gruppo Sanitari per Gaza e dalla campagna “TEVA? No grazie”, vedrà coinvolte oltre 500 strutture sanitarie in tutta Italia. A Parma, il gesto assume un valore ancora più forte grazie al sostegno dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria e dell’Azienda USL, che hanno favorito la partecipazione dei propri professionisti senza ostacolare le attività assistenziali.

Per i sanitari parmigiani l’appuntamento è fissato per le 14 davanti all’ingresso principale del Padiglione Centrale (n.6) dell’Ospedale Maggiore. Un momento di ritrovo simbolico, fuori dall’orario di lavoro, per dare un volto e una voce a chi ha scelto di non restare in silenzio.

“Come professionisti della salute, crediamo che la tutela della vita e della dignità umana ci imponga di parlare – affermano i promotori parmigiani –. Davanti a un genocidio e a una crisi sanitaria e umanitaria senza precedenti, non possiamo girarci dall’altra parte.”

Tre richieste chiare e urgenti. 

Al Governo: sospensione immediata degli accordi militari con Israele, richiesta urgente di cessate il fuoco e apertura di corridoi umanitari.

Agli enti sanitari e accademici: approvazione di una dichiarazione ufficiale che riconosca la gravità della crisi, in linea con la petizione internazionale “Stop the Silence”.

A cittadini e pazienti: adesione al boicottaggio dell’azienda farmaceutica TEVA, coinvolta nella fornitura di prodotti legati al conflitto.

L’iniziativa, nata come digiuno a staffetta in Toscana il 29 luglio, ha rapidamente oltrepassato i confini regionali, diventando una mobilitazione nazionale. A Parma, il gesto è rafforzato dall’adesione di realtà civiche come Libera, che attraverso le parole di don Luigi Ciotti sottolinea il significato profondo della protesta: “Il digiuno è un modo per mettersi nei panni delle persone a Gaza, ridotte alla fame dalla guerra. Rinunciamo al cibo per denunciare la fame reale di migliaia di uomini, donne e bambini, e la nostra fame di pace e giustizia per ciascuno di loro.”

Secondo i dati più recenti, dall’inizio delle ostilità sono state uccise quasi 63.000 persone, tra cui 20.000 bambini, e oltre 1.500 operatori sanitari hanno perso la vita. Gli organismi internazionali avvertono che la fame rappresenterà una delle più gravi conseguenze umanitarie del conflitto.

L’adesione dei sanitari parmigiani dimostra che anche a chilometri di distanza il dolore di Gaza non lascia indifferenti. Con un gesto silenzioso ma potente, la comunità sanitaria locale ribadisce che la neutralità non può essere sinonimo di indifferenza.