Tribunaliren

SMA MODENA
lombatti_mar24

27/05/2011
h.11.30

La storia dell’inceneritore di Parma si sposta nei tribunali. E Iren non ha la veste dell’accusato, ma dell’accusatore, perché ha denunciato Gcr.
La provincia di Parma produce in un anno 65.000 tonnellate di rifiuti domestici residui. Per smaltirli, Iren sta costruendo un inceneritore da 130.000 tonnellate, il doppio del necessario, così intanto che c’è brucerà anche rifiuti speciali.
Un’idea redditizia, a spese del territorio, dove l’inceneritore emetterà, ogni ora, 144 mila metri cubi di aria sporca, a 4 km dal centro di Parma, a fianco di Barilla, di Chiesi, di Ikea, dello Spip.
Tutta la città rientra, chi più chi meno, nell’area di ricaduta delle polveri.
E’ una follia, che abbiamo spiegato a tutti, politici in testa, con l’aiuto di esperti di livello nazionale ed internazionale.
“Oggi costruire l’inceneritore in zona urbana costituisce un crimine contro l’umanità” ha sentenziato Dominique Belpomme, oncologo francese di fama internazionale, giunto appositamente a Parma per dire la sua sul progetto. Le sue parole non lasciano spazio ad alcun dubbio o incertezza
Noi abbiamo anche esaminato le alternative, gli aspetti tecnici, le conseguenze economiche, i danni ambientali, le ricadute occupazionali e, soprattutto, i rischi sanitari.
Ci hanno risposto con il silenzio, doloroso per noi cittadini convinti di avere diritti. Allora abbiamo chiamato gli altri cittadini.
Abbiamo chiesto loro di boicottare Iren, di passare ad un altro gestore di energia e gas, per non contribuire con le nostre bollette alla costruzione dell’inceneritore.
Abbiamo parlato di denaro e finalmente abbiamo avuto una risposta.
Ci portano in tribunale.
Per essere sicuri di recare il maggior danno possibile, non solo Iren ha denunciato l’associazione per la campagna Boicottiren, ma sopratutto ha citato in giudizio i tre ideatori della campagna, rei di aver suggerito alle persone di esercitare il loro diritto di consumatori consapevoli.
Una partita di carte bollate, avvocati e tanti soldi per le spese legali. Soldi che non abbiamo. L’Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse combatte da sola.
Davide contro Golia. Ora Golia chiede ad un giudice di privarci della fionda.
Siamo amareggiati, ma ancor di più, siamo determinati a continuare. Una lotta per tutti, per avere chiarezza e sicurezze sul nostro futuro. Per guadagnarci il diritto alla salute e il diritto a poter esprimere liberamente il proprio pensiero.
Una lotta impari, ma doverosa.
Perché Parma è nostra, non possiamo farcela portar via.
Tocca a noi difenderla, anche con le unghie.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma


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