Unione Pedemontana: al via il progetto “L’Unione è Smart” per il lavoro a distanza

L’ente ha partecipato a un bando regionale ottenendo un finanziamento da 70mila euro per sviluppare il lavoro da remoto oltre l’emergenza: formazione al via

La Giunta dell’Unione Pedemontana Parmense ha deciso di partecipare ad un bando della Regione Emilia-Romagna per l’avvio e il consolidamento del lavoro a distanza, presentando il progetto “L’Unione è Smart”, premiato con un finanziamento da 70mila euro. Progetto la cui realizzazione è stata affidata a Forma del Tempo, società specializzata nel settore che ha collaborato con numerosi enti, tra i quali la Regione Emilia-Romagna, e diverse aziende private, come Nike, Ferrari e Intesa Sanpaolo.

Il percorso di accompagnamento al lavoro smart, articolato in diverse fasi, è stato presentato in videoconferenza agli oltre 300 dipendenti dell’Unione e dei suoi cinque Comuni nella mattina di giovedì 22 ottobre. Tra novembre e gennaio, si svolgeranno i webinar sui principi, le metodologie e gli strumenti del lavoro agile, che verrà disciplinato con un codice di comportamento e un regolamento che possa garantire il controllo puntuale delle attività svolte da remoto.

Parallelamente alla formazione e alla disciplina del lavoro agile, il Servizio Informatico Associato (Sia) dell’Unione Pedemontana, garantirà ai lavoratori le dotazioni tecnologiche necessarie per supportarlo. Già durante il lockdown l’Unione aveva fornito computer portatili, oltre alle dotazioni software per accedere da remoto ai pc collocati nei vari uffici, ai lavoratori che ne fossero sprovvisti, e in questi giorni i tecnici del SIA stanno ultimando l’installazione di un centralino virtuale per permettere di gestire in modo più agevole le linee telefoniche e la loro deviazione sui cellulari.

«Abbiamo deciso di partecipare al bando regionale, perché riteniamo che sia fondamentale sviluppare lo smart working – ha sottolineato il presidente dell’Unione con delega al Personale Simone Dall’Orto aprendo la videoconferenza di presentazione del progetto –, un metodo che, se applicato in modo corretto, può presentare dei vantaggi anche dal punto di vista ambientale. Il lavoro agile permette  di ridurre gli spostamenti, risparmiando tempo, denaro e riducendo le emissioni in atmosfera. E in questo particolare momento – ha concluso –, consente soprattutto di poter lavorare in sicurezza».

Fino ad ora lo smart working è stata una scelta obbligata, dettata dall’emergenza covid, sia per gli enti pubblici, sia per le aziende private. E continuerà ad esserlo, stando purtroppo all’andamento dei contagi e a quanto disposto dal Dpcm del 18 ottobre, che fissa per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni una quota di prestazione lavorativa in modalità agile almeno del 50 per cento fino al 31 gennaio, giorno in cui, fatte salve eventuali proroghe, scadrà lo stato di emergenza. 

Lo smart working rappresenta quindi un cambiamento epocale, dettato da problemi contingenti, ma che, sul modello di quanto accade già in diverse aziende pubbliche e private, può essere anche un’opportunità per consentire agli enti di migliorare la qualità dei servizi, attraverso l’aumento di produttività dei propri dipendenti che possono conciliare i tempi lavorativi con le necessità familiari. Non solo: lo smart working fa bene all’ambiente, eliminando i viaggi in auto per raggiungere l’ufficio, e permette di risparmiare sugli spazi, sugli affitti e sui consumi energetici, attraverso la condivisione delle postazioni di lavoro tra più dipendenti.

Il presidente dell’Unione Pedemontana con delega al Personale, Simone Dall’Orto
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