Vignali carsico (di Andrea Marsiletti)

Il centrosinistra di Parma è sempre più il sindaco Michele Guerra.

La coalizione si è adagiata e affidata a lui senza rete, forse senza neppure la consapevolezza.

Per loro la Parusia è già arrivata.

Ci sono assessori bravi, persino eccellenti in competenza e affidabilità se pensiamo, ad esempio, a Ettore Brianti, ma all’interno della maggioranza mi pare che nessuno stia crescendo per diventare un punto di riferimento politico della coalizione. Va già bene se non retrocedono.

 

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In minoranza ci sono tre punte che, pur non spaccando il mondo, sono in ascesa in popolarità e fiducia in se stesse: Priamo Bocchi di Fratelli d’Italia, Pietro Vignali della lista Vignali Sindaco e Federica Ubaldi di Civiltà Parmigiana.

In questa fase il più attivo in città tra i tre mi pare Vignali.

E’ un Vignali diverso da quello di due anni fa, per non parlare di quello di 15 anni fa.

Più low profile, più se stesso, senza il chiodo fisso dell’apparire.

Meno ossessionato dai paragoni del presente con “quando ero sindaco io” e andava tutto bene, che erano già noiosi e insopportabili in campagna elettorale, figuriamoci ora.

Ha finalmente capito che le sue vicende giudiziarie, concluse con un patteggiamento, dei “non luogo a procedere” e delle archiviazioni per “errori investigativi”, se non le tira fuori lui per edulcorarle non interessano più a nessuno.

E’ più convincente quando interviene in consiglio comunale.

Cerca di ricucire legami con mondi che lo avevano sostenuto e lui aveva rappresentato, che poi gli avevano voltato le spalle. E secondo me ci sta riuscendo, in parte.

Ha abbandonato la velleità di interpretare un civismo molto di moda in città negli anni ’90 mentre oggi culturalmente residuale. Vignali si è “contaminato” con i partiti candidandosi in Parlamento nella lista di Forza Italia e poi si è buttato a piedi pari, vincendolo, nel congresso provinciale degli azzurri.

I suoi Comitati nei vari quartieri che durante la campagna elettorale spuntavano come funghi, come battelli fantasma senza marinai, da sigle buone per firmare comunicati stampa sono diventati gruppi reali, circoscritti, ma reali.

E’ un Vignali che ogni giorno aggiunge un tassello, un post, un messaggio privato su messenger, un’interpellanza, un comunicato, una lamentela per un tombino diverto, le foglie sul marciapiede, un albero non potato, uno spacciatore in più.

Forse ha un consigliere politico (o una consigliera) migliore.

 

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E’ un Vignali carsico.

E’ un Vignali che oggi perderebbe ancora con Guerra al ballottaggio ma che potrebbe giocarsela o vincere contro tutti gli altri esponenti del centrosinistra che siedono in giunta o in consiglio comunali.

La città potrebbe accogliere di nuovo quest’uomo diverso.

Del resto, si sa, le cose non cambiano, siamo noi che cambiamo.

Andrea Marsiletti