Soil4wine: la Ue sostiene la viticoltura innovativa nei parchi

Si è tenuta ieri mattina nei locali del Museo del Vino in Rocca Sanvitale a Sala Baganza la conferenza stampa di presentazione del progetto Life – “Soil4wine”con il quale l’Unione Europea punta alla sperimentazione per sostenere una viticoltura innovativa nei Parchi del Trebbia, dello Stirone e del Piacenziano, del Taro e dei Boschi di Carrega.

Migliorare la gestione del suolo nell’intero ecosistema vigneto, ridurre l’erosione superficiale, mantenere il tasso di sostanza organica del suolo, salvaguardare o aumentare la biodiversità proponendo soluzioni sostenibili e migliorative dello stato dell’arte, sono questi alcuni degli obiettivi del progetto europeo LIFE – Soil4wine Innovative approach to soil management in viticultural landscapes (approccio innovativo nella gestione dei suoli dei paesaggi vitivinicoli).

Il progetto, finanziato dall’Unione europea con 1 milione di euro circa, è coordinato dalla Facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali dell’Università Cattolica e vede come partners l’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale (Parchi del Ducato), lo spin off della Cattolica Horta, Vinidea, Ervet Emilia Romagna.

A fare gli onori di casa il Sindaco di Sala Baganza, Aldo spina, che ha accolto con soddisfazione il finanziamento del progetto che è il frutto della capacità di fare sistema tra istituzioni pubbliche, imprese private e mondo accademico.

Si sono poi susseguiti gli interventi dei relatori, sollecitati dalle domande del giornalista Andrea Gavazzoli.

Maurizio Dodi, Presidente del Consorzio di Tutela dei Vini Doc dei Colli di Parma ha ricordato che le colline parmensi sono molto fragili dal punto di vista idrogeologico, causa anche l’abbandono delle pratiche agricole dei decenni passati, e che la viticoltura aiuta a tutelare il territorio. Dodi ha sottolineato come questo progetto sarà in grado di garantire anche ai piccoli produttori un adeguato livello di assistenza tecnica e innovazione di processo, che altrimenti con le loro forze difficilmente riuscirebbero a sostenere.

Agostino Maggiali, Presidente dei Parchi del Ducato ricorda come questa sia una giornata importante per le Aree Protette perché “evidenzia la capacità del nostro Ente di attrarre risorse su progettualità di ampio respiro che guardano all’Europa, abbiamo, infatti, già in corso due progetti Life di conservazione della natura. Life Soil4wine è il risultato del nostro lavoro nel settore agricolo sui temi dello sviluppo sostenibile e della Biodiversità. Affiancheremo l’Università Cattolica nel coinvolgimento delle istituzioni regionali, nazionali ed europee affinché le buone pratiche messe in campo dal progetto possano entrare nelle loro politiche agricole. Le aziende vitivinicole saranno parte attiva di questo percorso e potranno essere premiate per avere attivato processi virtuosi per l’aumento della biodiversità, la riduzione del dissesto idrogeologico e la riduzione dell’emissione di C02 in atmosfera. Un piccolo grande aiuto per fermare i cambiamenti climatici”. Il Presidente conclude ringraziando il Sindaco di Sala Baganza e i Musei del Cibo, in particolare il Museo del Vino “luogo simbolo di avvio del progetto.”

Il Prof. Morelli, Preside della Facoltà di Agraria dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, che è coordinatore del Progetto, ha esposto sinteticamente le finalità e le azioni del progetto che deve mirare a ridurre i punti di debolezza del territorio su cui insistono i vigneti (dissesto e abbandono) consolidando i punti di forza del comparto vitivinicolo (qualità della produzione).

Morelli ha spiegato che non vi sarà nessun tentativo di “sostituirsi” alle libere decisioni dei viticoltori, ma piuttosto di elaborare un nuovo strumento decisionale (software) per aiutarli a prendere le decisioni più corrette e innovative (se e quando inerbire, se e quando trattare con prodotti chimici, gestire le potature, …). Questo approccio sperimentale coinvolgerà prima 9 aziende pilota per poi estendersi, dal 3 anno, ad altre 40.

Dopo l’intervento di Enrico Cacilia di Ervet la parola è passata all’Assessore all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna, Simona Caselli, che ha sottolineato come questo progetto sia l’ennesima conferma della vivacità del comparto agroalimentare regionale, recentemente testimoniata dal successo dello Stand regionale al Salone del Gusto-Terra Madre di Torino.

L’Emilia-Romagna è la seconda regione italiana per quantità di vino prodotto (dopo il Veneto) e anche dal punto di vista della qualità delle produzioni si stanno ottenendo eccellenti risultati, di cui è necessario prendere maggiore coscienza e consapevolezza.

L’Assessore Caselli ricorda come, soprattutto nel territorio parmense, si sia puntato sul legame tra agricoltura, turismo e qualità ambientale, ad esempio con i Musei del Cibo, le Strade dei vini e dei sapori e le tante Aree Naturali Protette presenti.

Anche l’agricoltura attraversa un momento di forte innovazione e il successo di progetti come il Life Soil4Wine possono aiutare la competitività e la sostenibilità ambientale del comparto, senza imporre decisioni, ma fornendo il supporto tecnico-scientifico più adeguato per assumere le decisioni più corrette e, in ultima analisi, per fare la differenza tra “chi guarda avanti” e “chi tira a campare”.

Il deputato PD Giuseppe Romanini commenta con soddisfazione il finanziamento concesso dall’Unione Europea al progetto triennale che interessa i Parchi del Ducato “Si tratta di un progetto all’avanguardia che, con un protagonismo decisivo dei Parchi del Ducato e della Regione Emilia-Romagna, mette in campo azioni e sperimentazioni finalizzate a contrastare l’abbandono dell’attività vitivinicola, favorire tecniche di produzione sostenibili, migliorare la gestione del suolo nell’ecosistema vigneto, salvaguardare vitigni tipici per preservare e aumentare la biodiversità”.

“E’ una sperimentazione che si inserisce appieno nel solco indicato dal Testo Unico sul Vino licenziato la scorsa settimana dalla Camera dei deputati – prosegue Romanini L’obiettivo è il medesimo: sviluppare la viticoltura locale e contrastare il rischio di perdere l’importante patrimonio, non solo economico, ma anche culturale e colturale, strategico per la produzione di quei vini di qualità che caratterizzano le nostre terre”.

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