“Bernazzoli molto lontano da un plebiscito”

30/01/2012
h.12.50

“Stringo simbolicamente la mano a Vincenzo Bernazzoli in vista della lunga campagna elettorale che ci spetta; a noi come agli altri candidati: chiunque spende la propria persona a servizio della città merita rispetto”. Così Roberto Ghiretti, candidato sindaco di Parma Unita, commenta il risultato uscito dalle primarie del centrosinistra: “Ad una prima analisi, raccogliere il 48,44% dei consensi è un dato lontano dai numeri plebiscitari che qualcuno si aspettava e mostra la difficoltà generalizzata a compattare il popolo del centrosinistra – riflette Ghiretti -. Il fatto che l’altro candidato del Pd, Nicola Dall’Olio, abbia convinto una larga parte del corpo elettorale (36,24%) conferma, da una parte, che all’interno del principale partito di centrosinistra si è aperta una positiva dialettica interna, ma dall’altra rinnova il problema delle scelte non condivise e di una base che non si riconosce nei vertici.
L’affluenza (8.330 votanti) è stata bassa e si è fermata al di sotto delle aspettative dello stesso partito: è chiaro che non c’è stata la capacità di chiamare la città ad esprimersi. Meglio hanno saputo fare altre realtà; a Lecce, città non certamente di tradizione rossa, le primarie hanno richiamato quasi lo stesso numero di elettori, ma su una popolazione che conta quasi 100 mila abitanti in meno rispetto a Parma”.
Sulla campagna elettorale che sta per entrare nel vivo, Ghiretti auspica “un confronto corretto, improntato sul costruire qualcosa di utile ed importante per Parma e non sullo scontro: i cittadini non lo meritano. L’ho detto e lo ripeto: Parma ha bisogno di nuovi occhi. Salvatore della patria con la bacchetta magica in tasca non è nessuno di noi – precisa -; può esserlo solo la città”.
In merito a possibili alleanze in vista del voto di maggio, Ghiretti si rivolge a “moderati, riformisti e a tutte le persone di buona volontà. Il futuro della politica non sarà più incastrata tra berlusconismo e antiberlusconismo; questo – sottolinea – apre scenari importanti, al centro dei quali si dovranno riportare i progetti veri, concreti e realizzabili. Siamo disponibili, senza preconcetti, al dialogo con le forze che si riconoscono in questo percorso. Vogliamo aprire un confronto critico sugli ultimi quindi anni di governo della città e della ‘città cantiere’ – conclude -, attraverso un’attenta analisi di ciò che è stato fatto e di ciò che non doveva essere fatto”.

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