Castellini, lo stakanovista crociato del 2008

steam1121

02/01/2009

(Si ringrazia fcparma.com per la collaborazione).

Paolo Castellini, nel 2008 lei è stato il calciatore crociato più utilizzato…
“Effettivamente è così: e questo non so se è una cosa positiva o no, visti i risultati.
Scherzi a parte, per quanto riguarda la salute, mi è andata bene, perché quando sei sempre disponibile e sei quasi sempre in campo vuol dire che fisicamente stai bene e da questo punto di vista, spero di ripetermi anche quest’anno.
Dal punto di vista dei risultati, invece, mi piacerebbe iniziare questo nuovo anno come è finito quello vecchio.”

Che emozioni ci sono state da gennaio 2008 a dicembre 2008?
“Ricordo quel gennaio come un mese difficile dal punto di vista dei risultati, ma non del gioco perché, secondo me, avevamo fatto delle partite belle, come quella della ripresa del campionato, il 13 gennaio con la Fiorentina, quando avevamo fatto una prestazione positiva, ed eravamo stati penalizzati solo per un episodio, un rigore assurdo su Vieri nel finale che ci ha portato via un punto meritato.
Poi eravamo andati a San Siro contro l’Inter, dove avremmo meritato di vincere ed invece abbiamo perso e, dal mio punto di vista, con quella partita è cambiata radicalmente la stagione.
Un anno difficile, ma in chiusura, a dicembre, la squadra è arrivata con un crescendo di condizione e convinzione a capire come ci si comporta in una categoria inferiore. Ora bisognerà continuare su questo passo anche quest’anno la strada intrapresa è quella giusta.”

A gennaio riparte il calcio mercato: le voci su arrivi e partenze fanno perdere la concentrazione ai calciatori?
“Io non credo che ci siano giocatori disattenti al mercato perché ormai, vuoi o non vuoi, tra giornali, televisioni ed internet, se le notizie non le si apprendono direttamente ti vengono riferite da qualcuno: ed è concreto il rischio di perdere mentalmente qualche energia per pensare a queste cose.
Ognuno deve trovare dentro si sé i proprio obiettivi, la propria strada, ma è chiaro che quello di gennaio è un mese importante, perché è nel mezzo della stagione e ti permette, se trovi serenità ed equilibrio, di fare le cose per bene e gettare le basi per arrivare a fine stagione nel migliore dei modi.
Se invece si perdono energie mentali a pensare che un compagno può andare via o un altro può arrivare, magari proprio nel tuo ruolo, uno non può essere ipocrita e affermare di essere indifferente a queste cose, un po’ si viene toccati. Penso che in questa squadra ci siano comunque giocatori esperti, capaci di superare questo periodo.”

Ultimamente, con la defezione di Zenoni, lei è stato impiegato anche a destra: si è trovato bene in quella posizione?
“E’ chiaro che cambia qualcosa perché a destra non ho quasi mai giocato, però, prima di tutto, sono un giocatore generoso, quindi il mister sa che può contare su di me per qualsiasi ruolo.
Io darò sempre il massimo: anche se magari diventa più difficile garantire qualche giocata importante perché ci si può trovare un po’ in difficoltà. Per il bene comune giocherei in ogni ruolo.”

Nella prima parte dell’ “Era Guidolin” lei e Zenoni siete stati spesso i migliori giocatori in campo: come mai ultimamente si fa più fatica a produrre gioco sulle fasce?
“Penso che la possibilità di creare più o meno gioco dipenda anche dall’avversario, perché giocando con il 3-5-2, spesso e volentieri non trovi spazi giusti tra il centrocampista ed il tornante che marchi, quindi magari non si trova bene lo spazio in avanti per ricevere palla.
Molto spesso, per un questione di pochi metri, si rischia di essere poco efficaci. Comunque penso che i migliori in campo nel Parma devono essere quelli che alla fine la buttano dentro e fanno giocate importanti, magari con il contributo degli esterni che, con delle buone prestazioni, riescono a mettere in mezzo molti palloni.”

Il Parma potrebbe passare a giocare con due punte…
“Queste sono normali decisioni dell’allenatore, comunque abbiamo dimostrato di poter giocare con diversi sistemi di gioco, in campo ci adattiamo abbastanza rapidamente a quello che ci chiede l’allenatore.
Poi vedremo in questi giorni che ci separano dalla prima partita del 2009 come affrontare il Vicenza, perché di partita in partita anche l’allenatore è in grado di cambiare le carte in tavola e non per forza si basa sempre sullo stesso modulo.”

Le è piaciuta l’esperienza degli allenamenti in Cittadella?
“E’ stata una bella esperienza, in particolar modo tornare dalle vacanze di Natale e trovare tanta gente al parco della Cittadella.
Questa iniziativa ha anche invogliato la gente di città a venire a vederci, potendo raggiungere il parco più facilmente e velocemente rispetto al centro di Collecchio.”

Prima il Vicenza e poi il Sassuolo: è una ripresa non semplice…
“Il calendario che ci aspetta alla ripresa è difficile, ma adesso dobbiamo pensare prima di tutto al Vicenza, perché la prima partita dell’anno è complicata soprattutto dal punto di vista fisico ed in questo frangente si vede chi si è allenato meglio, chi ha bisogno di un paio di partite per essere nuovamente in condizione.
Noi non potremo e non dovremo avere scusanti: abbiamo ripreso prima proprio per questo motivo, abbiamo lavorato bene in questi giorni e credo che tutti abbiano fatto piccoli sacrifici durante le vacanze per tornare con una condizione sufficiente. La prima partita sarà il 10 gennaio ed abbiamo ancora molto tempo per lavorare però sarà davvero una partita complicata.”