Dimmi come guidi, ti dirò chi sei

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30/05/2010

La rubrica di ParmaDaily “C’eros una volta Lulù…”.
Ogni settimana un racconto erotico scritto da Sbriciolina… laureata presso l’università di Parma.

Nei giorni che declinavano, quando ero nella nera fuori strada Rexton di Ludovica, i nostri viaggi erano scanditi da tappe bizzarre.
Il sedile colore ostrica e lampone era avanti tutta e lilith era appena visibile dagli scuri finestrini appena appena abbassati, era bassina e scura di capelli.
Ad ogni stop, poco prima di ripartire con la prima, Lulù si confessava con me, parole di burro si scioglievano sotto l’alito della passione. Guidava selvaggiamente l’auto, era provvista di spugnose calze cenerognole ma senza mocassini.
Lasciava lentamente la frizione e mi riferiva dal tour natalizio nella punto grigio metallizzata, una delle tante vetture aziendali del padre di Adamo, in cui girovagavano per le contrade del bresciano, chiacchierando di canne, tesi di laurea, volley e Ludovica che non sbottonava i suoi segreti… fino all’incontro oltre il fiume Po, infatti, finalmente dopo svariati mesi si erano dati nuovamente appuntamento, questa volta a un centinaio di km da quel lotto di terra coltivato a mais e girasoli. Nella città emiliana, nel pieno sol leone, Ludovica era andata alla stazione dei treni ad accoglierlo, era emozionata come una madre che vedeva il proprio figlio soldato, scampato alla barbarie. Adamo proveniva dalla industriale città della leonessa: bs, ruggente scendeva dal vagone letto su rotaie super veloci.
Nello zaino aveva la sua kodak datata età fascista, foto artistiche rigorosamente sviluppate nel proprio laboratorio fotografico, in bianco e nero, ironia e sensualità. Adamo fotografo, capitale di competenze. Di quel giorno, la concittadina mi racconta sfrecciatine conficcate nella memoria: un cappuccino al cacao nel più costoso e snob locale della città bene, una fedina acquistata alla gioielleria di via Cavour, una grossa bugia, un pamphlet consegnato in biblioteca, baci appassionati lungo il torrente, mani dentro il bavero, olio alla mandorle, e … , per ultimo, con rabbia, Adamo che non si decideva a cambiare e curare la sua fobia sociale.
Adamo aveva tentato di ricontattarla ripetutamente in occasione delle feste ma era troppo tardi e, anche volendo, Ludovica non poteva più tornare sui suoi passi. Forse il guerriero Adamo non saprà mai di essere sopravvissuto nei sogni erotici di Ludovica, nelle ombre quotidiane del suo talamo, ma a conti i fatti, questo non migliorerà certo le cose, anche perché non si può avere tutto dalla vita. Adamo doesn’t know how many times she thought of him. Here he will find not just the world surrounds her, but also the world that lives into her self.
Ludovica era tentata ad andarlo a trovare, ma in effetti cosa avrebbe concluso?
Avrebbe solo creato noie inutili in uno status quo che non meritava tanto affronto? Adamo, just keep an eye on her. Com’era stato il viaggio di una vita lì con lui?
Ludovica nonostante i mille e uno difetti, lo stimava e lo stima tutt’ora… E Adamo? Lo sa. 

                                                                                                    Sbriciolina

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