Ennesima aggressione nel carcere di Parma, CGIL: “Urgono azioni concrete per la tutela della sicurezza dei lavoratori”

Lo scorso 24 gennaio è avvenuto nel carcere di Parma un fatto di inaudita gravità nei confronti del personale di Polizia penitenziaria. Una aggressione senza precedenti nei confronti di servitori dello Stato.

Tutte le aggressioni avvenute nell’ultimo periodo sono da condannare, ma ciò che è accaduto l’altra sera, e la violenza fuori dal comune con cui l’addetto è stato aggredito, ha dell’incredibile.

Le rappresentanze dei lavoratori della FP CGIL territoriale ancora una volta denunciano le condizioni non più accettabili in cui opera la polizia penitenziaria. Aggressioni fisiche e verbali si ripetono con una frequenza sempre più ravvicinata. Queste condizioni di lavoro non sono più tollerabili.

Il personale con grande senso di responsabilità e con grande professionalità riesce ad operare in situazioni difficilissime, ma decisamente non più accettabili: lavorare in sicurezza è un obbligo ed un dovere che l’Amministrazione deve garantire, senza se e senza ma. Non è tollerabile leggere quotidianamente di agressioni di questa natura.

Non è più pensabile attendere risposte che non arrivano, nonostamente cento, mille sollecitazioni; nonostante decine e decine di fatti gravi raccontati quasi quotidianamente. L’Amministrazione penitenziaria nella sua interezza ha l’obbligo di far lavorare i propri collaboratori, i propri dipendenti, in piena sicurezza e tranquillità.

Ciò che è accaduto l’altra sera è drammatico. Poteva accadere di tutto a quel personale, anche il peggio.
Non si può che esprimere profonda amarezza ed impotenza di fronte al ripetersi di simili situazioni, cos’altro deve succedere a servitori dello Stato che quotidinamente operano con impegno e diligenza in situazioni difficilissime?

A tali domande devono seguire risposte e non solo parole consolatrici.

La FP CGIL Polizia Penitenziaria auspica che finalmente prenda avvio una seria riflessione su questi fatti gravissimi, alla quale seguano azioni concrete per tutelare la salute di chi opera all’interno degli istituti penitenziari. Non è tollerabile che si continui ad alimentare bollettini di questa natura, senza azioni utili a migliorare concretamente le condizioni di lavoro.

Il sindacato di categoria della CGIL esprime vicinanza al personale tutto ed in particolare agli operatori coinvolti nei fatti accaduti l’altro giorno e alle rispettive famiglie.