“Ennesima vittima della guerra del lavoro”

SanMartino
Casa Bambini
kaleidoscopio
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10/07/2009
h.11.40

La morte di Daniele Le Cave, operaio travolto e ucciso da un treno Eurostar alla stazione di Parma, è l’ennesima vittima della guerra del lavoro. Un omicidio bianco che segue di pochi giorni la tragedia di Viareggio.
Al fondo di tutti questi drammi non vi è nessuna fatalità, ma cause che qualsiasi lavoratore o utente è in grado di scorgere benissimo: la privatizzazione di un servizio pubblico fondamentale come quello del trasporto, la totale apertura alle logiche del mercato e del profitto, hanno sottratto da anni risorse sempre più ingenti alla sicurezza e alle reali esigenze dei lavoratori e dei cittadini, in favore di speculazioni redditizie per pochissimi (l’Alta Velocità in primis), e sostanzialmente inutili per tutti gli altri. Sicurezza, manutenzione, controlli non rendono e quindi si tagliano, anche se dovrebbero essere il primissimo bene da garantire; l’Alta Velocità invece rende e per farla si smuovono letteralmente mari e monti, anche se non serve praticamente a niente.
Nei luoghi di lavoro esiste una linea, invisibile ma reale come poche altre; al di qua c’è il lavoratore, la sua salute, il suo salario, la sua sicurezza, i suoi diritti; dall’altra parte c’è il profitto, la produttività, la competitività, la redditività dell’investimento.
Daniele era dipendente di una ditta appaltatrice di una ditta a sua volta appaltatrice di Trenitalia. I lavori in sub appalto sono proprio uno dei mezzi che il padronato utilizza per destrutturare i diritti, rendere meno leggibile la responsabilità degli eventi, risparmiare sul costo del lavoro.
Che questa sia la politica di Trenitalia lo dimostra simbolicamente il licenziamento del Responsabile dei Lavoratori per la Sicurezza Dante De Angelis, cacciato circa un anno fa dopo che aveva denunciato la mancanza di sicurezza sui treni e sulle ferrovie italiane.
Finché sarà la ricerca del profitto, e non le esigenze di lavoratori e utenti, a guidare gli investimenti nei trasporti, è vano sperare che non si verifichino più incidenti. Soltanto la ri-nazionalizzazione dell’intero settore sotto il controllo dei lavoratori e degli utenti potrà davvero garantirne la sicurezza.
Il Galileo di Bertolt Brecht parla dei contadini dell’Agro romano, piegati da una vita di lavoro: “Vedo la loro divina pazienza. Ma la loro divina furia, dov’è?” Ed è furia quella che deve animare la nostra battaglia.
Combattere questa battaglia è per noi il modo migliore di ricordare la vittima di quest’ultima tragedia, perché non ve ne siano altre domani.

Andrea Davolo
segreteria regionale Prc – responsabile Lavoro
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10/07/2009
h.16.10

Quella di ieri a Parma è l’ennesima tragica morte sul lavoro. L’emergenza è ormai insostenibile e il Governo e gli Enti preposti non possono continuare a fare finta di nulla.
E’ vergognoso che il Governo stia smantellando il Testo Unico sulla Sicurezza e taglia i fondi a chi dovrebbe fare i controlli quando invece dovrebbe concentrare più risorse e mezzi nella prevenzione ed inasprire le pene per chi non rispetta le leggi.
Condividiamo totalmente le dichiarazioni dei Sindacati quando dicono che questo ennesimo omicidio bianco avvenuto in un cantiere dell’Alta Velocità evidenzia ancora una volta come l’inarrestabile taglio dei costi messo in atto dalle Ferrovie dello Stato sia attuato pericolosamente sulla pelle dei lavoratori e dei cittadini.

PdCI Parma

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