I protagonisti della Fase 1 contro il Coronavirus a Parma: non solo Venturi, Massari e Finzi…

La Fase 1 dell’emergenza Coronavirus, che nei fatti finisce lunedì con la riapertura della quasi totalità delle attività, ha visto protagonisti tutti i parmigiani: chi in prima linea contro il Coronavirus, chi stando a casa, chi alla cassa a vendere prodotti alimentari, chi continuando a lavorare.

Ma, inevitabilmente, qualcuno è stato più protagonista di altri, per ruolo, per capacità, per impegno, per visibilità.

  1. SERGIO VENTURI, Commissario regionale ad acta all’emergenza sanitaria. E’ stato il punto di riferimento indiscusso della Fase 1, con la sua guida, con le sue dirette Facebook delle ore 17.30. Ha dato numeri, ha dato lezioni di medicina, se l’è presa con i runner, ha allarmato, ha tranquillizzato. Ha tirato le fila dalle terapie intensive alla comunicazione. E’ diventato il simbolo della sanità pubblica. E’ impossibile pensare alla Fase 1 e non immaginare la sua faccia.
  2. ANDREA MASSARI, Sindaco di Fidenza. Con i suoi “spiegoni” ha tradotto in tempo reale i DPCM del Governo, spiegando ai parmigiani (e non solo), con elenchi puntati ed emoticon, cosa potevano e cosa non potevano fare. La sua pagina Facebook ha fatto più interazioni (like + commenti + condivisioni) di quella del Ministro della Salute Speranza. Quello che postava lui aveva la stessa credibilità delle circolari delle Autorità sanitarie.
  3. GIUSEPPE FINZI, responsabile del Day Hospital dell’Ospedale di Parma. Uno dei medici caduti in battaglia contro il Coronavirus apparsi nella foto sul Corriere della Sera. E’ il simbolo della professione medica vissuta fino all’estremo sacrificio.
  4. MASSIMO FABI, direttore dell’Ospedale di Parma e poi commissario provinciale all’emergenza Coronavirus. Ha riconvertito i reparti e il personale dell’Ospedale per curare il Covid-19. Alla fine è riuscito a reggere il colpo di uno tsunami senza precedenti.
  5. SANDRA ROSSI, direttrice del Dipartimento interaziendale provinciale di Emergenza-Urgenza e 1° Anestesia e rianimazione dell’Ospedale di Parma. Mentre gli altri contavano i morti e facevano polemiche, loro erano dentro ad intubare e salvare vite umane.
  6. OSS E INFERMIERI CASE DI RIPOSO. Pubblico e cooperazione sociale in prima linea ad affrontare un nemico terribile e invisibile nelle Residenze per Anziani, dove ci sono i soggetti più vulnerabili al contagio. Le mascherine scarseggiavano anche negli ospedali, loro non si sono mai tirati indietro e hanno dato tutto. Di più di tutto.
  7. CARABINIERI, POLIZIA, GUARDIA DI FINANZA. Le auto parcheggiate lungo le strade, i controlli, le richieste di autocertificazioni. Diciamocelo, se il lockdown non fosse stato rispettato militarmente il Sistema sanitario sarebbe saltato per aria.
  8. FILIPPO MORDACCI, comandante del corpo militi volontari dell’Assistenza Pubblica di Parma. In due mesi sono stati 5.856 i servizi svolti dalla Pubblica di Parma. Quando sentivamo le sirene delle ambulanze c’era dentro un malato di covid, ma di fianco a lui a trasportarlo ed assisterlo c’era un volontario della Pubblica. E della Croce Rossa e, più in generale, dello straordinario mondo del soccorso.
  9. ANNALISA SASSI, presidente dell’Unione Parmense degli Industriali. Sono state tante e generose donazioni agli Ospedali e agli altri Enti assistenziali da parte di industriali e imprenditori. E’ impossibile citarli tutti. Gli industriali di Parma hanno fatto la loro parte. Ancora una volta.
  10. GIANPAOLO ZUCCHI, presidente provinciale della Protezione Civile. I volontari sono sempre stati a disposizione, in azione, in prima linea, per fare tutto quello che serve al servizio delle Istituzioni e dei Comuni. Un’attività impagabile.
  11. CLAUDIO RINALDI. Direttore della Gazzetta di Parma. Le fake news sul Coronavirus impazzavano e i giornali hanno svolto un ruolo decisivo nell’informare correttamente i cittadini. Mai come durante l’emergenza Covid-19 l’informazione ha salvato vite umane.
  12. MISSIONARI SAVERIANI DI PARMA. Il virus si è preso le vite di 16 saveriani della Casa Madre della Congregazione a Parma. Una decimazione silenziosa. Sono morti senza neppure chiedere aiuto… qualcuno dice per lasciare i posti in terapia intensiva a disposizione di altri. Se così fosse, non se ne sono andati dei missionari, ma degli uomini santi.
  13. NICOLA CESARI E CHRISTIAN STOCCHI. I sindaci di Sorbolo Mezzani e di Colorno sono quelli che più sono riusciti a identificarsi e a creare una Comunità unita e in lotta contro il virus. I Comuni contro il virus. Così diversi, così bravi.
  14. MARCO VASINI, fotografo di Repubblica Parma. E’ entrato nei reparti Covid degli ospedali, ha fotografato il dolore e la disperazione, ha diffuso la consapevolezza che il Covid-19 non fosse un’influenza. Perchè non c’è solo San Tommaso a non credere se non vede.
  15. GIACOMO VEZZANI, presidente dell’Emporio Solidale di Parma. Ha raccolto donazioni delle aziende per sostenere tante famiglie in difficoltà in tempi di emergenza Coronavirus. La solidarietà, la lotta allo spreco, la responsabilità sociale sono diventati strumenti contro il Covid-19 al pari delle mascherine ffp3.
  16. SCOUT DI PARMA. Senza tutte quelle consegne a domicilio della spesa e dei farmaci i contagi sarebbero aumentati. Sono stati tantissimi gli anziani che hanno detto grazie a quei ragazzi mentre ricevevano le sporte sulla loro porta di casa.
  17. CORRADO MARAVASI, presidente del Circolo Arci Aquila Longhi di Parma. Il Coronavirus ha aumentato ancora di più il suo impegno per la beneficienza verso i più bisognosi. Un personaggio di Parma che è riuscito a farsi volere ancora più bene.
  18. GIULIANA CECI, infermiera al 1° Maggio, la Casa di Residenza per malati psichiatrici gestita dall’AUSL nell’ex manicomio di Colorno. Ha scritto una toccante riflessione sul Coronavirus che si porta via una generazione di anziani che è stata condivisa su Facebook ben 67.000 volte, facendo il giro d’Italia.
  19. COMUNITA’ CINESE DI PARMA. Non solo solidarietà a parole nei confronti della loro città e dell’Ospedale di Parma. Senza avere nulla di cui farsi perdonare.
  20. SIMONE GUARESCHI, necroforo dell’Ospedale Vaio di Fidenza. Ha gestito una situazione drammatica, di cui tutti hanno avuto visione in quella foto che lo immortala in mezzo alle bare che riempivano la cappella dell’Ospedale.

Andrea Marsiletti

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