Il Parma sfiora l’impresa a San Siro col Milan: 2-2

Milan-Parma 2-2

Marcatori: 13′ pt Hernani, 12′ st Kurtic, 14′ st T. Hernandez, 46′ st T. Hernandez

AC MILAN: G. Donnarumma, Calabria, Bennacer (30′ st Tonali), Castillejo (1′ st Leao), Calhanoglu, Rebic, Romagnoli (cap.), T. Hernandez, B. Diaz (1′ st Hauge), Gabbia (5′ pt Kalulu), Kessie.
A disposizione: Tatarusanu, A. Donnarumma, D. Dalot, Tonali, Conti, Maldini, Colombo, Krunic, Duarte.
Allenatore: Pioli

PARMA CALCIO 1913: Sepe, Iacoponi, Gagliolo, Karamoh (22′ st Cyprien), Cornelius (22′ st Inglese), Kurtic (29′ st Sohm), Brugman, B. Alves (cap.), Hernani Jr (42′ st Busi), Osorio, Gervinho.
A disposizione: Colombi, Pezzella, Balogh, Scozzarella, Valenti, Brunetta, Camara, Nicolussi Caviglia.
Allenatore: Liverani

Arbitro: Sig. Francesco Fourneau (Roma 1). Assistenti: Sig. Stefano Del Giovane (Albano Laziale) – Sig. Filippo Valeriani (Ravenna). Quarto uomo: Sig. Alessandro Prontera (Bologna). V.A.R.: Sig. Luca Banti (Livorno). A.V.A.R.: Sig. Giorgio Peretti (Verona).

Angoli: 13-1. Ammoniti: T. Hernandez (M)., Osorio (P), Inglese (P), Iacoponi (P), Calabria (M), Kalulu (M). Recupero: 3’pt, 4′ st.

Il Milan rallenta ma non si ferma. A un passo dalla prima sconfitta negli ultimi nove mesi in campionato, riesce a strappare un 2-2 contro il Parma di Liverani, che a San Siro, come a fine ottobre con l’Inter, spreca un doppio vantaggio si fa raggiungere.

E’ Theo Hernandez l’uomo della provvidenza rossonera: al 14′ della ripresa trova il gol di testa, subito dopo il 2-0 del Parma, che ha colpito con Hernani e Kurtic in una delle poche sortite con cui ha rotto l’assedio rossonero. Poi nel primo minuto di recupero il terzino francese ha pareggiato i conti con un rasoterra velenoso, evitando una sconfitta che Pioli avrebbe potuto imputare alla mala sorte, con quattro legni colpiti (due nella stessa azione, tre da Calhanoglu), un gol annullato per un piede in fuorigioco e due infortuni (Gabbia e Bennacer). Caduto l’Atletico Madrid, il Milan resta l’unica imbattuta nei grandi campionati europei. Si allunga a 23 la striscia di risultati in Serie A fra questa e la passata stagione, ma soprattutto cresce il vantaggio sulle inseguitrici: +3 punti sull’Inter, +4 su Napoli e Juventus. “Prima o poi capiterà di perdere, non sarà un dramma. Siamo lì, non dico per caso, ma con aspettative iniziali diverse”, diceva il dt, spiegando che il Milan prima che allo scudetto deve pensare ad allontanare Lazio e Atalanta, concorrenti per un posto in Champions. Per ora si può continuare a segnare. L’ultima occasione in cui il Milan è rimasto imbattuto nelle prime 11 giornate ha poi vinto il campionato, nel 2004. La scalata è lunga e difficile, di sicuro farebbe comodo ritrovare già da mercoledì con il Genoa Ibrahimovic, la cui assenza si fa sempre più evidente. Questa volta si nota anche quella per febbre di Saelemaekers, che porta Pioli a spostare a sinistra Calhanoglu con in posizione di trequartista uno svagato Diaz. La seconda tegola arriva dopo nemmeno 3′, quando Gabbia (titolare al posto dell’infortunato Kjaer) si fa male (trauma contusivo distorsivo al ginocchio sinistro) e deve esordire in Serie A Kalulu. Lo battezza subito Gervinho, ubriacandolo di finte e servendo a Hernani l’assist per il vantaggio. Da quel momento comincia una sorta di assedio del Milan. A parte qualche palla persa di troppo, Pioli vede i suoi collezionare calci d’angolo (13-1) e occasioni, incluso il gol annullato a Castillejo dal Var per un piede in fuorigioco, e la rocambolesca azione in cui colpiscono l’incrocio dei pali in tre secondi Diaz e poi Calhanoglu, che subito sbatte sul legno anche su punizione. Rebic non si risparmia ma al centro dell’attacco non influisce come Ibrahimovic, anche perché Osorio e Bruno Alves riescono a limitarlo bene. In attesa dello svedese, Pioli ritrova Leao, dentro nella ripresa assieme ad Hauge al posto di Castillejo e Diaz. La maledizione rossonera sembra proseguire, perché al 6′ Calhanoglu colpisce ancora la traversa, all’11’ Kurtic fa 2-0 di testa e anche Bennacer esce acciaccato. L’antidoto questa volta si chiama Hernandez, che colpisce due volte e sventa il colpo del Parma. (Ansa)

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