“Il nostro obiettivo è vincere”

SMA MODENA
lombatti_mar24

22/11/2014
h.16.40


Non è certo una vigilia facile quella che vede in sala stampa per la consueta conferenza pre partita mister Donadoni. Il Parma domani torna a giocare con l’Empoli al Tardini dopo la batosta del 7-0 con la Juve e due settimane di stop:
“Noi abbiamo solo un obiettivo e un compito: quello di cercare di vincere assolutamente la partita di domani. Tutto il resto sono cose che non dipendono da noi e possiamo fare ben poco. Possiamo solo scendere in campo e riconquistare una posizione che sia più adeguata, perché quella attuale è decisamente brutta. Incontriamo un avversario che sta facendo bene, che ha l’obiettivo di rimanere in serie A così come ce l’abbiamo noi e quindi sarà uno scontro determinante”

Proprio la permanenza in categoria sembra essere determinante per il futuro di questa gloriosa società..
“Il fatto che questa sia una gloriosa società è stato ulteriormente confermato da quanto fatto da questa squadra, da questi ragazzi, negli ultimi anni. C’è grande sentimento da questo punto di vista, grande rispetto e grande desiderio di voler continuare questa tradizione. Questo è pacifico. Quel che può accadere e non dipende da noi ci interessa fino a un certo punto. Abbiamo solo un compito che è quello di tutti i professionisti, ovvero scendere in campo per avere la meglio sull’avversario. Fare punti. Tutto il resto è una conseguenza logica. Per forza di cose dobbiamo avere questo obiettivo. Lo abbiamo sempre. A maggior ragione nella situazione attuale dobbiamo avere volontà feroce di andare a conquistare i punti che ci servono e mancano”

C’è da parte del gruppo fiducia nella società?
“Noi non ci dobbiamo perdere in discorsi che non portano in nessun tipo di beneficio ma concentrarci su unico obiettivo che non è quello di sapere se c’è feeling tra Donadoni e Tizio piuttosto che con Caio o Sempronio perché questi sono discorsi che non portano alcun vantaggio. Quindi noi dobbiamo entrare in campo indirizzando tutte le nostre capacità su unico obiettivo. Il resto lo lasciamo a chi di dovere. Il nostro Presidente è venuto a trovarci ieri, ci ha parlato ed è stato con noi. Questo è stato estremamente positivo e lo ringraziamo. Detto ciò adesso la palla è solo nei nostri piedi. Tocca a noi cercare di dare una dimostrazione differente di quella che abbiamo dato nell’ultima domenica di campionato perché chiaramente non può essere una squadra quella che affronta un avversario pur forte come la Juve e perde in quel modo”.

Venendo alla probabile formazione che dovrà affrontare l’Empoli ci sono ancora problemi per Mirante e Lucarelli? Li recupererà?
“Dovrò valutare dopo oggi. Mirante ha avuto problemi alla schiena e non si è praticamente allenato con noi, Lucarelli anche lui ha avuto qualche problemino, Acquah è tornato solo ieri mattina. Valuterò dopo l’allenamento di questo pomeriggio. Non è pretattica ma è la situazione attuale. Domani in campo dovranno andare giocatori che quanto meno sono al top dal punto di vista della condizione fisica”.

Il dover vincere a tutti i costi ha fatto sviluppare ragionamenti tattici diversi rispetto al solito?
“Non cambia niente, cambia solo una realtà. Non è che questa è una partita che devi vincere a tutti i costi e quindi devi fare ragionamenti diversi. Altrimenti si potrebbe giustamente dire: Perché non lo hai fatto anche le settimane scorse che pure c’erano altre partite da vincere… A tutti i costi. Il ragionamento che dobbiamo fare è sempre questo, del vincere a tutti i costi. Ciò non deve cambiare. L’avversario quello sì cambia e questo può far cambiare determinati concetti nella gara.
Ma noi dobbiamo sempre andare in campo per fare i tre punti che sono in palio. Questa gara non è diversa dalle altre in questo senso, è chiaro che cambia in funzione di una classifica che è deficitaria, per cui i tre punti sono ancora più importanti. Ma l’atteggiamento deve essere sempre quello di voler giocare per vincere, se no i tre punti non si fanno mai”.

In settimana c’è stata anche la lettera dei giocatori che hanno rotto un po’ il loro silenzio, una presa di coscienza che non ci sono alibi e che vogliono solo giocare per la salvezza. Una dichiarazione d’intenti così impegnativa potrebbe essere paradossalmente un problema in più?
“Tutte le cose prese sotto certi punti di vista, possono sembrare in un modo piuttosto che in un altro. Ora sto per dire una cosa che magari risulta impopolare. Non è che i giocatori devono giocare per onorare questa maglia ma pensare di farlo per onorare la propria professionalità. Il resto sono solo chiacchiere. Se uno ha questo tipo di concetto e nel rispetto che ha verso se stesso va in campo cercando di dare sempre il massimo di se stesso, allora diventa poi facile onorare la maglia che indossa. Questo è il pensiero che mi sento di esprimere”.

Sulle voci di cessione del club…
“Non so se il Presidente Ghirardi sta facendo operazioni di un certo tipo. Se le sta facendo è giusto che le faccia con estrema tranquillità e soprattutto con la coscienza che certe cose devono rimanere tra lui e chi è eventuale interessato e non deve essere sempre tutto di dominio pubblico. Soprattutto quando il dominio pubblico si riduce a chiacchiere inopportune e volte a denigrare e solo a disfare qualcosa.
Credo che comunque il nostro Presidente che è presidente del Parma da 7 anni qualcosa di positivo lo ha fatto. Di positivo vuole dire che ci ha sempre messo la faccia, tirato fuori i soldi, cercato di pagare tutti. Quelli che stanno al di fuori sono pronti solo a puntare il dito, ma con i soldi degli altri è facile. Ci vuole, io credo, più rispetto. Poi dopo si può criticare. Ha fatto bene, ha fatto male. Sia rivolto al sottoscritto, che al presidente che ai giocatori. Ma la critica rivolta solo a denigrare o al proprio interesse è sciocca, non dà frutti e non mi interessa di affrontarla”.

Che ambiente si aspetta al Tardini?
“Questo aspetto mi interessa fino a un certo punto. Nel momento in cui noi saremo bravi a essere concentrati su quel che dobbiamo fare e non su quel che accade fuori del campo, allora avremo un piccolo vantaggio in più per provare a prevalere sull’avversario. Disperdere energie ed attenzione su quel che può succedere fuori del campo può costare caro”.