INTERVISTA – Giampaolo Lavagetto: “La Giunta sta dialogando con la città, ma una rondine non fa primavera. La ripartizione delle deleghe ha creato frammentazione”

Lombatti
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Giampaolo Lavagetto, già assessore del Comune di Parma, alle ultime elezioni comunali è stato candidato sindaco per la lista “Per Parma 2032”.

Lo abbiamo intervistato per chiedere il suo punto di vista sull’amministrazione comunale di Parma e sui principali temi di attualità in città.

Partiamo dalle cose positive: cosa ti sta convincendo dell’Amministrazione Guerra?

L’attuale amministrazione comunale gode ancora di quella che viene definita la “luna di miele” post elettorale, ma va dato atto che in questa prima fase il neosindaco, come promesso, sta sperimentando una fase nuova di dialogo con la città, vedi gli incontri sul nuovo PUG, l’annuncio del dibattito pubblico sullo stadio, oltre a una maggiore disponibilità ad accogliere e approfondire spunti e proposte anche fuori dal perimetro della propria maggioranza. Il segnale, quindi, è incoraggiante.

Tuttavia, come si dice, una rondine non fa primavera.

Vedremo se realmente questo nuovo percorso partecipativo, non solo nelle scelte urbanistiche ed infrastrutturali, diventerà una forma costante, strutturata e concreta di confronto aperto con la città fin dalle fasi di ideazione dell’attività amministrativa, cogliendo anche le importanti opportunità date dal legislatore nazionale e regionale.

Su cosa, invece, pensi, a distanza di qualche mese dalla sua elezione, l’Amministrazione comunale non sia all’altezza del momento e delle aspettative generate in campagna elettorale?

La “frammentazione” di alcune macroaree di governo tra più assessorati, credo voluta per assicurare maggiore collegialità in Giunta, è la più critica. Necessiterà di una chiara visione condivisa di sviluppo della città all’interno dell’esecutivo nonché di una forte leadership del primo cittadino che faccia da garante di sintesi e azione di governo coordinata ed efficiente. Questo, renderà ineludibile una riorganizzazione della macchina comunale che si adatti a tale impostazione della parte politica. Una riorganizzazione in cui, avendo ben chiaro il diverso ruolo tra assessore e dirigenza, il percorso amministrativo sia realmente snello, rapido, efficiente ed adeguatamente flessibile per rispondere velocemente alla rapidità dei mutamenti che oggi stiamo attraversando.

Inoltre, vedremo se il Sindaco Guerra darà seguito a quell’annunciata discontinuità con l’amministrazione precedente, non solo nella forma, come in questa fase gli va dato atto sta dimostrando, ma anche nella sostanza. Il rapporto tra pubblico e privato nel settore dei servizi educativi e dei servizi sociali, ad esempio, sarà un banco di prova che già nei prossimi mesi dovrà essere affrontato. Stesso discorso vale per alcune scelte di trasformazione urbana che hanno creato grande conflittualità nella scorsa legislatura. Eviterei di affidare il destino di queste parti della città alle “intuizioni” di tecnici, spesso legittimamente affascinati da modelli di città nord europee che però sono assi diversi per storia urbanistica e socio-culturale dalla nostra. Prima di inoltrarmi in sperimentazioni di ogni genere e proseguire scelte fortemente sbilanciate verso grandi tematiche di portata mondiale a scapito dell’impatto sulla realtà locale, mi calerei senza pregiudizi in un confronto franco ed aperto con chi i problemi li vive quotidianamente, cioè i cittadini nelle loro diverse vesti di residenti, commercianti, artigiani, anziani, genitori, figli, ecc…



Come vedi l’opposizione in consiglio comunale? Quale opposizione Guerra deve temere di più?

Per esperienza posso dire che è la maggioranza, con il suo atteggiamento, a determinare il comportamento dell’opposizione. Una chiusura a qualsiasi dialogo o proposta, genera ovviamente, una dura opposizione intransigente. Non credo che a fronte delle difficoltà socio-economiche che anche Parma dovrà affrontare sia questo l’atteggiamento utile. Leggendo l’intervento con cui Guerra ha commentato l’insediamento del Governo nazionale di centro-destra, per coerenza credo che da parte sua ci sia la volontà di un atteggiamento di confronto costruttivo.

Non va sottovalutato, però, che questa amministrazione si caratterizza per un ritorno in maggioranza, anzi in maggioranza relativa, di un partito nazionale, tra l’altro alle prese con una situazione tutt’altro che stabilizzata. Vero è che anche Ubaldi aveva Forza Italia nella medesima posizione di maggioranza relativa, ma ciò era compensato, ampiamente, dalla forte leadership di Ubaldi, garante verso ogni interferenza “romana” e dall’altrettanto indiscussa leadership nazionale di Berlusconi, garanzia a sua volta di stabilità del partito alleato.

Dipenderà, quindi, da quale scelta farà Guerra nel mantenersi distinto e sufficientemente distante dalla forza gravitazionale del PD e dalla sua capacità di acquisire una forte leadership civica. In questo senso sarebbe facilitante far convogliare le due forze civiche oggi in maggioranza in un unico soggetto che riconosca nel Sindaco il proprio punto di riferimento anche politico oltre che amministrativo, sia dentro che fuori dalle Istituzioni. Ciò anche in ragione di una vicina scadenza delle elezioni regionali che, se la premiership di Governo della Meloni reggerà, sarà quanto mai politicamente interessante.

In questa situazione, la campana di Civiltà Parmigiana potrebbe far tornare a sentire forte i suoi rintocchi come forza civica e non solo in consiglio comunale.

Come pensi finirà la questione cargo?

La ormai famosa alzata di mano è stata per tutti i candidati Sindaco una presa di posizione solenne verso la città. Venir meno a questo impegno, in qualsiasi ruolo politico-istituzionale, rappresenterebbe una grave perdita di credibilità verso i parmigiani, L’attuale sindaco, quindi, gode di una situazione politica che gli consente di potere affrontare la questione con un ampio consenso. Certo, gli interessi in campo sono forti, a partire da quello del territorio che da un aeroporto per i voli civili finalmente competitivo ed inserito in una progettualità sovraterritoriale potrebbe trarne un importante beneficio.

Anche questo, per Guerra sarà un importante banco di prova per la sua leadership politico-amministrativa.

Qual è oggi l’impegno politico di Giampaolo Lavagetto

Con i componenti della lista civica Per Parma 2032 e i referenti dei relativi comitati cittadini che l’hanno costituita in questi giorni ci stiamo confrontando per ripartire con il nostro impegno civico. Come lo eserciteremo dipenderà dal comportamento dell’attuale amministrazione. Anche se alcune ultime uscite, a esempio sul centro storico, ci hanno spinto a non riporre in soffitta banchetti e moduli per raccolta firme, vogliamo prima verificare se nei prossimi mesi questo percorso partecipativo si consoliderà su basi solide e concrete. Andrea Marsiletti

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