La vita è un buco

confartigianatomaggio
Contabile_giugno24

02/12/2011

La filosofia spicciola di Rambo non fa una grinza. Ecco gli effetti dell’illuminazione zen in un ragazzaccio di borgata.

Il giustiziere sfida la città è un film del 1975, diretto da Umberto Lenzi.
Rambo, un ex delinquente forse ravveduto, fa ritorno in città e si reca dal suo vecchio “padrino” Paternò con il quale ha uno scambio di opinioni dal quale traspare un antico conto in sospeso ma, nonostante l’evidente ostilità del figlio “Ciccio”, il dialogo si chiude in modo tranquillo; dopo la visita al boss della malavita incontra la famiglia del vecchio amico Pino che ora lavora in un’agenzia di polizia privata ed egli, saputo che Rambo sembra avere definitivamente chiuso con il suo “passato”, cerca di coinvolgerlo nella sua attività ma quest’ultimo, dopo avergli “dimostrato” di essere ancora in forma, non mostra interesse per questo tipo di vita. Nel suo girovagare tra le antiche amicizie Rambo ritrova anche Flora, una spogliarellista con la quale aveva avuto una relazione e che si dimostra ancora affezionata a lui.
La vita del protagonista sembra prendere la via della “normalità” ma un evento, la morte di Pino che stava indagando sul sequestro del figlio del Dott. Marsili, un importante e ricco personaggio disposto a pagare il riscatto ed a non avvertire la polizia per non mettere in pericolo la vita del bambino, lo porta a mettersi sulle tracce del suo assassino.
Rambo, dopo avere scoperto ed ucciso l’omicida dell’amico, si trova in mezzo ad una guerra tra la banda di Paternò e quella di Conti, l’autore del rapimento, ma le due organizzazioni si rendono presto conto del ruolo scomodo del “giustiziere” e decidono di stipulare una tregua per eliminarlo e durante la ricerca viene uccisa Flora che si rifiuta di riferire al gruppo di malviventi il suo nascondiglio.
In fuga dai componenti delle due bande il giustiziere trova con uno stratagemma il sistema di mettere la polizia sulle tracce dei rapitori e, dopo un primo tentativo andato a vuoto, riesce a salvare il bambino ma il figlio di Paternò, nonostante i consigli del padre, intende ancora uccidere Rambo trovando la morte in uno scontro a fuoco.
L’anziano padrino ora è solo ma Rambo lo rispetta ancora e, dopo avere avuto la conferma del sospetto nato dopo il loro primo incontro, ossia che Paternò ha perso la vista, gli offre la possibilità di riparare a Marsiglia presso un boss locale ma egli rifiuta preferendo il suicidio.
Il giustiziere ha ora pareggiato i suoi conti e, dopo avere regalato una piccola motocicletta al figlio di Pino rimasto orfano, lascia, forse per sempre, la città.

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