Le associazioni omosessuali parmensi invitano i propri aderenti a non uscire di casa. L’Ottavo Colore mette in campo tante iniziative…

ParmaGaily – L’invito a restare a casa è rivolto a tutti da parte di attori, cantanti, personaggi del mondo dello sport, influencer, amministratori, politici, autorità religiose ma anche tanta gente comune che con canzoncine e scketch invadono la rete chiedendo a tutti di rispettare le regole.

Così questo invito è giunto, ed è fortemente ascoltato anche da tutta la comunità LGBT locale da sempre molto compatta e solidale, che coglie in questa difficile occasione un’opportunità in più per stringersi e crescere insieme.

Seguendo tale linea, molte associazioni di omosessuali parmensi non solo invitano i propri aderenti a non uscire di casa ma stanno mettendo in atto modi e mezzi per alleviare questa sofferta reclusione.

L’associazione Ottavo Colore ha messo in campo l’iniziativa intitolata: ” Noi ci siamo” con la quale invitano tutti gli aderenti e simpatizzanti a scrivere se hanno bisogno di un sostegno psicologico. La principale associazione LGBT ha messo in rete i nomi, i numeri di telefono e gli orari dei professionisti disponibili e si sta organizzando per portare la spesa agli anziani LGBT che hanno difficoltà ad uscire di casa. Infatti la domanda di aiuto da parte di gay e lesbiche della terza età è, in proporzione a quella degli etero, maggiore perché i più non hanno discendenti e quindi non hanno nessuno che possa prendersi cura di loro gratuitamente e con affezione sincera. I più giovani sentono quotidianamente gli omosessuali più adulti o quelli infermi per chiedere loro se hanno bisogno di spesa alimentare, di farmaci, di giornali o altro; c’è chi chiede di acquistare beni di prima necessità o anche solo qualcosa di dolce per rendere meno penosi questi giorni.

I più anziani non desiderano guanti e mascherine ma preferiscono una battuta, quattro chiacchiere o una parola di conforto al telefono. Per tirare su il morale la comunità LGBT si inoltra via whasapp fumetti, immagini di eventi organizzati in passato, brani di libri e poesie che sembrano profetizzare l’emergenza che stiamo vivendo. In rete circolano anche barzellette, foto ammiccanti e qualche battuta a doppio senso tutto allo scopo di allietare le giornate di chi è costretto in casa. Un medico friendly si è messo a disposizione telefonicamente per rispondere a domande e confutare dubbi.

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Un’avvocatessa, dello sportello LGBT invia quotidianamente i Decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri e i successivi moduli di autocertificazione; la stessa, pur di essere utile ed intrattenere la comunità friendly, ha reso pubblica la propria interessante tesi di laurea sulle Unioni Civili. C’è chi tiene aggiornati tutti con le iniziative del settore a livello nazionale come pubblicazioni, esternazioni di personaggi LGBT o pride cancellati o rinviati in ogni parte d’Italia. Anche gli omosessuali credenti fanno la loro parte invitando alla preghiera e alla riflessione tramite il portale ” La tenda di Gionata” che offre settimanalmente “pillole di speranza”.

L’ultima proposta al servizio della comunità LGBT e non solo è quella di poter vedere in streaming, fino al 3 aprile il film ” L’unione falla forse” un documentario del regista pugliese Fabio Leli presentato e premiato in occasione della 34^ edizione del Lovers film festival di Torino. C’è un grande utilizzo dei social non solo per tenersi informati ma soprattutto per cercare di aiutarsi e di sfuggire all’angoscia che pervade molti; così grazie a varie piattaforme, alla tecnologia informatica e al ” santo Skype ” ci si tiene informati ed in contatto e si mette al bando la disperazione.

C’è anche chi nostalgicamente posta vecchi filmati come quelli tratti della ” rainbow parade” dello scorso anno e c’e chi invita ad utilizzare questo ” tempo morto” per pensare ed elaborare idee e progetti ai quali si darà “vita” quando… si ritornerà alla ” vita”.

Raffaele Crispo- Elvis Ronzoni