Mozioni al Bilancio 2018, Eramo (PP): “Il piano integrato sulla sicurezza? Assente, come il sindaco”

Ieri in una seduta fiume del Consiglio comunale durata dalle 15.00 alle 23.30 abbiamo presentato e discusso 10 mozioni di modifica del Documento Unico di Programmazione del Comune di Parma (2018-2020), presentate dai tre gruppi di minoranza Parma Protagonista, Partito Democratico e Parma Unita.

Abbiamo chiesto tra l’altro di inserire esplicitamente nel Programma triennale l’impegno specifico a utilizzare la Polizia Municipale nelle attività di investigazione e di contrasto dello spaccio, dei furti e in generale della microcriminalità nelle zone oggi più sensibili al fenomeno. Appello caduto nel vuoto e nel silenzio: nessuna risposta da parte della Giunta, come da mesi a questa parte sull’argomento.

Nella stessa mozione abbiamo ricordato l’impegno assunto dall’amministrazione in conferenza dei capigruppo a realizzare un Piano di Azione integrato triennale (che abbiamo suggerito di chiamare “Parma capitale sicura 2020”), che definisca gli interventi di promozione economica, fiscale, culturale, sociale, educativa, urbanistica, di decoro urbano, ecc. in accordo con i soggetti attivi dei quartieri interessati. Anche in questo caso, stessa risposta da parte della Giunta. Silenzio.

Infine abbiamo sottolineato un dato amaro: a fronte delle promesse fatte da Effetto Parma fin dai tempi della campagna elettorale, sapete quanti agenti della Polizia Municipale ci saranno in più alla fine del triennio, al netto dei pensionamenti? 1 (uno!). Leggere per credere la tabella di pag. 92 del DUP 2018-20 con l’andamento del personale del Comune di Parma. Nel dibattito di ieri abbiamo misurato in tutta la sua dimensione la differenza tra la narrazione e la realtà, che è da sempre uno dei problemi della politica pizzarottiana.

In tutto questo il sindaco ci ha tenuto a ostentare il suo disinteresse per la discussione, soprattutto nella sessione serale dedicata al bilancio vero e proprio, discutendo con gli assessori durante gli interventi, uscendo continuamente dall’aula, parlando a voce alta con questo o quel consigliere e con il direttore generale (gli assessori invece sono quasi sempre stati presenti, e pure attenti).

Non un caso, ma una precisa strategica comunicativa: come a dire che tutte queste sono chiacchiere e che il dibattito in Consiglio comunale è poco più di una inutile perdita di tempo, come il primo cittadino ha avuto modo di dire ai capigruppo giusto una settimana fa.

In questo almeno ha dimostrato grande coerenza.

Pier Paolo Eramo
Parma Protagonista

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