Nuovi contratti di lavoro in lieve calo a Parma nel trimestre maggio-luglio 2024

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Dopo la crescita del mese precedente, maggio registra una lieve riduzione dei nuovi contratti di lavoro che le aziende della provincia di Parma prevedono di attivare.

Per il mese corrente, infatti, sono previsti 4.000 nuovi contratti, vale a dire il 2,2% in meno rispetto allo stesso mese dei 2023.

Un andamento che, secondo i dati che emergono dall’analisi dell’Ufficio studi della Camera di commercio dell’Emilia sui dati del Sistema Excelsior, si protrarrà per tutto il trimestre maggio-luglio 2024, con un -2,2% dei nuovi contratti, che si attesteranno a quota 13.470.

Le imprese che attiveranno nuovi contratti rappresentano il 18% sul totale e, fra i dati significativi dell’analisi, spicca la quota del 33% riservata ai giovani con meno di 30 anni, ma anche la presenza costante delle difficoltà nel reperimento delle figure desiderate dagli imprenditori, presenti nel 54% dei casi.

I contratti proposti sono per il 76% rappresentati da lavoro dipendente (19% a tempo indeterminato,  48% a tempo determinato e 9% di altro tipo) e per il 24% da forme ‘flessibili’ (20% somministrazione/interinali in e 4% di collaborazione/partite Iva/altri).

I primi 5 settori di attività per nuovi contratti programmati nel mese di maggio sono il commercio (540 unità, +42,1% ), i servizi di alloggio e ristorazione e turistici ( 410 nuovi contratti, ma con -10,9% rispetto ad aprile  2023), le industrie alimentari, delle bevande e del tabacco (390 nuovi contratti,+2,6 %), i servizi di trasporto, logistica e magazzinaggio (370 nuovi contratti, -31,5%), i servizi operativi di supporto alle imprese e alle persone (370 nuovi contratti).

Le tre professioni qualificate più richieste in valore assoluto sono gli addetti nelle attività di ristorazione (360 unità, per il 48,7% dei casi considerati di difficile reperimento), gli addetti alle vendite (310  unità, con un 15,6% dei casi di difficile reperimento) e i conduttori di veicoli a motore e a trazione animale (210 unità, per il 57,2% di difficile reperimento).

I titoli di studio più richiesti riguardano la qualifica di formazione professionale o diploma professionale, con 1.510 nuovi contratti (il 37,7% sul totale); a seguire, i diplomi di istruzione di livello secondario, con 1.040  unità (il 26%), mentre per chi esce dalla scuola dell’obbligo vi sono 870 nuovi contratti disponibili e per il livello universitario e l’Its Academy ci si attesta a 580 unità.

L’esperienza nella professione è  particolarmente richiesta per i titoli di studio più elevati (54,7% dei casi), mentre scende al 20,7% per quelli secondari ed al 14,7% per le qualifiche di formazione professionale, mentre scendono all’11,3% per la scuola dell’obbligo.

Per quanto concerne le figure professionali, i dati camerali attestano che nell’ambito dirigenziale e con elevata specializzazione tecnica, la domanda di tecnici della distribuzione commerciale è infruttuosa nel 92,9% dei casi, mentre quella di ingegneri lo è nell’85,5% dei casi, quella dei tecnici della salute lo è nel 79,5% dei casi; di difficile reperimento poi anche i tecnici in campo ingegneristico (nel 78,9% dei casi di difficile reperimento), i tecnici dell’organizzazione e dell’amministrazione delle attività produttive (nel 77,5% dei casi, di difficile reperimento).

Nell’ambito degli impiegati e nelle professioni commerciali e nei servizi, sono di più difficile reperimento i professionisti qualificati nei servizi sanitari e sociali (67,3% dei casi), gli operatori della cura estetica (60% dei casi), gli addetti alla gestione amministrativa e alla logistica (53,6% dei casi),  gli esercenti ed addetti nelle attività di ristorazione (48,7% dei casi) e gli addetti alla segreteria e agli affari generali (nel  39,2% dei casi, di difficile reperimento).

Per quanto riguarda gli operai specializzati, le maggiori difficoltà di reperimento si scontano nella ricerca di fonditori, saldatori, lattonieri, calderai, montatori di carpenteria meccanica (nel 91,7       % dei casi), operai macchine automatiche e semiautomatiche per lavorazioni metalliche e prod. minerali (di difficile reperimento nell’87,9% dei casi), di conduttori macchine movimento terra, sollevamento e maneggio materiali (nel 84,6% dei casi), di operai specializzati addetti alle rifiniture delle costruzioni (nel 79,8% dei casi) e di fabbri ferrai costruttori di utensili (75,8% dei casi).

 

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