INTERVISTA – Pezzuto (Parma Unita – Centristi): “Il pubblico non deve sostituirsi al terzo settore e alla cooperazione sociale che fanno tantissimo nel campo sociale, culturale, sportivo ed educativo”

SMA MODENA
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Intervista a Fabrizio Pezzuto, capolista della lista “Parma Unita – Centristi” in sostegno della candidatura a sindaco di Paolo Scarpa.

La tua storia politica è stata fin qui diversa da quella del centrosinistra. Cosa ti ha convinto a candidarti come capolista di “Parma Unita – Centristi” all’interno della coalizione di centrosinistra?

La politica sta cambiando sempre più velocemente nella direzione di un superamento delle barriere ideologiche e delle posizioni preconcette. Oggi per me, soprattutto a livello locale, conta di più sapere quali siano le persone coinvolte in un progetto politico piuttosto che appoggiarmi alla falsa sicurezza di una scelta di campo ideologicamente “pura”.

Con Parma Unita ho fatto un percorso di cinque anni, trovando in Roberto Ghiretti e nelle sue battaglie di opposizione un riferimento importante. La scelta poi di aderire alla candidatura di Paolo Scarpa è stata la logica conseguenza della volontà di superare un percorso che, non possiamo nascondercelo, si è dimostrato politicamente concluso e, nei fatti – oggi -, sterile per Parma.

Oggi la coalizione che sosteniamo si presenta sicuramente variegata in termini di sensibilità che raccoglie, devo però dire che lo sforzo costante che vedo in atto da parte di tutti di trovare un terreno comune di dialogo è la garanzia più alta del fatto che siamo insieme per incidere positivamente sul governo della città. Se questo è il presupposto, poco mi importa sapere dove fossero i miei compagni di strada 5 o 10 anni fa.

L’essere capolista è un vantaggio o un’ulteriore responsabilità?

Per il momento ne sento soprattutto la responsabilità. Come Parma Unita Centristi abbiamo il dovere di fare un ottimo risultato elettorale e, in quanto capolista, va da sé che anche il mio, di risultato, dovrà essere all’altezza. È una cosa non semplice, considerato che oggi i voti, proprio per quella trasversalità della politica di cui parlavo prima, vanno cercati e trovati uno a uno.

Fino ad ora che campagna elettorale è stata?

A mio modo di vedere, questa campagna non assomiglia a nessuna delle precedenti. Può sembrare che superficialmente sia lenta o di scarsi contenuti, ma questo in realtà è dovuto proprio a quanto dicevo sopra: tutti hanno compreso che i voti si vanno a cercare singolarmente. In questo contesto, l’unico che mi pare abbia optato per una campagna “vecchio stile” è proprio Federico Pizzarotti. Vedremo se le urne gli daranno ragione.

Quali sono le tue sensazioni? Parma è stanca di Pizzarotti?

Parma, tanto per cambiare, è divisa in due. Noto che chi in qualche modo ha avuto a che fare con Pizzarotti e la sua amministrazione nel 90% dei casi si è fatto un’idea negativa del suo governo della città. Per questo motivo ti risponderei che percepisco un clima positivo rispetto al nostro progetto. Non possiamo, però, nasconderci il fatto che esista una quota significativa di parmigiani che conoscono il Sindaco solo attraverso lo specchio, spesso distorto, dei media nazionali. Sono quelli che ancora oggi ritengono che Pizzarotti sia un bravo ragazzo che ha sanato il debito e lotta da solo contro i poteri forti. La mia sensazione è che, al primo turno, non saranno tanti i punti di distacco tra Scarpa e Pizzarotti, e non è detto che quest’ultimo sia avanti, anzi.

Quale credi sia il punto più qualificante del programma elettorale di Scarpa?

Per me i punti qualificanti sono legati alle battaglie portate avanti da Parma Unita – Centristi in questi anni. Il programma di Scarpa ha fatto proprie le nostre proposte in tema di sicurezza, di rifiuti, di cura della città, di famiglia. Per fare un esempio sui rifiuti, in merito a cui nel 2015 abbiamo raccolto 6500 firme, c’è l’impegno preciso di modificare il sistema di raccolta, nella direzione di una maggiore flessibilità, attraverso l’introduzione dei cassonetti intelligenti. Un risultato importante per tutti coloro che due anni fa hanno creduto nella nostra proposta. Per me è fondamentale, e vi insisto in tutte le sedi, che sia valorizzato il terzo settore no profit, che tantissimo fa nel campo sociale, culturale, sportivo ed educativo. Nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà. Parma ha un tessuto di opere di carità, associazioni, opere educative, cooperative sociali che devono essere aiutate a fare quello che già fanno bene. Il pubblico non deve sostituirsi a loro, ma coordinarle, fissare i principi base e controllare che le stesse si muovano nel solco della legalità e degli stessi principi fissati.

Andrea Marsiletti