Pizzarotti spregiudicato, come Renzi. Ma la sua scelta ci sta (di Andrea Marsiletti)

Lombatti

Non c’è mai stato molto feeling tra Federico Pizzarotti e Matteo Renzi.

Il primo additava Renzi come un “populista di sinistra senza un programma” (leggi), il secondo solo qualche mese fa esprimeva pubblicamente un giudizio negativo sull’amministrazione Pizzarotti (leggi), al pari di Italia Viva Parma.

Chi scrive non ha nè i titoli nè la voglia di fare il moralista, anche perchè se facciamo delle ricerche su Google troviamo dichiarazioni contraddittorie da parte di tutti i politici: Zingaretti-M5S, Pd-Di Maio, Salvini-Meloni, Calenda-Renzi, per non parlare di Berlusconi…

Qualcosa è andato storto tra Pizzarotti e Letta. Immagino che alcune promesse siano state disattese e a quel punto il legame tra i due si è sciolto e lui ha imboccato un’altra strada, quella del terzo polo. Ci sta, è la politica, non deve scandalizzare nessuno.

Pizzarotti ha visto l’ultimo (l’ultimissimo) treno che passava e ci è salito sopra, e dal finestrino ha salutato i suoi ex alleati che lo guardavano basiti dal marciapiede lungo i binari, il Pd, il centrosinistra e Bonaccini che lo ha sempre difeso e sostenuto ergendolo a pilastro imprescindibile del centrosinistra.

Pizzarotti, che per storia, cultura politica, valori, modi nulla c’entra con il centro, oggi ne è uno dei promotori nazionali.

Oggettivamente ha venduto benissimo la sua notorietà nazionale a Renzi per consentire all’ex Premier di non apparire più il paria che nessuno voleva, e ancora di più la fantomatica “lista civica nazionale” di cui, a distanza di più di un mese dal lancio, non si conosce neppure un nome. La lista di Pizzarotti ricorda “l’esercito fantasma” americano che combatté durante la Seconda guerra mondiale composto da artisti, attori, costumisti che tra il 1944 e il 1945, per ingannare i nazisti, e organizzò più di venti finti campi di battaglia al confine tra Francia, Germania e Lussemburgo utilizzando carri armati e aeroplani gonfiabili, altoparlanti molto potenti che diffondevano suoni di esplosioni e di artiglieria, e finte comunicazioni radio.

Se avrà fatto i giusti accordi (come credo), Pizzarotti ha buone chance di diventare parlamentare (che diminuirebbero nel caso Azione di Calenda decidesse di correre da sola) e uno dei leader nazionali del nuovo centro. 

Potrebbe essere il politico nazionale più importante che Parma abbia mai avuto.

Dell’opinione della classe politica parmigiana non gliene è mai fregato nulla neppure quando era sindaco, figuriamoci ora.

Chi perde ha torto, chi vince ha sempre ragione. E’ una regola della politica.

Domani tutti quelli che oggi lo additano come un trasformista gli diranno che è stato un genio a cogliere l’attimo e a inc*** quelli del Pd di Parma, di Bologna e di Roma.

Spregiudicato.

Cinico.

Del resto cos’è il cinismo, se non il riuscito tentativo di vedere il mondo come è realmente.

Un genio, come Renzi.

Andrea Marsiletti