“Stanno delegittimando l’Italia dei Valori”

SMA MODENA
lombatti_mar24

21/09/2009
h.10.30

Si è celebrato nei giorni scorsi il congresso provinciale dell’Italia dei Valori che ha visto l’elezione di della consigliera provinciale Paola Zilli a coordinatrice del partito di Di Pietro. Alle votazioni, che si sono concluse con 130 voti a favore della Zilli su 136 espressi facente parte della mozione “Futuro Insieme”, non ha partecipato l’ex coordinatrice provinciale Gabriella Biacchi perché in polemica per 71 tessere sospese per presunte irregolarità nel tesseramento.
Ma le polemiche non sono finite, al punto che nei giorni scorsi una parte del partito ha inviato a Roma all’attenzione di Antonio di Pietro il documento che segue che è stato sottoscritto da una quarantina di iscritti all’Italia dei Valori di Parma.    

Siamo degli eletti, dei referenti e degli iscritti  dell’Italia dei Valori di Parma.
Abbiamo liberamente scelto di sostenere il progetto  di un Partito Politico Nazionale che si è presentato al Paese, coinvolgendo personalità e risorse intellettuali e morali, per proporre agli italiani un modo nuovo di fare politica. Una politica dove, finalmente, la partecipazione dei cittadini alla formazione delle proposte non fosse soltanto una promessa retorica da campagna elettorale,  ma un valore essenziale e  concreto. Non abbiamo chiesto a coloro che hanno scelto di condividere con noi questo percorso da dove provengano, quali storie abbiano alle spalle ma abbiamo chiesto impegno, correttezza e moralità.
Abbiamo proposto un progetto ed un obiettivo comune:mettere a disposizione degli italiani  e dei nostri concittadini un luogo politico per sostenere idee, dar vita a progetti per migliorare la qualità della vita delle persone. A Parma l’Italia dei Valori aveva iniziato a costruire dal basso una rete di rapporti individuando cittadini disponibili ad impegnarsi e a collaborare per dare vita ad una organizzazione diffusa sul territorio.  La presenza in Consiglio Comunale ha costituito un primo importante passo per dare concreta visibilità all’azione del nostro partito e si erano create tutte le premesse per consolidare i risultati raggiunti che costituivano un punto di partenza per nuovi e importanti obiettivi.
Il clima positivo e di collaborazione che si è creato è stato, da alcuni mesi, compromesso e incrinato da comportamenti  che riteniamo non compatibili con i valori e la cultura di cui l’Italia dei Valori è originale portatrice. E’ iniziata un’azione tesa a delegittimare gli organismi dirigenti, a partire dalla Coordinatrice Provinciale, democraticamente eletti dal congresso provinciale del 2007 e ciò al fine di trasferire in altri luoghi ed altre sedi le decisioni politiche più importanti.
Le stesse elezioni provinciali del 2009 sono state caratterizzate da comportamenti che non possiamo condividere da parte di alcuni iscritti che hanno preteso di essere candidati in più collegi ed in più consigli comunali col risultato di lasciare poco spazio a forze nuove e di essere risultati non eletti, in quanto evidentemente non graditi ai cittadini. All’indomani della consultazione elettorale provinciale che ha premiato l’Italia dei Valori con un risultato tra i migliori nella regione Emilia Romagna (6,17%) con la conseguente elezione di due consiglieri provinciali,  alcuni iscritti hanno assunto comportamenti  tesi ad aumentare il tasso di conflittualità nel partito, col chiaro intento di presentare un partito debole e diviso, questo per fini personalistici. La grave conseguenza di ciò è stata, nonostante il buon risultato, il pesante ridimensionamento del partito nella presenza della Giunta Provinciale ove ha trovato spazio un solo assessore per di più con deleghe di minore importanza e visibilità. “La Sinistra”, per fare un esempio, raggruppamento politico nostro alleato alle provinciali, col 4% dei voti ha ottenuto un assessore con deleghe più importanti ed un’Agenzia al Marketing Territoriale.
Riteniamo che gli accordi per la formazione della Giunta abbiano notevolmente penalizzato il nostro partito; e per ultimo la nomina di un consigliere del c.d.a dell’Università di Parma del capo gabinetto della camera dei deputati dell’on. Silvana Mura. Decisione non condivisa dal direttivo provinciale, decisione calata dall’alto in modo non democratico, come se nella Provincia di Parma non ci possa essere figura meritevole a ricoprire tale ruolo, senza nulla togliere  competenze e capacità al neo nominato. Oggi ci troviamo in questa assemblea provinciale per decidere chi coordinerà il partito nei prossimi mesi. Abbiamo appreso dalla Segretaria Regionale, On. Silvana Mura, che il partito a Parma è passato dai 127 iscritti di fine luglio 2009 ai circa 320 del 31 agosto 2009: di queste nuove tessere, tuttavia,  svariate  decine risultano “congelate” per verificare la legittimità delle procedure e delle modalità di iscrizione.
Riteniamo, quindi,  che questi due elementi, elevata e massiccia adesione al partito verificatasi nel periodo  di ferragosto ed il “congelamento”, siano tali da legittimare dubbi circa  i metodi attuati per un proselitismo di massa, su cui la stessa On. Silvana Mura ha sollevato perplessità: a fronte di questa situazione non possiamo fare altro che manifestare apertamente e chiaramente il nostro dissenso non partecipando ai lavori di questo Congresso Provinciale  e ciò al fine di non legittimare operazioni politiche poco trasparenti ed assolutamente non consone allo stile di un partito che della legalità, della moralità e della trasparenza ha fatto e fa tratti salienti e distintivi del suo modo di essere in un panorama politico desolante.
Rivolgiamo l’invito anche agli amici alle amiche oggi qui intervenuti a prendere le distanze da questi metodi che riteniamo siano in netto contrasto con l’immagine che il partito vuole offrire di se agli italiani e dall’immagine che ognuno di noi tutti iscritti vuole avere di se di fronte a tutti i cittadini. Il nostro gesto non è una fuga dalle nostre responsabilità , ma vuole essere un atto politico di ferma presa di posizione e di distanza da metodi che riteniamo dannosi e lesivi per l’Italia dei Valori.