Traversetolo: una pianta davanti al municipio per celebrare la Giornata internazionale delle Donne

La Polygala messa a dimora per l’8 Marzo è stata scelta direttamente dalle dipendenti comunali

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Un gesto simbolico, semplice e carico di significato allo stesso tempo: il sindaco Simone Dall’Orto, nella mattinata di oggi, lunedì 8 marzo 2021, Giornata internazionale delle Donne, ha messo a dimora una Polygala davanti al municipio, insieme all’assessore alle Pari opportunità Laura Mattioli e a nome di tutta l’amministrazione comunale. La pianta è stata scelta direttamente dalle dipendenti – e dai dipendenti – comunali tramite un sondaggio, ornerà la prima delle aiuole di piazza Vittorio Veneto, quella proprio a ridosso del palazzo municipale, ed è accompagnata da una targa con dedica per celebrare la “Festa”.

La pandemia ancora in corso, e anzi in accelerazione in questi giorni, non consente manifestazioni o eventi.

Nonostante questo, l’Amministrazione ha voluto rimarcare l’importanza della ricorrenza, che, ogni anno, ci interroga sul punto in cui siamo giunti nella conquista e nella difesa dei diritti delle donne. Un fiore, dunque, per abbellire il cuore del paese e per non dimenticare, nonostante i tempi, la bellezza e il suo potere rigenerante. Ma “senza perdere di vista le contraddizioni e le fatiche che contraddistinguono la vita delle donne – ricorda l’assessore alle Pari Opportunità Laura Mattioli -: la difficoltà di conciliare lavoro di cura – spesso a loro esclusivo carico – e lavoro fuori casa, di accedere a posizioni apicali, di ottenere pari autorevolezza e retribuzione rispetto ai colleghi uomini a parità di mansioni. Per non parlare delle situazioni di sopraffazione, fisica e morale, di cui spesso sono vittime fino ad arrivare a quella più drammatica, il femminicidio”. La Giornata dell’8 Marzo, poi, “ci invita a soffermare l’attenzione sul potere creativo, l’impegno e la “sorellanza” femminili, sulla resilienza, sulla sacralità del ruolo delle donne nella società, risorsa indispensabile per la crescita dell’umanità tutta”.

Un gesto “lieve”, dunque, e di rinascita, per auspicare un mondo maggiormente declinato al femminile, senza scadere in un rito ad alto dispendio di retorica e mimose e senza dimenticare le discriminazioni, tante, ancora da debellare.