L’IRA uccide l’ultimo Viceré dell’India

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27/08/2014

ACCADDE OGGI: 27 agosto 1979: l’IRA uccide 18 soldati e Lord Mountbatten, ultimo Viceré dell’India.

Lunedì 27 agosto 1979 alle 4.40 del pomeriggio 18 soldati inglesi vengono uccisi in due attentati dinamitardi a Warrenpoint, nella parte meridionale della contea di Down in Irlanda del Nord, nei pressi del confine con la Repubblica d’Irlanda. Una bomba da 200 chili di esplosivo, coperta da fieno e posta su un rimorchio a fianco della strada, venne fatta detonare al passaggio di un convoglio di tre veicoli carichi di truppe del Second Battalion Parachute Regiment, uccidendo sul colpo 6 uomini. Di Antony Wood, il diciannovenne guidatore di uno degli automezzi, rimase solo il bacino saldato al sedile dal calore scaturito dall’esplosione.
Nel caos i sopravvissuti pensarono di esser bersagliati dal fuoco di armi automatiche – l’episodio, mai chiarito, forse fu dovuto alle munizioni che avevano preso fuoco ed esplodevano – proveniente dall’altro lato del fiume Newry posto sul confine, a cui risposero. Successivamente nei campi verrà rinvenuto il corpo di un civile, Michael Hudson, estraneo ai fatti e vittima del fuoco incrociato. Il fotografo Peter Molloy si trovava nelle vicinanze e, corso sul luogo dell’attentato, ricorda come dopo la prima esplosione – erano passati per la precisione 32 minuti – “udii una voce gridare “Al riparo!”, e mi appiattii al suolo. I soldati più vicini a me corsero verso l’edificio di pietra proprio come gli attentatori avevano previsto. Udii il rumore delle pale di un elicottero dell’esercito che arrivava per trasportare via i feriti e proprio allora la seconda bomba fu fatta esplodere”.
La detonazione uccide dieci paracadutisti e due Highlander che avevano preso posizione presso la vicina abitazione. Mollloy scatterà foto di quei tragici momenti, ma poi, disgustato dalle scene, getterà via la macchina fotografica. La seconda esplosione, un ordigno di 360 chili, fu ancora più micidiale della prima e polverizzò letteralmente alcuni uomini. L’unica cosa che rimarrà ad identificare il corpo del tenente colonnello David Blair sarà una delle due spalline dell’uniforme. L’attentato di Warrenpoint, con 18 soldati morti e altri 6 gravemente feriti, fu il più grave ai danni dell’esercito Inglese durante i Troubles.
Alcune ore prima l’IRA (Irish Republican Army) aveva compiuto un altro attentato, costato la vita a Lord Mountbatten, ultimo viceré dell’India, ammiraglio dell’impero britannico e secondo cugino della Regina Elisabetta, a suo nipote Nicholas di 14 anni e al quindicenne Paul Maxwell. Mountbatten aveva 79 anni ed insieme alla famiglia trascorreva le vacanze estive nella contea di Sligo, lungo la costa nord-occidentale dell’Irlanda.
Alle 11.30 del mattino aveva da poco lasciato il villaggio di pescatori di Mullaghmore con la sua barca, la Shadow V, quando una bomba sistemata a bordo fra i canestri utilizzati per la pesca delle aragoste fu fatta esplodere. Un testimone vide la barca andare letteralmente “in pezzi”.
Pescatori vicini soccorsero Mountbatten che, con le gambe quasi completamente recise, morirà poco dopo. L’IRA emanò un comunicato in cui rivendicava l’attentato affermando che l’azione voleva portare all’attenzione del popolo Inglese l’occupazione militare dell’Irlanda del Nord iniziata nel 1969.
Il duplice attentato che causò la morte di 23 persone e il ferimento di altre 10, alcune delle quali riportarono mutilazioni, fu uno dei più gravi fatti di sangue avvenuti in Irlanda del Nord. Uno dei primi effetti degli atti terroristici, in risposta ai seri interrogativi sulla strategia adottata dall’esercito Inglese e dalle forze di sicurezza, fu l’aumento dei ranghi della RUC (Royal Ulster Constabulary) da 1.000 a 7.500 effettivi. Non solo le azioni dell’Agosto 1979 riportarono prepotentemente il conflitto Nord-Irlandese sotto l’attenzione dei media internazionali, ma fecero capire che nessuno poteva considerarsi al sicuro dalla strategia dell’IRA, pronta a colpire anche membri della famiglia reale nel perseguimento della propria lotta politica.

Alessandro Guardamagna

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