Aimi (FI) e Pallini (Vignali sindaco) sulla visita di Bersani a Parma: “No al patto di potere Bonaccini-Pizzarotti”

Lombatti
Enrico Aimi

“L’arrivo a Parma di Pierluigi Bersani per sigillare da sinistra il patto di potere tra Pizzarotti e il PD è l’ennesima conferma che il candidato del Centrosinistra Michele Guerra non potrà fare gli interessi di Parma ma solo del partito e di Bologna. Bersani, infatti, da uomo di partito e ministro di Prodi contribuì a schiantare i diritti di Parma riguardo il tema Alta velocità”.

Ancora una volta ci troviamo a dover fare i conti con la politica delle poltrone: il sostegno a Michele Guerra professato da Pierluigi Bersani è infatti la logica conseguenza dell’accordo di spartizione del potere siglato a Bologna tra Bonaccini e Pizzarotti.

Noi vogliamo una Parma libera da questi schemi e dai giochi di palazzo.

Una Parma in cui la qualità della vita ritorni ai livelli di un tempo, dotata di quelle infrastrutture strategiche come l’Alta velocità, la Ti-Bre, la Pedemontana, la Cispadana, la Pontremolese, la via Emilia Bis, che attendiamo da anni.

Per fortuna tra pochi giorni si apriranno le urne e i parmigiani avranno la possibilità di dire se intendono proseguire con altri dieci anni d’immobilismo targato PD-Pizzarotti o se vogliono guardare avanti e ritornare a essere protagonisti”.

Così Fabrizio Pallini capolista della civica Vignali sindaco.

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ELEZIONI: AIMI (FI), “BERSANI A PARMA? LA CITTA’ NON VUOLE ESSERE SUCCURSALE DI BOLOGNA”

“Nella testa di Pierluigi Bersani Parma è molto probabilmente in provincia di Bologna. Anzi, provincia di Bonaccini.

La calata elettorale in terra parmigiana dell’ex ministro di Romano Prodi è ai limiti del grottesco.
Bersani, ministro di quel Governo Prodi che ha inflitto a Parma lo smacco dell’Alta Velocità, è lo stesso che oggi viene a dire che Michele Guerra sarà il sindaco giusto per la nostra città. Giusto per coltivare gli interessi di Bologna, probabilmente.

Guerra non è un candidato indipendente: è il candidato della continuità con Pizzarotti con l’aggiunta dell’apparato del PD che da sempre discrimina Parma a favore di Reggio e Bologna. Parma non vuole essere una succursale di Bologna”.

Così il senatore Enrico Aimi, coordinatore regionale di Forza Italia.