Ascom presentati i dati sullo stato di salute delle imprese del terziario

“Convinti che il dato sia sempre la base da cui partire per formulare proposte e stimolare  nuove riflessioni, continuiamo a tenere monitorato lo stato di salute delle imprese, con cadenza semestrale, anche  in ragione dei continui mutamenti che dal 2020 impattano il Paese e l’economia locale. – ha commentato Vittorio Dall’Aglio Presidente Ascom Parma – Quella con Format è dunque una collaborazione orami consolidata che ci permette non solo di analizzare il periodo appena trascorso, ma anche di provare a fare luce sui mesi che ci aspettano, indagando aspettative e prospettive delle imprese. 

I dati dell’indagine Format Research, giunta alla sua 5° edizione, mettono in evidenza un miglioramento della fiducia delle imprese del Terziario a Parma, settore che, lo ricordiamo, rappresenta oltre il 64% delle imprese attive nel commercio, nel turismo e nei servizi. In crescita anche le aspettative in vista dei primi sei mesi del 2023 sostenute dalla tenuta dei ricavi e dei consumi. Positivo anche il dato sugli investimenti che rileva un 23% di imprese che ha chiesto credito per fare investimenti, così come il dato sull’occupazione che dopo un leggero calo a fine 2022, registra un miglioramento per il prossimo semestre.

“La realtà di Parma – ha aggiunto Claudio Franchini Direttore Ascom Parma – mostra dunque, in modo più marcato rispetto all’andamento medio nazionale, un sistema imprenditoriale vivo e resiliente, che ha voglia di investire dimostrando di avere fiducia nella propria impresa.”

Parallelamente emerge però forte preoccupazione a causa dell’allarme generato dall’aumento dell’inflazione e all’incremento dei prezzi praticati dai fornitori che continuano ad erodere la marginalità e la capacità di fare fronte al fabbisogno finanziario delle imprese.

La combinazione di questi due fattori infatti ha fatto sì che il terziario stia contraendo i propri margini facendosi carico al proprio interno dell’aumento dei costi a monte, per tutelare la clientela finale.  E i dati lo dimostrano: nel corso del 2022, a seguito dei sopracitati aumenti, circa il 28% delle imprese non ha aumentato i prezzi di vendita mentre il 50% lo ha fatto in misura inferiore o molto inferiore rispetto agli aumenti subiti. Parallelamente la situazione dei ricavi ha subito un calo per il 30,6% delle imprese.

La continua riduzione dei margini e dei ricavi, indicata infatti dal 71% degli intervistati come principale conseguenza dell’aumento dei costi sulla propria impresa anche nei prossimi mesi, deve necessariamente trovare una battuta d’arresto. “Le imprese che fino ad oggi, seppur in maniera inferiore rispetto all’Italia, – ha concluso Dall’Aglio – hanno ammortizzato al proprio interno l’aumento dei prezzi, devono poter tornare a produrre liquidità e investimenti che oggi faticano a mantenere.” In questo senso il dato sulla domanda e offerta di credito è significativo: diminuiscono le imprese che hanno chiesto credito negli ultimi 6 mesi mentre il 44% di coloro che hanno fatto richiesta lo ha fatto per esigenze di liquidità e cassa.

L’INDAGINE IN SINTESI

IL TESSUTO IMPRENDITORIALE

Le imprese extra agricole registrate nella provincia di Parma sono oltre 32 mila. Le imprese del terziario costituiscono il 64% del totale delle imprese extra-agricole della provincia (sono oltre 19mila imprese attive).

CLIMA DI FIDUCIA

A fine 2022 il clima di fiducia delle imprese di Parma con riferimento all’economia italiana è in netto miglioramento. Si mantiene stabile il valore dell’indicatore nel primo semestre 2023.

PREZZI DEI FORNITORI

Prosegue la crisi delle imprese colpite dall’aumento dei prezzi praticati da parte dei fornitori. Il 73% delle imprese rileva in aumento i prezzi praticati dai fornitori alla propria impresa (dic 22) Le imprese si attendono un leggero miglioramento per il prossimo semestre anche se il dato continuerà ad essere critico.

A fine 2022 di riscontra un leggero peggioramento dell’indicatore dell’occupazione delle imprese di Parma che tuttavia registra un miglioramento per il prossimo semestre.

DOMANDA E OFFERTA DI CREDITO

Diminuiscono le imprese che hanno chiesto credito negli ultimi sei mesi. Il 68% di queste ha visto accogliere la propria domanda di credito. Il 63% delle imprese ha fatto richiesta di credito per esigenze di liquidità e cassa, il 23% per effettuare investimenti e Il 14% per ristrutturare un debito. La percentuale alta di imprese che ha chiesto credito per fare investimenti è un segnale estremamente positivo.

IMPATTO DELL’INFLAZIONE

Nel corso del 2022, a seguito dell’aumento del costo dei fornitori e dell’inflazione, circa il 28% delle imprese non ha aumentato i prezzi di vendita mentre il 50% lo ha fatto in misura inferiore o molto inferiore rispetto agli aumenti subiti.

Parallelamente circa il 40% delle imprese ha registrato una variazione dei ricavi: il 12,1% osserva una riduzione sia della clientela sia dei ricavi; il 18,5% una riduzione dei soli ricavi; il 9,5% un aumento dei ricavi.

Tra le imprese che avevano pianificato investimenti (48,7%), soltanto il 20,4% effettuerà regolarmente gli investimenti programmati e il 30% li effettuerà in parte. Il restante 49,6% rimanderà o rinuncerà agli investimenti.

Il 63% delle imprese ha fatto richiesta di credito per esigenze di liquidità e cassa, il 23% per effettuare investimenti e il 14% per ristrutturare un debito. La percentuale alta di imprese che ha chiesto credito per fare investimenti è un segnale estremamente positivo.

 

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Nota metodologica – L’Osservatorio sull’andamento delle imprese del terziario della provincia di Parma è basato su un’indagine continuativa a cadenza semestrale effettuata su un campione statisticamente rappresentativo dell’universo delle imprese del commercio, del turismo e dei servizi della provincia (400 interviste). L’indagine è stata effettuata dall’Istituto di ricerca Format Research, tramite interviste Cawi, nel periodo 30 gennaio – 10 febbraio 2023. www.formatresearch.com

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