Commento alla 36° di serie A (di Gianni Bandiera)

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Prima di ‘togliere il disturbo’ e cercare una nuova opportunità a 43 anni suonati Buffon Gigi da Carrara decide di essere ricordato come il portiere più anziano a neutralizzare un penality in serie A. Non il suo miglior record tra tutti quelli conquistati sotto la Mole, a dire il vero, ma un buon modo per chiudere la porta e dire addio.

Da questo episodio nasce la crescita della Juve in quel di Sassuolo. La gara era iniziata con il solito tourbillon orchestrato dalla squadra nero verde allenata, questa sì, da un allenatore che se dovesse andar via dall’Italia darebbe un brutto segnale specialmente a chi, tra le grandi, un gioco non lo ha mai avuto (vedere ad esempio alla voce Juventus). La partita la Juve la porta a casa grazie a Gigi e all’altro vecchietto CR7 che, smesso di ciondolare per il campo e scuotere la testa, ha deciso di dare il suo contributo alla causa dopo un mesetto di ferie anticipate (non ingannino le due azioni a Udine).

Detto della Juve che sbanca con vecchia ricetta italica, difesa e contropiede, il campo del Sassuolo, con l’unico risultato che la tiene legata alla speranza si deve pur narrare delle altre che non mollano.

L’Atalanta non si affanna a fare la goleada e manda all’inferno il Benevento questa volta la sconfitta ,pur evidenziando la qualità tecnica dei campani che forse meriterebbero di avere qualche punto in più e lottare con maggiori chance per la permanenza in A, non ha offerto spunti polemici.

Il Milan ne fa addirittura sette nel campo di un Torino in evidente crollo verticale e conferma le sue chance di trovare il proprio tesoretto finanziario e di prestigio: entrare nel trofeo della coppa dalle grandi orecchie e avere un po’ di soldi per trattenere Donnarumma e Chalanoglu.

Il Napoli aveva giocato martedì battendo una Udinese che ormai è sotto l’ombrellone confermandosi squadra viva e vegeta nonostante l’addio imminente del suo cocchiero Gattuso.

La classifica che conta vede quindi per la lotta alla conquista di un posto Champions: Atalanta e Milan 75, Napoli 73 e Juve 72, più indietro e ormai fuori dai giochi la Lazio che vince all’ultimo secondo contro il Parma che avrebbe meritato maggior fortuna.
Quel solo punto di ritardo potrebbe costare ai bianconeri di Torino la partecipazione a una competizione che al netto della conquista sul campo potrebbe avere strascichi con la questione, ancora aperta, della SuperLega.
Il prossimo turno vedrà questi scontri: Genoa Atalanta e Juventus Inter al sabato pomeriggio, Fiorentina Napoli alle 12,30 di domenica, Milan Cagliari domenica sera.

Forse sarà proprio Conte, che non conosce la parola riposo, anche ieri urlava come un ossesso dirigendo al sua squadra verso l’ennesima vittoria ai danni della Roma, a chiudere un ciclo bianconero lunghissimo , ciclo che aveva iniziato proprio lui e a dare l’involontario via ad una ristrutturazione societaria molto profonda.

In coda la situazione è diventata nelle ultime giornate pesante per il Benevento che dovrà vincere entrambi gli scontri e sperare nel crollo di una delle sue avversarie più prossime.

Classifica in fondo: Benevento 31, Spezia 35, Torino 35, Cagliari 36, Genoa e Fiorentina salve a 39.

Sembrerebbe tutto già scritto con le quattro che si trovano avanti in Champions e il Benevento in B. Forse andrà a finire così ma la storia del nostro calcio è piena di episodi che hanno capovolto al filo di lana classifiche e ordini di arrivo.

Alla prossima,

Gianni Bandiera

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