Delibera interesse pubblico del Tardini: una questione politica, istituzionale, morale (di Comitato Tardini Sostenibile)

lodi_maggio24
kaleidoscopio
Casa Bambini
SanMartino

Delibera di interesse pubblico della demolizione e ricostruzione dello stadio Tardini: una questione politica, una questione istituzionale, una questione morale.

Con vivo sconcerto leggiamo la delibera di dichiarazione di pubblico interesse, a opera del Consiglio Comunale, circa il progetto di demolizione e ricostruzione dello stadio Tardini della società Parma Calcio 1913 srl. Si impongo quindi alcune domande, che rivolgiamo alla cittadinanza, alle associazioni e ai gruppi politici: a tutti coloro che hanno veramente a cuore la nostra città.

A chi concediamo per quasi un secolo di utilizzare come vuole il cuore storico di Parma? Chi e cosa sarà padrone di una prestigiosa parte della nostra casa comune? In verità, tutti noi sappiamo che con questa concessione ‘tombale’ a un privato sarà impossibile avere qualsivoglia possibilità di controllo futuro sulle attività commerciali (e quindi anche merceologiche) e sugli usi di intrattenimento dell’infrastruttura, e questo nonostante nella delibera si leggano alcuni maldestri tentativi di affermare il contrario. Ultima scaltra introduzione, questi espedienti – ancor più che risolvere e rassicurare – evidenziano, in tutta la sua gravità, la fondatezza delle preoccupazioni e le incognite sul presente e sul futuro di Parma che questa concessione sarà responsabile di porre in essere.

La società Parma Calcio, e il suo tycoon piovuto dagli States a fare affari nella nostra città, per portare a casa il suo business non ha esitato a ‘minacciare’ di rivolgersi al Presidente del Consiglio, incurante del rispetto verso le procedure di accertamento dell’Autorità Nazionale Anti Corruzione e della stessa opportunità e misura morale di procedere in tal senso pur nella delicata e fragile situazione sanitaria del nostro Paese. Non ha esitato a palesare sulle testate nazionali la sua irritazione (frustrazione) per l’ingrata ‘lentezza’ del Comune di Parma, gettando discredito sulla nostra stessa istituzione, e a schierare un pool di avvocati pronti a tutto, pur di ottenere portare a casa velocemente il risultato per il proprio cliente.

Spaventa osservare la potenza di fuoco di questo affarista, lasciato libero di mettere mano su una delle aree più prestigiose della nostra città, e tutto il percorso a cui stiamo assistendo, e cioè la definitiva conferma della natura esclusivamente – e pericolosamente – speculativa del suo investimento. Non ci aspettiamo certo un atto di mecenatismo, mai era stato inteso come un benefattore della città nè pretendiamo una sua reale passione calcistica. Ma la proposta del Parma Calcio – già improponibile nella sua attuale concezione, come attestano anche le numerose e pesanti prescrizioni della Conferenza di Servizi preliminare – risulta gravemente compromessa anche per l’assenza di qualsivoglia dato o informazione contabile a garanzia dello stato di salute economico finanziaria del proponente.

A fronte di tutto ciò, sorvolando anche sulle questioni di legittimità giuridica e sulle infinite criticità di questa epocale trasformazione urbana, la Giunta, eletta rappresentante e garante presso la cittadinanza della difesa del bene comune e dell’interesse collettivo, riempie le tre paginette della delibera di interesse pubblico con sconcertanti e risibili motivazioni, la cui palese ‘povertà’ e inconsistenza di contenuti reali a supporto di un ipotetico beneficio pubblico e gratuito per tutti i cittadini di Parma, arriva ad assumere la veste di una gravissima mancanza di responsabilità istituzionale nell’esercizio del proprio mandato. Ne’ si può prestare fede ai pretestuosi ‘paletti’ (recenti acquisizioni che pretendono di metter a tacere le innumerevoli e documentate osservazioni critiche) elencati a garanzia di un (impossibile) controllo futuro sulle attività e sugli usi dell’infrastruttura stessa. Stupisce dunque che i firmatari di questo documento dichiarino la possibilità da parte dell’amministrazione (l’attuale come quelle future) di governare in qualche modo le scelte del proprietario della società nell’utilizzo dell’infrastruttura, e verrebbe da chiedersi se esiste buonafede nel prospettarne addirittura l’attuabilità o si tratta solo di un maldestro tentativo di metter la polvere sotto il tappeto.

In ultimo, anche con l’apparizione nel documento del possibile contributo in kind (pretestuosamente indicato a favore e a garanzia della città, anche se, ancora una volta, è una circostanza del tutto aleatoria, se non addirittura irrealizzabile), resta l’evidenza di una cessione a costo zero, a conferma della generale subordinazione del pubblico al dictat del privato a cui abbiamo assistito. Cosa già di per sè gravissima, anche se rimane il fatto che – per una città come Parma, per la sua storia, la sua cultura e la sua bellezza – non potrà mai esistere un ‘costo’ che possa giustificare la svendita irrimediabile del nostro patrimonio collettivo, e men che meno potrà mai essere possibile un qualsivoglia risarcimento monetario in grado di pareggiare i conti di questa annunciata devastazione materiale e immateriale, nel presente e in futuro.

La concessione dell’interesse pubblico sul progetto della società Parma Calcio rimane per la nostra città un pericoloso salto nel buio, e in quello più oscuro e fitto, gravido di conseguenze a medio e lungo tempo seriamente del tutto imprevedibili.

L’intera città è un bivio: quale immagine, quale visione e quale futuro vogliamo consegnare alle generazioni future? Chiediamo alla cittadinanza, alle associazioni, ai comitati civici e a tutte le forze politiche che hanno a cuore la nostra città di chiedere un immediato fermo della procedura, a salvaguardia del bene comune e per favorire un dibattito serio e imparziale sul destino prossimo di Parma.

Il Comitato Tardini Sostenibile

Parma, 21 gennaio 2022

Casa Bambini
kaleidoscopio
SanMartino
lodi_maggio24