Giorgio Pagliari è il nuovo presidente di Parma Infrastrutture: competenza, esperienza e onestà in una sola nomina. La migliore (di Andrea Marsiletti)

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Poche volte, forse mai, ha visto a Parma una nomina in un Ente pubblico azzeccata come quella di ieri di Giorgio Pagliari a Presidente di Parma Infrastrutture, società partecipata al 100% dal Comune di Parma (leggi).

Pagliari racchiude in sè tre elementi essenziali per ricoprire (per di più a titolo gratuito) un ruolo così importante e delicato per le infrastrutture della città e la milionaria gestione dei fondi PNRR: competenza, esperienza, onestà.

Già, perchè se vai a individuare uno come Pagliari significa che sugli appalti vuoi che le cose siano fatte per bene, che non hai debiti da pagare con nessuno, che vuoi eliminare ogni zona d’ombra o di interferenza esterna.

Con tutto il rispetto per le sottoscrizioni di appelli, contro-appelli e manifesti per la legalità, esse non valgono niente, ma proprio niente, rispetto all’autoevidenza della nomina di Pagliari.

Bisogna quindi dare atto al sindaco Guerra dei meriti della scelta.

Il problema, semmai, è che adesso è stata alzata molto l’asticella e le prossime nomine sembreranno robetta a confronto.

Non ho mai avuto il culto dei tecnici alla guida delle società pubbliche. Fatto salvo il prerequisito della competenza, ho sempre ritenuto che in quei ruoli amministrativi sia necessario avere non solo nozioni contabili ma un’idea lunga su ciò che si amministra, che deve per forza inserirsi nella visione complessiva dell’Ente proprietario. Il rischio, altrimenti, è il piccolo cabotaggio oppure che si creino delle zone autonome di potere, delle riserve più o meno accessibili e trasparenti di parvenu che giocano la loro partita, anche per difendere rendite di posizione personali.

Sinceramente non ho mai compreso i criteri con cui per dieci anni la giunta monocolore di Pizzarotti ha selezionato i suoi uomini. Una cosa è certa, che di queste centinaia e centinaia di nomine oggi, salvo rarissime eccezioni (per lo più femminili), non è rimasto nulla, un’intera “classe dirigente” che ha governato da sola la città per due mandati è sparita nel vuoto, si è smaterializzata come neve al sole in qualche mese tanto come presenza amministrativa che politica.

Se ci penso, pure io faccio fatica a ricordare qualche nome.

Effetto Parma si è ritrovato con niente in mano.

E oggi il primo ad averlo capito credo sia proprio Pizzarotti.

Andrea Marsiletti

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