INTERVISTA – Beppe Negri (PD): “Sì al dialogo con Pizzarotti, ma il Pd deve avere un ruolo da protagonista”

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Beppe Negri

Intervista a Beppe Negri, avvocato, vicesegretario provinciale del Pd.

Il congresso provinciale del PD non si farà…

Il PD in generale ed a Parma è il partito che non si è mai sottratto per vocazione al confronto interno per garantire la necessaria pluralità di discussione entro la cornice dei valori condivisi.

Poi serve la necessaria sintesi degli organi dirigenti, legittimati dalla partecipazione più ampia possibile degli iscritti.

Tuttavia nell’attuale contingenza della pandemia il solo pensare di attivare un congresso apparirebbe demenziale e svincolato dalle concrete necessità delle persone e della platea di riferimento. Peraltro la recente assemblea provinciale, svolta on line, ha rinnovato il mandato e la piena legittimazione del segretario e della segreteria provinciale per elaborare una linea condivisa sulle necessità per Parma e provincia e per affrontare le prossime tornate elettorali amministrative.

In quale direzione credi debba migliorare l’azione politica del PD di Parma?

Per chi continua a credere nell’impegno politico per il bene comune c’è sempre da migliorare ed è questa la cifra del mio agire, anche nella professione. Se dovessi indicare il raggio d’azione per il PD a Parma lo individuerei nell’ascolto delle periferie, in senso geografico e sociale, ricordando che attraverso il Piano periferie del governo di centro sinistra sono arrivate importanti risorse, in una decisa transizione ambientale, in una sintesi condivisa sulle infrastrutture effettivamente necessarie per Parma. Tra queste indico in primo luogo quelle ferroviarie ricercando il miglior collegamento con l’alta velocità attuale ed in prospettiva e completando la Pontremolese, senza lasciare incompiuto nell’ottica di crocevia trasversale sull’asse nord sud un raccordo autostradale che non ha senso solo fino a Trecasali.

Il dialogo tra PD ed Effetto Parma è in corso, un po’ altalenante ma c’è. L’alleanza in vista della prossime comunali di Parma sembra essere ormai acquisita. Qual è la tua opinione al riguardo?

Il dialogo c’è e credo sia necessario, salvo ritenere una autosufficienza del PD che sarebbe in contrasto con ogni recente esempio di affermazione, Regione in primis, con uno schema di campo largo di centrosinistra e civico con chi sa dialogare, pur partendo dal presupposto indefettibile che il Pd a Parma è all’opposizione. Il Pd, che ha raccolto il 32 % alle recenti elezioni regionali in città collocandosi ampiamente quale primo partito, deve avere un ruolo propulsivo e protagonista anche nel ricercare il più ampio consenso comunicando per tempo anzitutto la propria visione complessiva di città con un orizzonte decennale. Poi deve ricercare i migliori interpreti senza preconcetti, uscendo finalmente e definitivamente da contrapposizioni o antagonismi interni che appartengono al passato ed hanno provocato sconfitte e che non capirebbero gli stessi elettori potenziali, posto che Parma ha una vocazione europea, progressista e per buona parte un’anima di centro sinistra.

In questo senso le attuali segreterie cittadina e provinciale credo offrano garanzie per dare risposte.

Ferma restando la sua autonomia, quale credi dovrà esser l’atteggiamento del gruppo consiliare PD da qui alla fine della legislatura?

Non credo sia una questione di atteggiamento più o meno morbido ed in questo senso la domanda è birichina perché sottenderebbe visioni differenti all’interno delle componenti del Pd, mentre obiettivo comune deve essere parlare alla città ed alla parte credo consistente che si riconosce nei valori democratici e progressisti. Il gruppo consiliare è espressione di diverse sensibilità ma sta lavorando molto ed in modo compatto, pur essendo assai ridotto dopo la non entusiasmante esperienza della precedente tornata amministrativa.

Nel restante anno e mezzo credo opportuna una stretta collaborazione con i circoli e la segreteria cittadina per filtrare le necessità di associazioni, terzo settore e quartieri e per fungere da stimolo all’Amministrazione comunale, mantenendo la propria autonomia e valorizzando quel che può far bene per Parma. Non puntigliosità quindi, anche di fronte ad atteggiamenti talvolta fumantini del Sindaco, poiché producono solo polemiche ma non fanno bene a nessuno, ma continuando a spingere sui servizi, sulla scuola e sulla cultura che sono la base per la ripartenza dopo la tragica esperienza che stiamo vivendo e stando vicini alle istanze delle categorie più colpite dalla crisi economica

Cosa chiedi in questo ultimo anno e mezzo all’Amministrazione comunale nel merito delle cose da fare e dei problemi da risolvere?

Che sopra i Portici del Grano si abbia una visione in prospettiva affinché Parma offra opportunità e sviluppo che è quello che serve e che Sindaco e Giunta hanno promesso per il secondo mandato. Che possano velocizzare ancor più la macchina amministrativa, semplificando moduli, certificazioni ed orpelli vari e visto che vi è stato un indubbio risanamento dei conti pubblici dopo i disastri delle amministrazioni di centro destra, al netto dei risibili racconti riabilitativi, che lavori per ridurre la tassazione comunale e le disuguaglianze, che rilanci il commercio ed i quartieri, che aiuti ancor più il volontariato, che agevoli la vocazione pedonale e ciclistica dei parmigiani (ancor più che i monopattini) ed investa sulle fonti energetiche rinnovabili, che sia sempre pronta sul fronte sanitario. In tempi di crisi ed in contingenze come quelle attuali, pur all’interno delle regole non bisogna aver paura di “debito buono” ma investire sul futuro. Su tutti questi punti senso posso assicurare che l’Amministrazione troverà sempre collaborazione.

Andrea Marsiletti