INTERVISTA – Massimo Rutigliano: “Non credo si potrà trovare un sintesi, si facciano le primarie. Aperte anche ai pizzarottiani. In merito ai nomi dei candidati che circolano…”

Noto esponente del centrosinistra di Parma, attento osservatore della città, avvocato, già assessore all’urbanistica, all’ambiente ed alle municipalizzate nella giunta di Stefano Lavagetto… con Massimo Rutigliano (che sorridendo si autodefinisce un “comunista liberale”) facciamo il punto sulla situazione politica locale.

Primarie per la scelta del candidato sindaco di Parma del centrosinistra: sì o no?

Per evitare equivoci chiariamo subito che non sono personalmente interessato perché è mia intenzione svolgere solo ed esclusivamente il mio lavoro.

Le primarie non sono il bene o il male assoluto, dipende dal contesto. A mio avviso sono comunque uno strumento positivo perchè coinvolge tutti coloro che vogliono partecipare alla scelta di un candidato sindaco e consentono di scegliere il candidato nel confronto tra più aspiranti. Possono presentare anche alcuni aspetti negativi perché lasciano delle ruggini, delle divisioni (in particolare negli sconfitti) che vanno rimarginate.

Viviamo in un mondo che è spesso diviso. Sostenere “sì, troviamo insieme la persona migliore che piaccia a tutti” è talvolta un nirvana, un’utopia, perchè le divisioni, le sensibilità diverse e le legittime ambizioni personali ci sono e di esse bisogna prende atto.

Se non si riesce a trovare una sintesi (e nel contesto parmigiano non vedo questa capacità) la soluzione è organizzare una gara sportiva tra amici, anche con idee diverse, ma che competono lealmente presentando la propria visione di città, arricchendola strada facendo col contributo dei cittadini.

Credo poi che il percorso delle primarie debba essere lungo, non breve, proprio perchè quella partecipazione è necessario sia approfondita e anticipata rispetto alla scadenza elettorale ed anche per consentire di superare le eventuali frizioni.

Ovviamente è fondamentale che siano primarie aperte.

Ci sono già dei papabili candidati sindaco nel Pd?

Sento di persone che avrebbero intenzione di candidarsi. Se ci sono è tempo che si facciano avanti e, se non si riuscirà a trovare la sintesi (e dubito che ci si riesca), che dichiarino apertamente che sono disponibili anche al percorso delle primarie. Cinque anni fa l’ho vissuto anch’io in prima persona: c’era chi ambiva a fare il sindaco ma non voleva confrontarsi in un percorso lungo come da me proposto. Si arrivò a decidere e convocare le primarie a dicembre per farle a gennaio. E’ stata una follia, ed è per questo che alla fine non ho partecipato. Le primarie sono un percorso politico, non solo una corsa breve e sincopata, dell’ultimo minuto, per ambire a una poltrona.

Ripeto: bisogna subito sedersi ad un tavolo aperto a tutte le realtà, anche civiche e dell’associazionismo (che sono molteplici e portatrici di valori positivi), per verificare se c’è la possibilità di individuare un candidato unico e se tale possibilità non sussiste è necessario che chi ambisce a correre lo dica subito, a viso aperto, senza nascondimenti; ciascuno dica quelle che sono le proposte per la Parma del futuro e si convochino le primarie, da tenersi al più tardi alla fine dell’autunno di quest’anno per poi lavorare tutti uniti per le elezioni della primavera del 2022.

E’ finito il tempo in cui si entrava in conclave come papa e si usciva come cardinale.

Detto questo, mi tolgo categoricamente da quelli che potrebbero essere i soggetti interessati.

Non pensi che le primarie possano pregiudicare un accordo tra il centrosinistra e l’Amministrazione uscente di Pizzatotti, come auspica il Pd a Bologna?

Penso che la politica debba tornare a essere coinvolgimento e non accordi tra caporali o capitani. Anzi, credo che gli accordi di vertice suscitino il rigetto degli elettori. Dopodichè, quello che pensano a Bologna mi interessa poco, non credo debba essere il must da perseguirsi a tutti i costi.

Se qualcuno dell’Amministrazione Pizzarotti o altri hanno delle ambizioni escano allo scoperto e se vi sono altri aspiranti si avvii il percorso delle primarie.

Quindi non sei contrario a priori a un’alleanza con Pizzarotti?

Sono contrario e sconsiglio gli accordi di vertice. Se una parte dell’elettorato di Pizzarotti vuole partecipare alle primarie non c’è nessun problema. L’importane è che ci sia comunanza di programmi.

E’ un errore continuare a perdere tempo alla ricerca di accordi difficili, anzichè tornare a parlare alle persone. Ricordo che alle scorse regionali hanno portato più voti a Bonaccini le sardine che la lista di Pizzarotti. Vedi, mi sono avvicinato alla politica attratto da Enrico Berlinguer e credo che il rapporto con le persone, anche le più umili, sia necessario, utile, doveroso.

Qui, a furia di pensare ad accordi, alleanze, ecc ecc, si corre il rischio di perdere la vera essenza della politica che è fatta di rapporto con le persone per cercare di migliorare la vita di tutti.

Parliamo dei possibili candidati sindaco del centrosinistra – Effetto Parma che vanno per la maggiore sui giornali e tra gli addetti ai lavori.

Michele Alinovi?

Premesso che nel farmi questa domanda sei un simpatico provocatore (ben sapendo che non mi sono mai sottratto dall’esprimere le mie opinioni, anche se so benissimo che non fanno piacere a Tizio e Caio), ti rispondo.

Alinovi non lo vedo. Basti pensare alla vicenda del Mall, che andava gestita in modo completamente diverso. Non entro nel merito penale, anzi, spero che tutti vengano assolti e credo che lo potranno essere. Ma come si fa ad affrontare una questione così rilevante e delicata senza neanche chiedere un parere legale di un professionista di livello estraneo agli interessi in gioco? Come si può affidare una città a chi si è dimostrato così superficiale su una questione così importante e delicata? Aggiungo (anche se è questione per addetti ai lavori), che ha approvato un Psc che è già è superato dalla normativa… abbiamo speso soldi quando già c’era (e c’è) da fare il Pug.

Meuccio Berselli?

Meuccio è un amico, una persona per bene e validissima. Il problema è che si corre per il Sindaco di Parma ed a Parma lo conoscono in pochi; aggiungo che in tempo di pandemia e di distanziamento sociale non è concretamente possibile riuscire a farlo conoscere alla moltitudine dei parmigiani per acquisirne il consenso. Sarebbe un ottimo vice sindaco-assessore.

Michele Guerra?

Si presenta bene, è una persona garbata. Non vedo però in lui capacità amministrativa. Penso ai tanti errori commessi nelle organizzazioni di eventi, in alcune occasioni è stato fin smentito dai suoi colleghi di giunta (come il caso del parcheggio nelle bassure della Cittadella). Presentarsi bene è una cosa, amministrare altra e, a mio avviso, un sindaco deve saper amministrare.

Cristiano Casa?

Quali sono le iniziative di Casa sul commercio? Ben prima del covid bastava andare in giro per vedere che… è tutto chiuso.

Sulla sicurezza i risultati sono sostanzialmente inesistenti. Concludo con una battuta: se vuol fare il candidato sindaco del centrodestra può farlo. Per me il centrosinistra è ben altra cosa.

Lorenzo Lavagetto?

Lorenzo ha fatto la sua esperienza da consigliere comunale e quindi ha acquisito esperienza amministrativa. Potrebbe essere un buon candidato. Ma deve uscire allo scoperto, deve decidersi. Se ha intenzione di farlo, si muova!

Marco Bosi?

Bosi ha cercato di tappare i buchi di un sindaco inesistente. Però anche lui, come vicesindaco, a mio avviso è risultato sostanzialmente evanescente. Ammetto di non aver mai avvertito la presenza di un vicesindaco in questa città. Sarà colpa della mia disattenzione? Non posso escluderlo!

Tassi Carboni?

In questi 4 anni cosa ha fatto? Cosa ha proposto? Un Sindaco è, dovrebbe essere, altra cosa.

Ho accettato la tua provocazione come fosse un gioco ma ci tengo a precisare che nei confronti di quasi tutti i nominati nutro personale simpatia; le mie sono solo valutazioni politiche non sulle persone, tanto più che con diverse di esse ho buoni rapporti personali.

E’ però mia convinzione che, nel bene e nel male, le considerazioni politiche debbano prescindere dai rapporti personali. Le persone intelligenti lo capiscono.

Aggiungo che, purtroppo, tra i nomi che hai fatto manca quello di una donna. Vedremo se qualcuna vorrà essere della partita. Me lo auguro. Sarebbe un segnale positivo.

Andrea Marsiletti