INTERVISTA – Michele Vanolli (Pd): “Qualora tecnicamente fattibili, ben vengano le primarie online se allargano la partecipazione, ma c’è poco tempo. Ottimo fin qui il lavoro dell’Amministrazione Guerra”

Lombatti
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Michele Vanolli è il segretario cittadino del Pd di Parma.

Lo abbiamo intervistato sui principali temi di attualità politica, in particolare sulle primarie nazionali che vedono in corsa Bonaccini, Schlein, De Micheli e Cuperlo.

Qual è la tua personale opinione sulla richiesta di Elly Schlein di consentire il voto online alle primarie nazionali del Pd?

Uno dei lasciti – in questo caso positivo – della pandemia è la diffusione dei mezzi tecnologici che permettono il lavoro e le riunioni da remoto.

Dal 2020 praticamente ogni assemblea si svolge in modalità “mista”, sia in presenza che da remoto.

Tutto ciò per dire che, se ci sono le possibilità tecniche per consentire un voto sicuro online, credo si debba favorire ogni strumento che garantisca la massima partecipazione. Certo, penso che sia complicato in così poco tempo ma, a ogni modo, deciderà l’ente preposto cioè la direzione nazionale, evitiamo che il nostro congresso diventi soltanto un dibattito sulle “procedure”.


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Come vedi, fin qui, la campagna elettorale delle primarie?

Di fatto il dibattito deve ancora entrare nel vivo e spero che i candidati lo facciano presto.

Fammi dire che sono tra coloro i quali pensano che questo congresso dovesse svolgersi in modo differente. Invece, la sovrapposizione tra la scelta del nome del segretario e il dibattito sui temi, ha sacrificato il secondo in favore del primo. Si è obiettato che i tempi sarebbero stati troppo lunghi, senza tenere conto che il nostro orizzonte deve essere quello dei prossimi anni, non inseguire la polemica del giorno contro il Governo.

Serviva, a mio avviso, un dibattito strutturato in modo differente, in grado di aggiornare il “codice sorgente” del PD che negli ultimi anni è rimasto immutato mentre l’Italia e il mondo intero sono profondamente cambiati. Si pensi, per esempio, al ruolo dello Stato: quando è nato il PD eravamo nell’era del dominio del privato, adesso invece da più parti si chiede un ritorno dell’intervento pubblico, come, ad esempio, il PNRR. Inoltre pensiamo a quanto sono cresciute le istanze, presenti trasversalmente nella società, sulla sostenibilità ambientale, sui diritti civili, sul lavoro c.d. povero ecc… e per non parlare della crisi della democrazia, che gli eventi in Brasile in questi giorni ci ricordano.

Insomma, c’è una grande riflessione in corso sul modello di sviluppo attuale e su quello futuro, io penso che un partito come il PD non possa restarne fuori ma anzi dovrebbe immergervisi totalmente, senza per questo snaturarsi e diventare “movimentista”.

Hai deciso chi appoggerai tra Bonaccini e Schlein?

E perchè non De Micheli o Cuperlo?

Comunque sto ancora riflettendo su chi votare al congresso e la mia riflessione, ovviamente, è basata su quanto ho detto sopra.




Quale voto (con motivazioni) daresti a questi primi 6 mesi dell’amministrazione Guerra?

Non do voti, non avendo alcun titolo per farlo. Da cittadino, osservatore ed esponente politico, rilevo l’ottimo lavoro, nonostante il necessario “assestamento” dei primi mesi, da parte di tutta l’amministrazione e di tutta la maggioranza.

Non sono mai stato un teorico della “discontinuità” perché mi pareva ovvio che, cambiando gli attori in campo e l’equilibrio politico della maggioranza, sarebbe stato fisiologico il cambio di visione e di approccio.

Mi pare che l’amministrazione abbia le idee chiare sul futuro e sui “dossier” principali della città, del resto già in campagna elettorale si era scelto di dire parole chiare sui temi più sensibili e divisivi. Penso che si debba proseguire su questa strada, attuando progressivamente il programma elettorale della coalizione.

Andrea Marsiletti

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