Pizzarotti candidato in Parlamento. Ma in quale collegio? (di Andrea Marsiletti)

Lombatti

Partiamo. Impegniamoci in prima persona. Si sta parlando tanto di una “lista civica nazionale” che impegni sindaci, amministratori locali, associazioni e promotori dei più vivaci e liberi progetti del territorio. È il momento di farla davvero.

Con queste parole Federico Pizzarotti ha annunciato la fondazione del suo nuovo movimento in vista delle elezioni politiche del 25 settembre.

E’ la stessa identica formula, quella del “partito dei sindaci”, che usò nel 2017 per il progetto (mai decollato) del partito di “Italia in Comune”.

Che Pizzarotti sarà candidato in Parlamento appare certo, a giudicare dal suo attivismo e dalle notizie sui giornali.

Del resto il segretario nazionale del Pd Enrico Letta ha più volte esternato apprezzamento nei suoi confronti e la volontà di coinvolgerlo nelle elezioni. Ed è giusto che Letta punti su Pizzarotti, non tanto per la quantità indefinita di voti che porterà alla causa del centrosinistra in dote da Parma, ma perchè, a maggior ragione nel nuovo scenario di contrapposizione con il M5S, potrebbe essere un utile testimonial da esibire sui media nazionali, il simbolo del primo sindaco del M5S e del primo big che da quel movimento è uscito avendone compreso i limiti prima di tutti gli altri.

Dove si candiderà Pizzarotti per riuscire a essere eletto non è noto al momento.

Punterà sulla quota proporzionale nella Lista Civica Nazionale? Leggendo i nomi degli aderenti a oggi, è ottimistico pensare che quella lista supererà la soglia del 3%.

Allora su un collegio uninominale, concordato con Letta. In prima battuta potrebbe essere il collegio della Camera di Parma e provincia, che però è battezzato “a rischio” da tutti i sondaggi tanto per il centrosinistra quanto per il centrodestra.



C’è poi da capire se il Pd di Parma voterà alle politiche Pizzarotti con la stessa compattezza con cui ha votato Guerra alle comunali (leggi).

Di certo non con la stessa convinzione, ma per un elettore malpancista di centrosinistra non votarlo significa di fatto favorire Meloni-Salvini-Berlusconi. Un’alternativa per loro molto dura da digerire che non saprei dire in quanti sceglieranno. “Se vuoi l’arcobaleno, devi far passare la pioggia” dicevano.

Credo che Pizzarotti, proprio per il ruolo anti-M5S che eserciterà in campagna elettorale e comunque per aver messo sulla scheda una lista nazionale in coalizione, chiederà un collegio più sicuro di quello di Parma.

Per quanto ambitissimi siano i pochissimi collegi sicuri per il centrosinistra.

Andrea Marsiletti