Raggiro dell’incidente a un familiare: arrestato finto maresciallo che ha truffato una donna a San Secondo

SMA MODENA

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Parma, concordando pienamente con le risultanze investigative prodotte dai Carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia Carabinieri di Fidenza e della Stazione Carabinieri di S. Secondo Parmense, ha chiesto ed ottenuto dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale, una misura cautelare personale degli arresti domiciliari a carico di un soggetto, classe 1998, gravemente indiziato del delitto di truffa aggravata.

L’articolata attività investigativa -avviata dai Carabinieri di S. Secondo P.se, in piena sinergia con la Procura della Repubblica di Parma- ha preso le mosse dalla truffa c.d. del “finto carabiniere” patita in data 07.11.2024 da una quasi ottantenne residente a S. Secondo P.se.

Un’indagine serrata, ricca di riscontri tecnici e investigativi, che ha consentito agli investigatori di risolvere in tempi rapidi un caso che aveva destato preoccupazione sociale, assicurando così alla Giustizia quello che al momento si ritiene essere il presunto autore dei fatti in disamina.

Il modus operandi è sempre lo stesso: una telefonata in cui un sedicente esponente delle forze dell’ordine racconta di un incidente accaduto a un familiare e la richiesta pressante di denaro per togliere il proprio caro dai guai. Nel fatto di specie, una donna, quasi ottantenne, ha ricevuto una chiamata da un finto maresciallo dei Carabinieri che le ha intimato di consegnare al “collega” che di lì a poco sarebbe andato a casa sua almeno 5.000 Euro in contanti o in alternativa dei “preziosi”.

Denaro che sarebbe servito per togliere dai guai la figlia che, secondo il racconto del finto maresciallo, aveva provocato un brutto incidente, con feriti gravi. La donna si è fatta convincere e ha consegnato al falso maresciallo 900 Euro in contanti e diversi monili in oro. Poco dopo che l’uomo se ne era andato l’amara scoperta. L’anziana si è resa conto di essere stata truffata e così ha denunciato i fatti accaduti ai Carabinieri della stazione di S. Secondo P.se che hanno avviato le indagini.

La vittima fin da subito ha fornito importanti elementi investigativi, come ad esempio una dettagliata descrizione dell’uomo al quale aveva consegnato soldi e preziosi e soprattutto l’autovettura con la quale si era allontanato.

I Carabinieri intervenuti sul posto hanno concentrato fin da subito l’attenzione investigativa sull’attività di analisi dei filmati estrapolati dai sistemi di videosorveglianza collocati nei pressi dell’evento predatorio. Le immagini, registrate dalle telecamere pubbliche presenti nei comuni della bassa, fornite nell’immediatezza dal personale della Polizia Locale delle Terre del Basso Taro, hanno permesso di acquisire fin da subito tutta una serie di elementi propedeutici all’identificazione dell’odierno indagato.

Una volta individuato il mezzo utilizzato per gli spostamenti, i Carabinieri hanno ricostruito tutti i movimenti effettuati dopo il colpo, documentando la presenza dell’odierno indagato all’interno di alcuni bar tabacchi ubicati sia nella “bassa” che in Parma, dove l’uomo ha effettuato alcune operazioni di “ricarica”, di carte prepagate, lasciando dietro di se tracce indelebili della sua identità.

Il raffronto tra la foto dell’indagato e alcuni fermi immagine ritraenti il soggetto autore della truffa, estrapolati dai sistemi di videosorveglianza presenti nei luoghi limitrofi ai fatti, ha dato piena corrispondenza, ed il tutto è risultato confortato dalla individuazione fotografica effettuata dalla vittima, a seguito della quale la donna ha riconosciuto nell’odierno indagato colui al quale aveva consegnato denaro e gioielli.

Sviluppata l’attività investigativa, le risultanze hanno permesso di acquisire un quadro indiziario grave nei confronti del 26enne.

All’esito degli accertamenti, a richiesta della Procura, il GIP di Parma ha emesso una misura cautelare personale degli arresti domiciliari, in esecuzione della quale i Carabinieri di Fidenza e S. Secondo P.se hanno rintracciato il 26enne all’interno di una abitazione nella provincia di Napoli, dichiarandolo in stato di arresto.

Ovviamente – nel rispetto del principio della presunzione di innocenza – l’indagato in questione avrà modo di esporre al GIP le proprie posizioni a fronte delle accuse che gli sono state mosse.

Il Procuratore della Repubblica dott. Alfonso D’Avino