Se Calenda puntasse su Dario Costi nel collegio uninominale della Camera di Parma… (di Andrea Marsiletti)

Lombatti

Cerchiamo inquadrare con qualche stima scientifica e valutazione numerica chi, ai blocchi di partenza, dovrebbe vincere i collegi di Parma alle elezioni politiche del 25 settembre.

Per farlo ci avvarremo dell’approfondita analisi compiuta dalla società Piave esperta in flussi e previsioni elettorali.

Si premette la “nota metodologica”: “la mappatura dei collegi uninominali dell’Emilia Romagna è stata realizzata da Piave a partire dai risultati elettorali degli ultimi cinque anni – politiche 2018, europee 2019, regionali 2020 – e alla luce degli ultimi sondaggi“.

NO VOTO DISGIUNTO

Alle elezioni politiche non è possibile il voto disgiunto, ovvero votare in modo diverso per il collegio uninominale e per la quota proporzionale. Il voto d’appartenenza tende quindi a prevalere.

COLLEGIO SENATO

Il collegio senatoriale comprende le province di Piacenza, Parma e Reggio Emilia. Qui non dovrebbe esserci partita: centrosinistra 38,4%, centrodestra 48,9%. La differenza di 10,5% (45.556 voti) è da considerarsi incolmabile.

COLLEGIO CAMERA

Il collegio della Camera racchiude la provincia di Parma (con l’eccezione dei Comuni di Busseto, Fidenza, Fontanellato, Pellegrino Parmense, Polesine Zibello, Roccabianca, Salsomaggiore Terme e Soragna) e i Comuni reggiani di Brescello e Boretto. Gli aventi diritto al voto sono per la metà residenti in città.

Piave attribuisce 78.974 voti (40,6%) al centrosinistra e 90.240 voti (46,4%) al centrodestra, con una differenza di 11.265 (5,8%).

Alla Camera la situazione appare difficile per il centrosinistra, non compromessa.

CANDIDATURE DI CENTROSINISTRA: IPOTESI PD E AZIONE

Se il collegio “Parma Camera” toccherà al PD, oggi i nomi accreditati per la candidatura all’uninonimale sono il segretario provinciale Filippo Fritelli, il segretario cittadino Michele Vanolli, il vicesegretario provinciale Beppe Negri, l’assessora regionale Barbara Lori, ciascuno con le proprie peculiarità sulle quali vale la pena tornare.

L’ex sindaco Federico Pizzarotti, in quanto leader di partito (“Lista civica nazionale”), non dovrebbe essere candidato all’uninominale al pari di Di Maio, Fratoianni, Bonelli, così come previsto dall’accordo Letta-Calenda, e potrebbe spuntare un seggio al proporzionale nella lista del Pd in qualche parte d’Italia.

Se invece a Roma decidessero che “Parma Camera” sarà uno dei collegi all’interno della quota del 30% che spetta ad AZIONE, così come concordato nei giorni scorsi da Letta e Calenda, il candidato potrebbe essere il civico Dario Costi (leggi anche: Dario Costi, la tigre è ancora viva!). 

Come noto nel 2022 Costi, che cinque anni fa partecipò alle primarie del centrosinistra, si è presentato come candidato sindaco di Parma per Azione, Civiltà Parmigiana e altri gruppi civici ottenendo il risultato eccellente (forse anche clamoroso) del 13,5% (pari a 9.944 voti).

L’Istituto Cattaneo ha determinato che i voti ottenuti da Costi al primo turno sono molto trasversali, tanto che al ballottaggio sono andati per il 31% al centrodestra (Vignali), 38% al centrosinistra (Guerra), 31% non voto.

Grazie alla campagna elettorale Costi è oggi molto conosciuto in città.

Per vincere il collegio della Camera di Parma, 5.632 elettori di centrodestra devono essere convinti dal candidato a scegliere il centrosinistra.

Se Costi riuscisse a confermare i voti raccolti due mesi fa come candidato sindaco per la sua candidatura in Parlamento, sottrarrebbe 3.082 voti al centrodestra, li porterebbe al centrosinistra insieme ad altrettanti dal non voto, di fatto riducendo, con i soli voti in città, il distacco nel collegio da 11.265 voti a 2018 (87.157 voti per il cdx e 85.139 per il csx).

Potrebbe riaprire la partita.

Nei prossimi giorni, sui tavoli romani più che su quelli parmigiani (come per tutti i partiti), si deciderà.

Andrea Marsiletti

PS: una sola raccomandazione per Costi, basta, ti prego, con quelle scarpe da ginnastica! Non se ne può davvero più! So che anche Calenda è d’accordo con me.