“Uccideteli tutti quelli del Pd di Parma, Dio riconoscerà i suoi”. Mi dissocio dall’Abate Amaury

Quando sembra che abbia toccato il fondo e che ormai non ci sia più nulla da dire o da scrivere, il Pd di Parma riesce sempre ad avere un colpo d’ali e ad aggiungere un altro tassello alla sua parabola ingloriosa.

Ieri la segreteria regionale ha compiuto il gesto estremo, di quando ormai si sono perse tutte le speranze, e ha commissariato il partito.

In queste settimane è facile sparare contro quelli del Pd. C’è solo l’imbarazzo della scelta nell’additare gli errori delle ultime comunali (leggi: Centrosinistra di Parma: tutte le mosse di un suicidio perfetto), di personaggi antipatici, perdenti (leggi: La maledizione del perdente) e invisi alla città ne ha molti (e purtroppo sono stati quelli che, più di altri, hanno gestito le scelte e la campagna elettorale di Scarpa), ma siamo sicuri che sia proprio tutto da buttare?

Io penso di no. E per questo credo sarebbe sbagliato assumere lo stesso atteggiamento dell’abate Arnaud Amaury che nel 1200 ricevette da Papa Innocenzo III l’incarico di reprimere l’eresia catara durante la crociata contro gli Albigesi: a un soldato che gli chiedeva come poter distinguere nell’azione gli eretici dagli altri, l’Abate rispose “Uccideteli tutti, Dio riconoscerà i suoi“.

No, sarebbe un errore buttare il bambino con l’acqua sporca. Nel Pd di Parma ci sono tante persone di valore.

Il primo che mi viene in mente è Giorgio Pagliari che si è rivelato il migliore parlamentare di Parma quantomeno degli ultimi trent’anni, non solo perchè è il più produttivo tra i Senatori e i Deputati italiani stando alle rivelazioni di OpenPolis e per la credibilità che ha saputo conquistarsi a Roma che lo ha portato ad essere scelto come relatore di importanti Riforme nazionali, ma anche per gli importanti risultati ottenuti per la nostra città. Cito, a mero titolo di esempio, il finanziamento importantissimo (mai ottenuto prima) del Festival Verdi di un milione di euro ogni anno e il finanziamento della Scuola Europea.

Ma tutta la compagine parlamentare di Parma ha lavorato bene. Patrizia Maestri e Giuseppe Romanini si sono dimostrate persone capaci, presenti, disponibili.

Il nuovo gruppo consiliare mi pare abbia le competenze per bene operare in questi cinque anni e un capogruppo come Lorenzo Lavagetto con le caratteristiche giuste per essere all’altezza del ruolo e spendibile per il futuro.

Poi c’è Dario Costi, che, col senno di poi, è il grande rammarico di queste comunali, ma sicuramente sarà il futuro.

Se usciamo dalla città, sono tanti sindaci che bene operano sul territorio. Penso a Nicola Cesari, Andrea Censi, Andrea Massari, Paolo Bianchi, Filippo Fritelli, Carlo Berni, Alessandro Fadda, Diego Rossi, Francesco Trivelloni, Claudio Moretti, Giuseppe Delsante… mi fermo per motivi di spazio.

Quello che oggi manca al PD sono i giovani. Quei pochi che frequentano i suoi circoli fanno politica in modo più vecchio della vecchia guardia.

E poi c’è sempre in giro l’erba grama… che ritrae per poi insinuarsi di nuovo, pericolosissima, perchè è quella che non muore mai. E la maledizione continua…

Andrea Marsiletti