Salsomaggiore, Fritelli: “No agli apparentamenti”

“Proseguire nella doverosa e corretta opera di ascolto e di dialogo verso i cittadini, con ancor maggiore sensibilità verso coloro che al primo turno elettorale non ci hanno concesso la loro preferenza, per dimostrare a tutti i cittadini salsesi che con noi nessuno di loro sarà escluso”: è la finalità dichiarata da Filippo Fritelli, attualmente in corsa alla carica di Sindaco per Salsomaggiore Terme, obiettivo verso cui lui e la sua squadra stanno focalizzando tutto il massimo impegno in questi ultimi giorni che li separano dal ballottaggio, senza tralasciare di portare avanti le idee e le proposte di progetto contenute nel programma sostenute dal Partito Democratico e dalla lista civica SìAmo Salso.

“Nelle scorse settimane abbiamo affrontato la campagna elettorale mettendo la squadra davanti ai simboli – tiene a sottolineare Marco Taccagni, segretario del PD di Salsomaggiore e Tabiano Terme e candidato al consiglio comunale – consci di come l’equazione che omogenizzi il contesto locale alla situazione nazionale non si adattasse ad una cittadina come Salsomaggiore: perché nei comuni le idee viaggiano con le gambe delle persone.

Poi una secca replica ad Anna Volpicelli sulla sua analisi percentuale in merito all’esito del voto del primo turno, in cui la candidata sindaco del centrodestra si appella alla scarsa affluenza sminuendo il risultato di Fritelli e della sua squadra: “Precisiamo di aver il massimo rispetto per la signora Volpicelli, ma non temiamo né lei, né la sua coalizione – osserva Taccagni –, poiché basta leggere i dati dei dieci candidati più votati al primo turno: otto sostengono Fritelli e crediamo non sia un caso perché se si decide di mantenere il nome del proprio leader nazionale sul simbolo al posto di quello del proprio candidato sindaco si svilisce la visione reale di Salso, che è fatta di progetti e non di slogan”.

Fritelli chiude infine con una importante osservazione: “Gli apparentamenti tecnici formali rispondono ad una vecchia politica e a dei meri tatticismi che non ci riguardano: noi intendiamo parlare con le persone, con tutte le persone, soprattutto quelle che non ci hanno concesso la loro preferenza al primo turno, nel rispetto di quel principio di inclusione che può apportare all’interno della nostra proposta amministrativa anche bisogni e istanze di coloro che vorranno concederci la loro fiducia al ballottaggio”.