WWF: “Al Baganza serve più spazio e non più insediamenti”

Gli interventi sul Baganza continuano a riscuotere l’interesse dell’opinione pubblica a Parma e incontri come quello organizzato dal Comitato Alluvionati lo scorso venerdì 1 aprile sono occasioni importanti di confronto sulla gestione degli ambienti fluviali, che sarebbe utile estendere anche ad altri corsi d’acqua, a partire dal torrente Parma.

Nello specifico di quanto emerso nell’incontro, il WWF conferma il giudizio già espresso sugli interventi nel tratto urbano. Per l’associazione ambientalista si tratta di modifiche che, per quanto difformi con quanto previsto dall’Autorità di Bacino per il resto dell’asta fluviale, sono giustificate dalla situazione di pericolosità dopo decenni di pianificazione urbanistica sbagliata.

Infatti, mentre a monte della tangenziale di Parma sarà necessario ridurre la velocità della corrente, allargare il letto del Baganza e renderlo più naturale con rami secondari, isolotti, pozzi e altri elementi tipici del torrente, consentire l’apporto di sedimenti, mantenere la vegetazione che svolge una funzione positiva per il rallentamento della corrente, il consolidamento delle sponde e l’intercettazione di materiale trasportato dalle acque, nel tratto urbano la mancanza di spazio giustifica, in attesa delle casse d’espansione e altri interventi a monte, la scelta di dare una forma più regolare alla sezione, di ridurre la vegetazione spondale e di aumentare la velocità.

Restano tuttavia due aspetti fondamentali sui quali a un anno e mezzo dall’alluvione è necessario dare risposte chiare: la necessità di una riqualificazione complessiva ed integrata di tutto il bacino del Baganza, che dovrebbe essere contestuale al progetto di cassa d’espansione, e la soluzione dei problemi di cattiva gestione del corso d’acqua nel tratto urbano, che non può basarsi sulla sommatoria di risposte ad esigenza individuali, ma su una riqualificazione e un recupero delle fasce fluviali, per una maggiore sicurezza del territorio.

La presenza di due insediamenti produttivi in golena, così come delle varie forme di occupazione abusiva delle fasce fluviali, è un problema che va risolto quanto prima, anziché essere consolidato con un’ulteriore canalizzazione del torrente, come invece qualcuno ancora chiede.

WWF Parma