Liberi e Uguali risponde alle 6 domande di Pizzarotti

Liberi e Uguali risponde alle domande poste del sindaco Pizzarotti con una lettera aperta a tutti i candidati:

1) Infrastrutture: siete concordi nel ritenere essenziali per Parma il nuovo progetto cargo relativo all’aeroporto Verdi, il raddoppio della Pontremolese, la messa in sicurezza della Massese attraverso nuovi fondi statali e la sua statalizzazione, l’aumento del numero di fermate dell’Alta Velocità presso la stazione? Una volta eletti, siete disponibili ad aprire immediatamente un dialogo su queste tematiche?

Noi pensiamo che occorra rilanciare con forza il progetto del raddoppio della Pontremolese, opera che migliora la logistica, l’ambiente e il trasporto locale.

Condividiamo anche l’ammodernamento della Massese e la richiesta di più fermate dell’Alta Velocità nella nostra stazione, senza trascurare che servirebbe anzitutto potenziare e migliorare qualitativamente le corse ferroviarie per pendolari, studenti e lavoratori.

La viabilità provinciale deve poter contare su risorse sufficienti per la manutenzione ordinaria e straordinaria, anche in relazione ad interventi che migliorino l’assetto idrogeologico del territorio.

Il progetto cargo dell’aeroporto Verdi potrebbe essere la soluzione per garantirne il futuro; ma oltre gli annunci e le suggestioni va verificata la fattibilità economica, l’impatto sul territorio e la condivisione in un ambito territoriale più ampio della provincia di Parma.

Non dimentichiamo, inoltre, che Parma Capitale della Cultura 2020 richiederà la valutazione e la definizione di un piano funzionale al prevedibile aumento degli accessi per turismo in termini di voli da e per l’aeroporto.

Infine siamo noi a rivolgere un quesito al sindaco: cosa pensa di dire e fare sulla Ti.Bre oltre il primo lotto?

Noi riteniamo che l’alternativa ferroviaria sia più sensata, avanzata, ecologica ed efficiente.

2) Sicurezza: la città chiede da tempo più agenti di polizia sul territorio, oltre a leggi più efficaci e pene certe. Una volta eletti, prenderete l’impegno di richiedere al ministro dell’Interno più investimenti sulla sicurezza e un aumento di organico della polizia di stato?

Il popolo italiano non è interessato alle pene severe in quanto tali, il popolo italiano vuole semmai delle pene efficienti: chi viene “pizzicato” non deve più fare danni in futuro.

Non c’è contraddizione tra certezza della pena e rieducazione: le due cose si completano.

Non vogliamo né maggiore severità a prescindere, né più “buonismo” a prescindere; vogliamo un sistema che permetta a chi ha subito una rapina – o qualsiasi altro reato – di non subirne un’altra. Un sistema morbido se possibile, severo ove necessario.

Il tema di fondo non è “più poliziotti” ma più riqualificazione sociale, civile e culturale nei nostri quartieri disagiati e nelle periferie.

Sicurezza non è criminalizzare la povertà – come fanno i decreti Minniti-Orlando – bensì sicurezza per tutte e tutti: di potersi curare, di trovare un posto al nido pubblico per i propri figli, di avere una casa con un affitto sostenibile e non deciso soltanto dal mercato, di non essere licenziati ingiustamente, di avere una pensione dignitosa.

Abbiamo inoltre apprezzato la sollecitazione del sindaco nei confronti del ministro Orlando sul sovraffollamento del carcere di Parma; la situazione va affrontata di petto e risolta, per la serenità e la qualità della vita dei detenuti e dei lavoratori che vi prestano servizio.

3) Federalismo fiscale: riteniamo che le imposte che i parmigiani pagano al Comune di Parma debbano rimanere sul territorio in forma di servizi al cittadino, più di quanto non avvenga ora. Le risorse del territorio, per noi, devono rimanere sul territorio. La pensate esattamente allo stesso modo? Ci sarà dialogo tra di noi su questo tema?

Il dialogo è sempre possibile, su qualunque tema.

Sulla questione specifica si tratta di capire bene di cosa si stia parlando.

Le imposte di competenza comunale rimangono infatti al Comune, al netto di quelle destinate al FSC, comunque non irrilevanti.
Se è di queste ultime che si sta parlando, noi riteniamo che sia corretto sostenere che il FSC dovrebbe essere alimentato con risorse statali, perché la garanzia di livelli essenziali di servizi in tutto il territorio nazionale deve essere responsabilità dello Stato e non affidata alla solidarietà dei Comuni.

Se invece ci si riferisse ad una maggiore autonomia impositiva degli EELL, e quindi ad una diversa distribuzione del carico fiscale tra centro e periferia, noi saremmo d’accordo, ma a condizione di non mettere a repentaglio il livello dei servizi nelle aree più povere del paese, nè la capacità dello Stato di continuare a svolgere adeguatamente il proprio ruolo.

Serve tuttavia una riarticolazione delle funzioni e delle competenze che valorizzi l’autonomia comunale, anche a livello fiscale.

4) Ambiente: chi verrà eletto dovrà prendersi un impegno chiaro, mettere al centro dell’agenda una politica più severa e incisiva – normata e valida per tutte le Regioni – sull’applicazione di nuove norme a tutela della qualità dell’aria e preventiva contro i dissesti idrogeologici. Sarà anche una vostra priorità? Priorità anche al mondo agricolo e ai piccoli imprenditori: favorevoli alla ripartenza dei lavori della diga di Vetto? Prenderete l’impegno di discuterne presso il ministero di competenza?

Viviamo in una delle zone più inquinate d’Europa e dunque il tema della qualità dell’aria è urgente, da affrontare con cure drastiche.

Bisogna che la politica prenda parola, imposti l’acceleratore delle idee e guardi al futuro con coraggio, per esempio ai modelli disincentivanti la mobilità privata del Nord Europa.

Non basta qualche domenica senza macchine, occorre reinventare l’urbanistica che deve diventare un sapere e una pratica di utilità sociale anziché essere al servizio della rendita.

Sui temi al centro della domanda il nostro programma è molto preciso, esso prevede un Green New Deal che apra la strada alla riconversione ecologica dell’economia, intervenendo prioritariamente su: messa in sicurezza del territorio, delle scuole, degli ospedali, degli edifici pubblici e delle abitazioni; energie alternative, risorse idriche, istruzione, sanità, trasporto pubblico, cultura, tecnologie dell’informazione e della comunicazione, ricerca. Sono questi tutti investimenti ad alto moltiplicatore, cioè in grado di generare una crescita economica, e quindi una occupazione, molto più elevata rispetto agli sgravi fiscali o ai trasferimenti monetari.

Riguardo all’annosa questione della diga di Vetto, invece, occorre tutelare con equilibrio le esigenze umane e degli agricoltori con il rispetto dell’ecosistema della Val D’Enza; no alle logiche invasive e impattanti, si ai piccoli interventi.

5) Inclusione: chiediamo l’aumento del fondo per la non autosufficienza a sostegno di persone con disabilità e anziani; più investimenti sulla seconda accoglienza e il potenziamento del progetto Sprar. Una volta eletti, siete disponibili ad aprire un dialogo su queste tematiche?

Siamo ovviamente favorevoli a maggiori fondi per i disabili e gli anziani: si può dire che tutto il nostro programma è pensato per aiutare chi è in difficoltà.

Su migranti, rifugiati e accoglienza, le azioni legislative da avviare a monte per intervenire sulla materia sono: l’abolizione della legge Bossi-Fini; l’introduzione di un permesso di ricerca lavoro; l’attivazione di meccanismi d’ingresso regolari comprendenti, nel frattempo, canali umanitari e missioni di salvataggio; la promozione di un unico sistema di asilo europeo che superi il criterio del paese di primo accesso; la costruzione di un sistema di accoglienza rigoroso, diffuso e integrato sulla base sul modello SPRAR; l’approvazione dello Ius Soli.

L’integrazione culturale è fondamentale: quindi più insegnanti di italiano e mediatori, la tutela delle differenze e il dialogo tra culture resta un principio irrinunciabile in un quadro di rispetto dei valori della nostra Repubblica.

6) Una proposta a vostra scelta, concreta che pensate possa essere prioritaria per Parma.
La proposta concreta che riteniamo prioritaria per Parma è quella che investe l’ambito delle nostre produzioni tipiche (in particolare dei salumi) che vedono l’infiltrazione di illegalità diffusa nei territori emiliani, compreso il nostro.

Urge pertanto promuovere l’istituzione di una certificazione etica per tutte le forniture di materie prime e di semilavorati che afferiscono ai salumifici della provincia, a tutela dei nostri marchi e dei lavoratori che, soprattutto nei distretti della lavorazione delle carni suine, si trovano a prestare la loro opera in condizioni di irregolarità conclamata e di sfruttamento.

La stessa attenzione va dedicata allo sviluppo delle produzioni biologiche e sostenibili che, perseguendo la salute delle persone, degli animali, della terra, dell’acqua e dell’aria, valorizzino il lavoro e le filiere di qualità, soprattutto nelle aree interne (vedi il nostro Appennino) che sono a rischio di abbandono e spopolamento.

Parma, Capitale italiana della cultura 2020 e Città creativa per la gastronomia per l’Unesco, ne trarrebbe sicuramente vantaggio.

Firmato dai candidati: Giovanni Paglia, Maria Cecilia Guerra, Alessandro Grossi, Roberto Bernardini, Gabriella Meo, Livia Ludovico, Santina Camisani