FI: “Manca una visione complessiva in tema di trasporti”

“L’aumento di capitale sottoscritto dai soci dell’Aeroporto di Parma è sicuramente positivo ma prima di unirci all’entusiasmo diffuso vorremmo vedere cosa concretamente si farà per il rilancio del nostro scalo”.

Lo scrivono in una nota Francesca Gambarini e Elisabetta Isi, rispettivamente commissario provinciale e comunale di Forza Italia.

“Ad oggi ci sono due dati che ci preoccupano: il continuo calo dei passeggeri del Verdi, mentre tutti gli altri aeroporti stanno aumentando il traffico e il fatto che tra 18 mesi l’aeroporto di Bologna potrebbe acquistare quote dell’aeroporto di Parma – sottolineano -. Quest’ultimo fatto dovrebbe stimolare imprenditori e industriali parmensi a contribuire maggiormente per evitare appunto l’interferenza di altri soggetti estranei a Parma. Non vorremmo che il Verdi fosse destinato a diventare una succursale dell’aeroporto di Bologna e, magari, a diventare soltanto uno scalo merci e per di più anche di secondaria importanza. Bisogna guardare in faccia alle realtà: bene la collaborazione con Bologna ma solo se si tratta di mettere in comune il know how. Ci auguriamo che, anche in vista di Parma2020, evento tanto importante di cui tutti si riempiono la bocca, vengano attivate tratte utili a portare turisti e visitatori di vario tipo a Parma e che colleghino la nostra città con mete importanti.

Ci piacerebbe che il sindaco Pizzarotti si battesse per questo ma invece sta in silenzio, attento a non infastidire Bonaccini e il Pd emiliano di cui cerca il sostegno per arrivare a poltrone più comode e meglio remunerate”. “In tema di trasporti – concludono Gambarini e Isi – manca a Parma una visione complessiva che porti ad integrare in un tutt’uno complessivo la risposta alla domanda. Il potenziamento dell’aeroporto andava sostenuto già anni fa dall’amministrazione Pizzarotti e di pari passo andava proposto lo studio di una fermata alta velocità alle Fiere. La crescita del nostro comprensorio avrebbe, inoltre, forti benefici da un treno “Italo” che andasse quanto meno ad integrare la purtroppo misera offerta della stazione. Siamo in colpevole ritardo ma ancora in tempo per colmare questa grave lacuna”.