Parma 2020: RadiorEvolution incontra Simone Verde e Luigi Allegri

Con il secondo e ultimo speciale si conclude la prima stagione di Quasi Parmigiani. Il programma di RadiorEvolution vi dà appuntamento alla prossima ricchissima stagione, come sempre in compagnia dei due quasi parmigiani Andrea Coppola e Fabio Manis.

Si chiude con una puntata dedicata ad un importante evento quale ‘Parma 2020’, ovvero Parma capitale italiana della cultura 2020. Ospiti il professore onorario dell’Università di Parma Luigi Allegri e il gradito ritorno del direttore del complesso monumentale della Pilotta, Simone Verde.

Cosa ci si aspetta da questo evento? “Parma 2020 è sicuramente una grandissima occasione. Parma è di per sé una città di cultura, ed essere qualificata come capitale italiana della cultura le da un ulteriore slancio in questa prospettiva. Credo sarà una grande occasione anche per i soggetti e per le istituzioni che abitano nella città e che avranno occasione di fare di più”, dice il prof. Allegri.

“E’ senz’altro un’occasione unica e molto importante per la città. Bisogna però stare molto attenti perché queste manifestazioni possono essere positive ma anche molto scivolose”, puntualizza Verde. “Se la città si propone a livello nazionale con un’immagine sbagliata e attrae un turismo sbagliato rischia poi di doverne pagare i costi”.

A chi sostiene che la nomina di ‘Capitale italiana della cultura’ sia quasi un’operazione di marketing, anche in virtù dei pochi fondi (soprattutto se confrontati con quelli elargiti per la Capitale europea della cultura Matera) messi a disposizione, il prof Allegri risponde così: “La cosa importante è che quei fondi vengano utilizzati bene e mettano in moto tutta una serie di progettualità e finanziamenti anche da parte di privati, che altrimenti non sarebbero arrivati. Personalmente non la vedo come un’operazione di marketing, credo sia piuttosto un’occasione perché qualche città che lo merita, abbia modo di mettersi in mostra e moltiplicare le sue energie.”

Fra le opere in esposizione alle mostre della Pilotta, anche una di inestimabile valore artistico: “La Falaise du Petit Ailly à Varegenville”, dipinto tra il 1882 e il 1897 da Claude Monet, uno dei più significativi protagonisti dell’impressionismo. L’opera, raffigurante la costa nord della Francia, sarà esposta dal 15 giugno al 28 agosto.

“Si tratta di un vero e proprio capolavoro. È un Monet differente dagli altri, perché fa parte di una fase di sperimentazione della fine dell’800 in cui, guardando probabilmente anche a Paul Cézanne, Monet comprende il valore astratto del suo lavoro di ricerca e prefigura una fase successiva che quella dell’invenzione dell’astrattismo. Abbiamo lavorato con la Direzione generale Belle Arti di Roma per mettere il vincolo su quest’opera affinché non esca dai confini italiani dopo essere stato messo all’asta. Prima della vendita comunque abbiamo voluto rendere accessibile al pubblico questo autentico capolavoro”, conclude Simone Verde. “Un’esposizione del genere influisce senza dubbio sull’immagine e sul turismo della città. È importante che il tutto avvenga in una struttura pubblica, in modo che serva anche da promozione per la struttura in sé. Una persona va a vedere Monet e allo stesso tempo guarda ‘La Scapigliata’ di Leonardo Da Vinci, il museo, il Teatro Farnese e altri”, sottolinea il prof. Allegri.

Daniele Gippetto
Ufficio stampa Quasi Parmigiani

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