Falce, martello, pennino

05/09/2014

Christian Pivetta, delegato ufficiale Italia dell’Associazione Italia – Corea del Nord, racconta il suo viaggio di un mese nella Repubblica Popolare, il “Paese più inaccessibile al mondo”. ParmaDaily documenterà il viaggio con foto, commenti e opinioni sul campo di Pivetta condivisi con noi dal suo profilo Facebook. Cristian che ci dà l’opportunità di un reportage straordinario per i nostri lettori (e in generale per tutti gli italiani) e per questo lo ringraziamo di cuore. Il servizio giornalistico si concluderà con l’intervista di Pivetta per ParmaDaily. Andrea Marsiletti

FALCE, MARTELLO, PENNINO (guarda le FOTO!)

Oh che bello!, oggi è un’altra domenica di sole! Il mio primo pensiero va alla passata domenica trascorsa, dopo le visite ufficiali, liberamente con la compagna Hun Hui nel piazzale del Grande Teatro Popolare a giocare a pallavolo con gli altri coreani.
Se l’atmosfera di Pyongyang durante la settimana lavorativa è già di per sé affascinante, molto tranquilla e rilassante, la domenica è sicuramente la giornata più bella in assoluto. Il traffico è ancora più assente, tutti sono vestini elegantemente in maggiore parte con gli abiti tradizionali, lungo le vie si possono udire tranquillamente i bambini che giocano, le famiglie che parlano e di tanto i tanto gli echi dei militari, dei figli dei martiri rivoluzionari o di gruppi di universitari in divisa della Guardia Rossa che cantano. Il riecheggio da una via ad un’altra di questi cori di canzoni gloriose è certamente unico e meraviglioso ed è possibile vivere questa atmosfera esclusivamente qui. Il mio gioco consiste nel capire da quale parte sbucheranno, cosa assai difficile da comprendere per il ridondare della voce da una parte all’altra delle vie, cosa assai utile onde evitare di intralciare e farsi travolgere dal passo marciante dei Compagni.
La giornata inizia con la visita al monumento della Fondazione del Partito del Lavoro di Corea costruito nel 1995 e raffigurante tre enormi pugni di granito che alzano al cielo i tre elementi simbolo del Partito del Lavoro di Corea (la falce, il martello ed il pennino), mentre la base è decorata al suo interno con alcune sculture incentrate sulla storia della Corea rivoluzionaria, dalla resistenza all’imperialismo giapponese alla guerra contro l’imperialismo atlantico, dalla costruzione del socialismo all’insegnamento dei valori rivoluzionari alle giovani generazioni. Sullo sfondo due edifici residenziali ora dipinti di colore rosso mattone a simboleggiare due bandiere rosse sventolate nell’aria, con in alto le scritte “Cento battaglie, Cento vittorie! Nel corso della giornata ci è stato possibile osservare anche alcune esposizioni artistiche coreane, dove ammirare veri e propri capolavori dell’arte contemporanea coreana, che spaziano dalla raffigurazione di panorami estremamente suggestivi a rappresentazioni della vita del Popolo.
Nel pomeriggio ci spostiamo al Teatro Morabong abbastanza in anticipo, per permettere a me e la carissima Hun Hui Dongji una bellissima passeggiata sulla omonima collina.
Come al solito il pulmino ci accompagna fino sopra la collina e davanti all’ingresso del teatro, cosa che io non amo particolarmente considerato che mi piace molto camminare e gironzolare attorno ai luoghi visitati. Essendo molto in anticipo, approfitto nel chiedere al capo Jong Chol Dongji se possiamo fare una passeggiata e lui come al solito ci dice fate pure.
Prima di allontanarci ci fermiamo a bere una rinfrescante bibita coreana frizzante nei pressi di un gazebo posto a lato del teatro e come al solito la carissima Hun Hui Dongji mi offre un gelato questa volta alla panna e cioccolato. Ci incamminiamo verso il basso della collina, ed io che sapevo benissimo dove portava la scalinata, guidavo la compagna fino al punto che mi ero prefissato di raggiungere. Prendiamo il sottopasso che attraversa il viale Chilsongmun e sbuchiamo fronte alla statua del cavallo alato di Chollima.
La statua Chollima simboleggia “l’eroismo e la costanza dello spirito combattivo del popolo coreano e le innovazioni progredite così rapidamente, alla velocità del Chollima”. Il cavallo alato sulla collina Mansu fu terminata il 15 aprile 1961. Si trova a circa 46 metri di altezza e lungo 16 metri, in cima della lettera rossa del Comitato centrale del Partito dei Lavoro di Corea che rappresenta la classe operaia. Il termine Chollima proviene dal mitologico cavallo volante cinese. Il termine Chollima può essere tradotto come “migliaia di chilometri a cavallo”, riferendosi alla sua capacità di percorrere 400 km in un solo giorno. E noto per realizzare i compiti più difficili che hanno portato gli eroi alla vittoria. Il motto di Chollima è stato utilizzato dal Presidente Kim Il-Sung per energizzare i lavoratori e portare il paese fuori dalle macerie della guerra di Corea per ottenere una vita migliore e un Paese più prospero in un breve lasso di tempo.
Il Presidente Kim Il Sung ha introdotto il termine Chollima nel dicembre 1956, poco prima dell’inizio del piano quinquennale 1957-1961. Durante questo periodo di cinque anni, il Paese si sforzò di completare la trasformazione socialista dell’industria in tutto il territorio. Ha funzionato completamente nazionalizzando l’industria e l’agricoltura per diventare autosufficiente nella produzione di cibo, vestiario, ed alloggio per tutti i suoi cittadini. Il Presidente Kim Il Sung ha iniziato il movimento Chollima per motivare il duro lavoro per il bene della Nazione per raggiungere i risultati desiderati del piano quinquennale. In una riunione del Partito del Lavoro di Corea del dicembre 1956 il Presidente Kim Il Sung ha invitato la Nazione a essere più motivata nella produzione e crescita economica. Egli disse: “Cerchiamo di produrre di più, l’economia pratica, e portare a termine il piano quinquennale prima del previsto!” Entro quattro anni sono stati raggiunti gli obiettivi del piano quinquennale.
Lo slogan di “Facciamo balzo in avanti nello spirito di Chollima” è stato adottato per contribuire a motivare i lavoratori, con la conseguenza che i miracoli sono stati registrati in tutti i settori di attività economica. La Corea del Nord ha registrato una crescita industriale annua del 36,6 per cento durante il piano quinquennale.
Il termine Chollima è stato utilizzato in molti luoghi della cultura coreana. L’industria delle auto ha prodotto un camion di nome Chollima nel 1959. L’industria di filobus di Pyongyang ha prodotto una linea di autobus chiamato Chollima, ed ha utilizzato il simbolo Chollima come logo.
Altri aspetti della cultura hanno incluso Chollima come la nazionale di calcio della Corea del Nord è conosciuta come Chollima.
Subito sotto il monumento una serie di cartelloni di propaganda ai quali non posso far a meno di scattare alcune fotografie.
Risaliamo poiché si è avvicinata l’ora dell’inizio dello spettacolo. Appena giungiamo in cima alla gradinata, sulla piazzetta con una bellissima fontana, un folto gruppo di militari attendono anche loro di entrare a teatro. Colgo l’occasione di raggrupparli per una foto ricordo, nonché iniziando ad intonare la Canzone al Generale Kim Il Sung, improvvisiamo un bellissimo coro folckoristico.
Lo spettacolo musicale a teatro è veramente eccezionale e molte delle canzoni suonate sono di mia conoscenza. Rientrati in hotel, approfittiamo di questa tiepida giornata per una bellissima passeggiata fino in piazza Kim Il Sung dove ci incontreremo con il compagno di università di Hun Hui, il simpatico Young al quale rispondere a tutte le curiosità di suo interesse in merito alla vita che si conduce in Italia. Lo stesso ci accompagna fino al nostro hotel percorrendo la strada di ritorno lungo il fiume Taedong, che come tutti i fiumi del mondo, considerata la mite temperatura, il ristagno di acqua e l’ora del tramonto ci farà fuggire a gambe levate visto che le zanzare socialiste non risultano essere più magnanime e meno assetate di sangue di quelle presenti nei sistemi capitalisti.
E anche la luce di questa giornata si spegne. Buonanotte!

Cristian Pivetta

REPORTAGE DALLA COREA DEL NORD
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