Agricoltura, Daffadà (Pd): “Mancano i lavoratori stagionali”

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Si avvicina la stagione dei raccolti ma mancano i lavoratori nei campi.

I consiglieri Matteo Daffadà e Massimo Bulbi (PD) raccolgono l’allarme delle associazioni di categoria e presentano un’interrogazione.

L’agricoltura vive una nuova emergenza: si sta avvicinando la stagione dei raccolti nei frutteti, nei campi e nei vigneti e, come lo scorso anno, manca la manodopera. Si tratta di alcune centinaia di migliaia di posti di lavoro, braccianti, di cui almeno il 30% è straniero. «Molti lavoratori stranieri sono rientrati nei paesi d’origine per sfuggire alla pandemia e non sono più tornati, altri non riescono a raggiunge l’Italia a causa dei blocchi alle frontiere; ad aggravare la situazione c’è la scadenza, il giorno 30 di aprile, dei permessi di soggiorno per i lavoratori stranieri presenti in Italia – spiegano i consiglieri Matteo Daffadà e Massimo Bulbi che hanno depositato un’interrogazione in Regione – nonostante la richiesta del mondo agricolo, all’approssimarsi del tempo del raccolto di frutta e verdura, non è ancora stata preannunciata l’adozione del nuovo decreto flussi».

Alle difficoltà per l’arrivo di manodopera straniera si aggiungono quelle burocratiche che ostacolano l’utilizzo dei lavoratori italiani. «Ad oggi non è stata prorogata per il 2021 la possibilità di lavorare nelle campagne per i percettori di ammortizzatori sociali e del reddito di cittadinanza con contratti a termine – continuano Bulbi e Daffadà – c’è bisogno quindi di una radicale semplificazione che possa ridurre la burocrazia. Chi era occupato in altri settori in difficoltà potrebbe essere disponibile per i lavori agricoli stagionali».

I consiglieri interrogano la Giunta affinché si solleciti il Governo a mettere in atto misure tempestive e flessibili:
a prorogare i permessi i permessi di soggiorno dei lavoratori agricoli in scadenza, a emanare il nuovo Decreto flussi,
a raggiungere accordi bilaterali con i Paesi dove è più rilevante il flusso di lavoratori; a valutare di regolamentare la “quarantena attiva”- già sviluppata in altre esperienze anche in territorio nazionale – che consente a chi proviene dall’estero di lavorare e vivere isolati dagli altri operai, dopo l’arrivo in Italia; ad avviare una radicale semplificazione che salvaguardando i diritti dei lavoratori, permetta di accedere al lavoro stagionale in agricoltura ai percettori di ammortizzatori sociali, studenti e altre categorie interessate; a sollecitare la Commissione europea a istituire il Digital green pass con l’obiettivo di consentire la libera circolazione nell’Unione per lavoro.