Aumento tariffe acqua, “legge regionale sbagliata”

assaggiami
Lombatti

19/03/2009
h.17.30

“L’aumento delle tariffe sull’acqua, è la conseguenza di una legge regionale sbagliata fatta a discapito degli utenti”. Così il Vice Presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, Luigi Giuseppe Villani, è intervenuto sulla denuncia fatta dalla UIL riguardo l’aumento del costo dell’acqua a più del 20 % che si è registrato sul territorio del Comune di Parma a partire del 1 gennaio di quest’anno.
“La minoranza in Assemblea legislativa regionale costituita per lo più dalle forze politiche che confluiranno nel Popolo della Libertà e dalla Lega Nord si era anche per questo opposta al progetto di legge della Giunta regionale sul riordino territoriale poi purtroppo divenuto la legge 10 del 30 giugno 2008 – Ha quindi ricordato il Consigliere regionale di Forza Italia – PDL – Il testo approvato, infatti, non prevede in modo efficace l’uso dello strumento della regolazione che interponendosi tra utente e gestori monopolisti dei servizi pubblici, assicura prestazioni qualitative alle migliori condizioni economiche.
La Regione Emilia-Romagna non ha insomma voluto attuare per l’erogazione dell’acqua quanto avviene per quella del gas e dell’energia elettrica dove esiste una autorità realmente neutra e capace di attuare la regolazione attuando una concreta attività di controllo sugli enti erogatori. Questa lacuna ha comportato una corsa al rialzo delle tariffe da parte degli enti gestori che attuano da par loro logiche industriali perché i comuni e le Agenzie di Ambito (Ato 2) di cui fanno parte non sono in grado da sole di calmierare i prezzi dell’erogazione dell’acqua. Così, l’effetto del processo verso l’uniformità delle tariffe per ogni ambito, è stato quello di uniformarle, non verso un prezzo medio rispetto a quello di ogni sub ambito, ma verso le più alte a tutto danno degli utenti”.
“Questa infelice scelta fatta dalla Regione Emilia-Romagna con i suoi effetti nefasti per i cittadini utenti specie in tempo di crisi economica – ha quindi concluso Villani – è chiaramente sintomatica, assieme a tante altre, di come il centro sinistra guidato dal PD come appunto avviene nella nostra regione e nella nostra provincia di Parma sia incapace di amministrare i servizi pubblici in modo efficiente, non riuscendo più a capire quelle che sono le necessità della collettività ma ubbidendo solo a logiche di burocrazia e di perpetuazione del potere politico”.

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