Commento alla seconda giornata di campionato (di Gianni Bandiera)

Finisce stasera con il posticipo del lunedì il secondo turno di serie A (Bologna – Parma 4-1).

In questo turno sono entrate anche Lazio, Atalanta e Inter. E che ingressi!
La Lazio sbanca Cagliari, campo ostico per definizione. Come ogni anno i celesti partono a fari senti, non se ne parla nel dibattito calcistico, eppure sono la stessa squadra che era incollata alla Juve fino al Lockdown: Immobile, Correa, Louis Alberto sono ancora lì.

L’Atalanta nella sua prima uscita a Torino ha sciorinato il solito gioco, le solite trame, la solita superiorità. Alcuni la additano come la vera rivale dell’Inter nella lotta dello scudetto.

Inter che, sabato sera, ribalta per ben tre volte il risultato contro la Fiorentina.

Bella partita quella di San Siro ma forse troppo “emozionante” per un tecnico come Conte che cura molto bene la fase difensiva. A leggere la panchina della squadra milanese si resta basiti dalla qualità di cui dispone quest’anno il tecnico leccese. I tifosi neroazzurri sperano che non ci siano sfoghi e liti contro la dirigenza.

Dalle righe precedenti sembrerebbe assurdo non inserire nella lotta allo scudetto la Juventus non fosse per motivi storici. Nove scudetti sono una bella riserva di autostima per i torinesi, ma pur senza utilizzare la partita di domenica sera come riferimento assoluto, è evidente come ci siano diversi dubbi sulla squadra bianconera.

Eccone alcuni: Pirlo. Se riuscisse a dare anche solo metà della sua intelligenza calcistica ai giocatori sarebbe un ottimo risultato. Il guaio è che è proprio il centrocampo uno dei punti interrogativi in questa nuova stagione. Manca un regista, Rabiot non lo è, Bentancur non lo è, Ramsey neppure, ci sono mille tre quartisti ma il centrocampo sembra ancora male assortito.

Altro tema: Morata. È arcinoto come la Juve avesse l’obiettivo Dzeko nel mirino ma per motivi noti dipendenti da altri incastri, il bosniaco è rimasto sulle sponde del Tevere. Morata è alla prova del nove – in tutti i sensi visto che ha preso proprio quel numero vacante da alcune stagioni.

Alle quattro squadre sopracitate come non inserire il Napoli? Sei goal al Genoa potrebbero illudere se non ci fosse un allenatore che ha rimesso la barca in sesto lo scorso anno e da allora non ha praticamente sbagliato un colpo. Stesso discorso il Milan che ha trovato in Pioli il Profeta e in Ibrahimovic il nuovo dio dei milanisti. Intorno allo svedese, fermo ai box per il Covid, il livello degli altri è cresciuto in modo esponenziale.

Sarà quindi un campionato combattuto come da tempo non succedeva?
Una volta cerano le sette sorelle. Erano gli anni Novanta e le formazioni italiane si facevano rispettare anche al di fuori dei confini. Questa stagione è figlia di un mercato difficile, molte squadre devono fare quadrare i conti e specialmente le Big hanno rose da sfoltire, gli incassi sono praticamente nulli, anche i diritti televisivi non possono garantire le cifre del passato. Ci stiamo muovendo in un contesto nuovo con variabili mai viste nell’epoca moderna. Eppure, sarebbe interessante vivere un campionato dove più squadre potranno lottare fino in fondo in una classifica corta.

Mancano ancora sette giorni prima che finisca il calcio mercato e forse i segnali arrivati in queste due giornate saranno utilizzate per migliorare le rose, sfoltendo gli esuberi e magari facendo sognare i tifosi del colpo last minute.

In coda il Genoa, il Crotone, la Spal hanno avuto la sventura di giocare contro squadre fuori portata. Per loro il campionato si deciderà contro avversari diversi.

Questa settimana recuperano il turno Lazio, Inter e Atalanta, un leit-motive questo del turno infrasettimanale che vivremo più volte in questo campionato compresso di impegni.

Alla prossima,

Gianni Bandiera