Crescita economica migliore del previsto in Emilia Romagna

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Nelle stime la crescita dell’economia regionale dovrebbe bruscamente rallentare nel 2023 (+1,1 per cento), sotto l’effetto congiunto della spinta dell’inflazione, della riduzione del reddito reale, in particolare, dei salari reali, e dell’effetto della stretta monetaria in corso. Ma il rallentamento sarà meno ampio di quanto precedentemente previsto, per effetto del trascinamento derivante dal più elevato ritmo di crescita fatto registrare alla fine dello scorso anno e nel primo trimestre di quest’anno, tanto che la stima della crescita è stata ulteriormente rivista al rialzo di tre decimi di un punto percentuale. La fase di rallentamento economico dovrebbe protrarsi anche nel 2024, ma risulterà moderata e permetterà una crescita del Pil dello 0,8 per cento.

Il rallentamento della crescita del prodotto interno lordo italiano sarà deciso nel 06/08/23 tanto che non andrà oltre l’1,1 per cento e proseguirà anche nel 2024 (+0,7 per cento). Nel 2023 il rallentamento della ripresa riallineerà la crescita delle regioni italiane, che sarà guidata dalla Lombardia (+1,3 per cento) seguita da Trentino-Alto Adige, Piemonte e Veneto tutte con lo stesso ritmo di espansione (+1,2 per cento). Con l’ulteriore rallentamento dell’attività, nel 2024 la crescita delle regioni italiane sarà guidata ancora dalla Lombardia insieme con Friuli-Venezia Giulia e Valle d’Aosta (+0,9 per cento).

Il valore aggiunto dei settori

Nonostante un sensibile rallentamento, anche nell’anno in corso saranno ancora e di gran lunga le costruzioni (+4,8 per cento) a trainare l’aumento del valore aggiunto reale con un ritmo di crescita doppio rispetto a quello dei servizi (+2,3 per cento), mentre l’industria subirà una recessione in termini reali (-2,3 per cento). Nel 2024 invece, si avrà una ripesa dell’attività industriale (+0,5 per cento), un rallentamento ulteriore della crescita dei servizi (+1,1 per cento), mentre sarà il settore delle costruzioni a passare bruscamente in recessione (-2,1 per cento).



Il mercato del lavoro

Con la normalizzazione delle ore lavorate, l’occupazione avrà nuovamente un andamento positivo sia nel 2023 (+0,8 per cento) sia nel 2024 con lo stesso ritmo di crescita. Ciò nonostante, alla fine di quest’anno l’occupazione risulterà ancora marginalmente inferiore a quella riferita al 2019 (-0,4 per cento). Poiché, come avviene dal 2021, anche nel 2023 la crescita dell’occupazione sarà più rapida dell’aumento dell’offerta di lavoro il tasso di disoccupazione potrà ulteriormente ridursi al 4,4 per cento. La tendenza proseguirà più contenuta anche nel 2024 e il tasso di disoccupazione potrà ridursi lievemente al 4,3 per cento.

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