Dai Protocolli dei Savi di Sion al virus da laboratorio cinese: la cospirazione continua…

Nella serata di ieri ha iniziato a impazzare sui whatapp di mezza Italia un video del TGR RAI Leonardo che parlava già di Coronavirus nel 2015 (leggi): “Scienziati cinesi hanno creato in laboratorio un supervirus polmonare. E’ un esperimento che preoccupa tanti scienziati perchè potrebbe sfuggire di mano ed è dimostrato possa colpire l’uomo. Rimane chiuso in laboratorio, ma vale la pena correre un rischio e una minaccia così gravi? Un coronavirus trovato nei pipistrelli è stato impiantato sul virus che provoca la Sars. Il coronavirus può colpire l’uomo attaccandosi alle cellule respiratorie.”

Il video è vero, le analogie con la situazione di oggi è sconvolgente, in poco meno di un’ora il servizio della Rai era già su tutti i giornali online e TV.

La cospirazione è servita: la Cina è la responsabile della pandemia che oggi sta piegando l’Occidente; la creazione del Coronavirus è stata un suo atto di guerra batteriologica per dominare il mondo. Si sono infettati per primi per essere poi più credibili quando contageranno tutti gli altri.

E’ la storia di una congiura perfetta che era già nella testa di tanti, e che tanti volevano sentirsi confermare.

A poco sono serviti i post della comunità scientifica che ha precisato che mancano le prove per associare quel Coronovirus al Covid-19 che sarebbe naturale e non artificiale. In tanti non gli hanno creduto. Anche perchè la credibilità dei virologi è molto debilitata, tanti di loro fino a ieri pontificavano tronfi in TV che il Coronavirus fosse poco più di un’influenza. Una grossissima fake news che ha avuto effetti devastanti. Come sempre accade, per colpa di alcuni è la credibilità di un’intera categoria a venire compromessa. Oggi quella dei virologi è poco sopra a quella dei No Vax.

Di certo la teoria del complotto piace di più, è più affascinante e più facile nella sua articolatissima macchinazione.

La situazione di ieri sera mi ha ricordato la storia dei “Protocolli dei Savi anziani di Sion”, il più famoso testo dell’antisemitismo mondiale. Come noto, essi sono un falso verbale in cui è descritta una fantomatica riunione tra i capi dell’ebraismo mondiale nella quale viene svelato un piano segreto degli ebrei per conquistare il mondo. Grazie ai soldi guadagnati con l’usura bancaria, i “Savi” avrebbero comprato i media e la finanza e quindi distrutto la democrazia, le idee liberali, l’ordine sociale tradizionale, i costumi e le tradizioni cristiane.

Non c’è dubbio che i Protocolli rappresentino una delle più solide basi del moderno complottismo.

L’opera comparve per la prima volta nel 1903 nella Russia zarista per giustificare la persecuzione degli ebrei. In seguito alla Rivoluzione d’Ottobre, l’idea che il bolscevismo fosse una cospirazione ebraica per il dominio mondiale diventò uno degli strumenti più utilizzati dalla propaganda fascista in Italia e nazista in Germania, e in questo clima i Protocolli diventarono il testo di riferimento per procedere allo sterminio degli ebrei.

Nel 1921 il Times di Londra provò la falsità dell’opera, definendola “un plagio grossolano” costruito copiando tratti di un libello francese intitolato “Dialogo agli inferi tra Machiavelli e Montesquieu” nel quale si denunciavano i diabolici piani di Napoleone III per dominare il mondo. Non servì a nulla. Anzi, è da quel momento che i Protocolli intensificarono la loro circolazione in tutti i Paesi e furono presi ancora più sul serio. Nel 1934 Tribunale di Berna ribadì l’impostura, ma la loro attendibilità rimase intatta.

Fu poi il nazismo a dare ai Protocolli nuova vita, accreditandoli come verità storica. Quando Adolf Hitler prese il potere, interi brani del libro diventarono parte degli studi scolastici.

Ancora oggi i Protocolli dei Savi di Sion sono stampati, reperibili su Internet e utilizzati dai leader politici in gran parte del Medio Oriente e da movimenti nazionalisti arabi e fondamentalisti musulmani per condurre la loro guerra contro lo Stato di Israele.

Nella biblioteca di Alessandria di Egitto venne esposta la prima traduzione in arabo dei Protocolli di fianco ad antichissime copie dei Vangeli e della Torah.

E’ un testo che continua a rinascere, a passare di mano in mano, alimentandosi come un virus che vive trasmettendosi da uomo a uomo, perchè trova sempre gente che lo vuole credere e usare ai propri fini.

E così il complotto continua… sionista o cinese che sia, non fa differenza.

Andrea Marsiletti