E’ caccia all’uomo, ai renziani, proprio mentre Italia Viva sta affondando (di Andrea Marsiletti)

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“Renziano” (o “ex renziano”) è diventato un marchio a fuoco.

Gli ultimi che lo stanno vivendo sopra la loro pelle sono i capigruppo dem alla Camera e al Senato, Delrio e Marcucci, di cui il nuovo segretario Letta (sì, quello di “Enrico, stai sereno”) ha chiesto la rimozione, ufficialmente nel nome del “femminismo”.

E’ una caccia all’uomo, al “renziano”, proprio nei giorni in cui Italia Viva sembra essere in fin di vita.

Inchiodata al 2,5% dei consensi, si legge con sempre maggiore insistenza che i suoi parlamentari siano in fibrillazione, convinti di aver imboccato una strada che non porta da nessuna parte, men che meno alla loro rielezione. Lo stesso Renzi avrebbe detto ai suoi: “Ragazzi, sono pronto a un passo indietro. Ci sto pensando”.

Quella che sembrava essere stata la “manovra perfetta” di Renzi, ovvero aver defenestrato Conte e aver portato Draghi, si sta rivelando per lui (non per l’Italia) la peggiore. Già, dopo quella mossa del cavallo, Renzi è assurto in modo definitivo nell’immaginario collettivo a simbolo del tradimento, è sparito dal dibattito politico e dai media che prima dominava nei panni di ideologo, sabotatore e poi killer di Conte, la sua rappresentanza parlamentare è diventata ininfluente all’interno delle larghissime intese draghiane. Oggi i maggiorenti del Governo Draghi sono Salvini e Letta (forse più il primo che il secondo), proprio quelli che Renzi era riuscito a fregare.

C’è di più. L’arrivo di Draghi ha fatto saltare per aria Zingaretti che su Conte aveva investito tutto, spianando la strada al ritorno di Enrico Letta, come detto oggi segretario nazionale del Pd, il nemico giurato di Renzi.

E pensare che, dopo la caduta del Governo Lega-M5S, era stato proprio l’Avvocato del Popolo con il suo Conte Bis a salvare Renzi, a consentirgli nell’estate 2019 di evitare le elezioni, passare il guado, costituire Italia Viva e dare le carte dentro al Governo… se si fosse tornati al voto subito i renziani sarebbero stati rasi al suolo dall’onda salviniana all’epoca con un consenso del 35%.

Conte aveva salvato Renzi, ma Renzi lo ha ucciso, e uccidendolo ha ucciso se stesso.

Nulla di nuovo. I Renzi esistevano già 2.500 anni fa, al punto che Esopo dedicò loro la favola de “La rana e lo scorpione”, con Renzi nei panni dello scorpione e Conte in quelli della rana.

Uno scorpione doveva attraversare un fiume, ma non sapendo nuotare, chiese aiuto a una rana che si trovava lì accanto. Così, con voce dolce e suadente, le disse: “Per favore, fammi salire sulla tua schiena e portami sull’altra sponda.” La rana gli rispose “Fossi matta! Così appena siamo in acqua mi pungi e mi uccidi!” “E per quale motivo dovrei farlo?” incalzò lo scorpione “Se ti pungessi, tu moriresti ed io, non sapendo nuotare, annegherei!” La rana stette un attimo a pensare, e convintasi della sensatezza dell’obiezione dello scorpione, lo caricò sul dorso e insieme entrarono in acqua.

A metà tragitto la rana sentì un dolore intenso provenire dalla schiena, e capì di essere stata punta dallo scorpione. Mentre entrambi stavano per morire la rana chiese all’insano ospite il perché del folle gesto. “Perché sono uno scorpione…” rispose lui “E’ la mia natura!”

Già, è la sua natura.

Andrea Marsiletti