“No fronde? No forno!”

31/03/2013
h.12.00

Le immagini di Parmadaily sono evidenti anche ai non esperti in botanica (clicca qui).
Attorno all’inceneritore di Parma non c’è nessun boschetto mangiapolveri.
Al massimo si può parlare di una distesa di steli nudi e sottili, certamente lontani dall’assumere le sembianze di un bosco.
Non prendiamoci in giro davanti all’evidenza.
Il boschetto non c’è e le prescrizioni 29 e 30 parlano chiaro.
Le riportiamo per intero per dare modo a tutti di comprenderne il significato:
29) L’Autorità Competente ai sensi delle attuali normative per la forestazione, per le aree non ricadenti nei perimetri urbani, è l’Amministrazione P.le di Parma. Il progetto esecutivo, ai sensi di legge, dovrà essere approvato espressamente prima della gara d’appalto e successiva realizzazione. Nella fase esecutiva Enìa dovrà tenere presente che stante il carattere sperimentale dell’opera “mangiapolveri” dovranno essere presentati indicatori e/o sistemi atti a dimostrare l’efficienza delle performance proposte e sottoposte alla valutazione della commissione tecnico amministrativa. Qualora Enìa non raggiunga il 90% del valore dichiarato di assorbimento di polveri sottili, dovrà realizzare opere mitigatrici e/o compensatrici di uguale resa territoriale da approvare a cura della Provincia e degli altri Enti competenti. In base alle prescrizioni di VIA, la Soprintendenza ha disposto un’alberatura sempreverde a scopo di mitigazione visiva dell’impianto (altezza minima a dimora pari a 2,5 m). Inoltre allo scopo di avere un’efficienza ed efficacia volta a ridurre gli impatti, l’opera dovrà entrare in funzione almeno un anno prima dell’attivazione del termovalorizzatore cogenerativo. L’altezza delle altre piante autoctone da porre a dimora sarà rapportata all’effettivo grado di assorbimento che si vuol raggiungere all’inizio della gestione (rendimento= 0.50..) operativa del forno. Tutti gli oneri saranno a carico di Enìa S.p.A.. Considerata l’elevata quantità di particolato fine assorbito, la parte arborea oggetto di cure periodiche (potature, ecc.) dovrà essere smaltita come rifiuto (speciale). Il progetto di forestazione è soggetto a procedura di VIA per la normativa regionale. Si precisa che ogni variante sostanziale, sia eventualmente a seguito di gara d’appalto, sia successivamente, dovrà essere approvata dalla Provincia, sentiti gli altri Enti competenti e informati i Comuni coinvolti nella procedura di VIA.
30) La tempistica di realizzazione del progetto di forestazione dovrà garantire un’adeguata schermatura per tutto l’arco dell’anno e dovrà essere realizzata inmodo tale che già all’inizio dell’esercizio dell’impianto assolva completamente alla funzione di compensazione degli impatti dichiarata.
Emerge evidentemente come il boschetto mangiapolveri sperimentale (niente e nessuno è im grado di certificare l’effettiva efficacia di questo strumento) non sia pronto né risponda alla prescrizioni indicate nell’Autorizzazione Ambientale Integrata, approvata con deliberazione 938 il 15 ottobre 2008 dalla Giunta Provinciale di Parma, presenti tutti i componenti tranne Gabriella Meo (clicca qui).
Le conclusioni sono per noi molto semplici.
Senza bosco niente accensione anche perché l’opera andava completata un anno prima del previsto avvio dell’impianto ed anche su questo fronte non sembra che Iren sia riuscita nell’impresa.
No fronde? No forno!

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma