† I Vangeli apocrifi raccontano un Ponzio Pilato innocente, martire, santo. Apostolo della resurrezione come Maria Maddalena (di Andrea Marsiletti)

TeoDaily – Pochi personaggi nella storia sono stati tanto controversi come Ponzio Pilato, il governatore romano della Giudea che condannò a morte Gesù.

E’ l’unico uomo che ha avuto il privilegio di essere citato per nome e cognome nel “Credo” cattolico, la sintesi teologia più santa e definitiva (“Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato“).

I Vangeli canonici dipingono Pilato con sfaccettature diverse, anche marcate, ma alla fine emerge una figura nella sostanza omogenea, ovvero colui che provò a salvare Gesù e lo fece crocifiggere pur consapevole della sua innocenza.

 

† Terra Santa 12 – Al cospetto della tomba vuota, della resurrezione di Gesù (di Andrea Marsiletti)

 

In Marco appare un Pilato politico opportunista che volle compiacere i giudei (“Pilato, volendo soddisfare la folla, consegnò Gesù perchè fosse crocifisso”); in Matteo è ritratto più come un pusillanime, con la scena proverbiale in cui lui si lava le mani dicendo “Io sono innocente del sangue di questo giusto; pensateci voi”; in Luca Pilato scagiona Gesù (“Non trovo nessuna colpa in quest’uomo“) e si spinge a dichiarare che “dopo averlo castigato lo libererò“; in Giovanni Pilato è affascinato dalle risposte di Gesù e con il Messia imposta un dialogo filosofico (“Pilato gli disse: Che cos’è verità?”).

Ma è nei Vangeli apocrifi che Pilato viene innalzato, tanto in basso quanto in alto.

Di sicuro Pilato emerge come uomo immacolato nel Vangelo Apocrifo del IV secolo attribuito a Gamaliele, un rabbino ebreo del I secolo che difese Paolo nel Sinedrio e venne accusato di simpatizzare per i cristiani. Gamaliele scrisse che “Pilato e sua moglie amavano Gesù come se stessi. Egli lo aveva fatto flagellare, per compiacere i cattivi ebrei, e perché il loro cuore si disponesse più favorevolmente e lo lasciassero andare senza condannarlo a morte. Anche se Pilato avesse saputo che avrebbero appeso alla croce lui con la moglie e i figli qualora non lo avesse consegnato a loro e non lo avesse dato a morte, mai avrebbe teso la mano contro di lui.

Pilato amava a tal punto Gesù da essere disposto a morire per lui. Un martire.

 

† Terra Santa 10 – Il “velo di Veronica”, un’altra stella femminile che brilla nella cristianità (di Andrea Marsiletti)

 

Ad attestare l’innocenza di Pilato compare un testimonial d’eccezione, la Vergine Maria, che schiera Pilato dalla parte di Gesù e dice: “Il corpo di mio figlio lo hanno forse preso gli ebrei che odiavano sia lui sia il governatore”.

Il Vangelo di Gamaliele si spinge oltre e descrive l’apparizione del Risorto in sogno a Pilato: “Lo vidi affianco a me! Il suo splendore superava quello del sole e tutta la città ne era illuminata, ad eccezione della sinagoga degli Ebrei. Mi disse: ‘Convertiti a me ed io ti perdonerò. Diventa assertore della mia risurrezione e vai alla mia tomba e lì vedrai grandi miracoli: i paralitici camminare, i ciechi vedere e i morti risorgere‘.”

Gesù chiede a Pilato di “diventare assertore della mia risurrezione”, un testimone e annunciatore della resurrezione, come aveva chiesto a Maria Maddalena nei canonici.

Pilato obbedisce e si reca sulla sua tomba vuota, dove avvengono i miracoli predetti da Gesù. Un capitano romano riacquista la vista toccando le bende mortuarie del Risorto. Risorge anche uno dei ladroni crocifissi di fianco a Gesù (“il morto venne fuori dalla tomba e si gettò ai piedi del governatore“) che fa da intermediario tra Cristo e Pilato: “Gesù mi parlò e disse: ‘Dì al mio amico Pilato che difenda la mia risurrezione”.”

Pilato assurge al ruolo di amico e apostolo di Gesù.

 

† Terra Santa 6 – Sulla tomba della Vergine Maria (di Andrea Marsiletti)

 

Nel testo apocrifo “Paradosi di Pilato”, facete parte del “Ciclo di Pilato”, il governatore viene martirizzato. L’imperatore romano vuole punire colui che condannò a morte Gesù. Lui si difende: “Signore, non mi confondere con questi miserabili Ebrei“. I romani tagliano la testa a Pilato. Allora un angelo scende dal cielo, prede la testa di Pilato e la portò in cielo. Una sorta di ascensione di Pilato.

Va da sè che si è arrivati alla canonizzazione di Pilato: la chiesa ortodossa etiope venera Pilato come santo.

Perchè tanti vangeli apocrifi vogliono scagionare i romani dalla responsabilità di aver ucciso Gesù?

Per vari motivi, tra cui quello di non accusare di deicidio i romani che i cristiani volevano evangelizzare. A maggior ragione dopo la decisione dell’imperatore Costantino di convertirsi al cristianesimo e poi quella di fare della religione cristiana la religione di Stato dell’Impero.

Quelli che hanno ucciso Dio sono stati quindi ebrei, non i romani, men che meno Pilato. Un giudizio che comunque emerge già nei Vangeli canonici.

Si diffusero testi e vangeli ferocemente antiebraici.

Fu l’inizio dell’antisemitismo.

Andrea Marsiletti